‘Dimostrateci che siete con noi, che non ci lascerete soli e che voi davvero siete europei. E che la vita vincerà contro la morte. Che la vita vincerà sulle tenebre’

di Daniele Madau

Questa mattina, il presidente ucraino Zelensky è intervenuto durante la sessione straordinaria del Parlamento Europeo, invocando di essere accolto nell’Unione Europea. La sua disperata richiesta ci fa capire quanto siano vitali i valori che l’Europa deve difendere e che ognuno di noi deve proteggere come ciò che di più prezioso possiede, prezioso come la libertà. Ognuno di noi, a cui sono rivolte le parole che riporto interamente.

«Non posso dire buongiorno, buon pomeriggio o buonasera, perchè ogni giorno per alcune persone questa non puo essere una buona giornata, un buon pomeriggio. Per alcuni questo è l’ultimo giorno che vivranno. Parlo dei cittadini dell’Ucraina che stanno pagando il prezzo più alto di tutto questo. Stanno difendendo la libertà e sono molto contento di quello che ho visto, di quello che mi è arrivato dal Parlamento europeo, sono contento di questa atmosfera di vicinanza e sono lieto che tutti i paesi euorpei si siano uniti. Non sapevamo che ci sarebbe stato un prezzo da pagare, stiamo vivendo una tragedia immane un prezzo alto, migliaia di persone sono state uccise. Due rivoluzioni una guerra, siamo al 5 giorno dopo l’invasione ampia su tutta la scala da parte della Russia.

Non ho piu il tempo di leggere i giornali e non posso leggerli perchè non ci sono più nel mio paese. Devo occuparmi della vita e della morte delle persone. Credo che oggi stiamo dando la vita per difendere i diritti e i valori, la libertà di essere uguali, come vi considerate uguali voi, stiamo sacrificando le persone migliori di questo paese i più forti.

Gli ucraini sono un popolo incredibile, amiamo dire che possiamo vincere e sconfiggere chiunque e credo che se ne stia parlado, sono contento che riusciate a vedere quello che sta succedendo, il vostro sostegno è benvenuto. Il popolo ucraino vuole unirsi all’Europa. Questo è quello che vorrei sentire da voi, accogliete la richiesta di far parte dell’Europa.

Ci sono ancora bombardamenti, è stata una giornata dura per noi due missili cruise hanno colpito kharkiv, una città molto vicina al confine con la Russia in cui ci sono sempre stati molti russi e in cui ci sono le sedi di oltre 20 università. È la città con il piu alto numero di università, la gioventu da quelle parti è dappertutto, c’erano piazze tra le più grandi del nostro paese, la più grand piazza d’Europa piazza della libertà,che è stata colpita da due missili oggi. Questo è il prezzo che dobbiamo pagare ma stiamo combattendo, continuiamo a farlo per difendere la nostra terra e la nostra libertà tutte le città del nostro paese sono bloccate nessuno puo entrare e intervenire.

Gli ucraini sono in piazza oggi, a prescindere da quale sia il nome della piazza, tutte dovrebbero chiamarsi Piazza della Libertà. Non ci piegheranno siamo forti, siamo ucraini, vogliamo veder crescere in nostri figli, volgiamo che sopravvivano. Ieri 16 bambini sono stati uccisi, ancora una volta Putin dirà che volevano colpire un obiettivo militare, che era un operazione chirurgica. 


Il nostro popolo è motivato continuiamo a lottare, per difendere la nostra vita. Stiamo lottando per sopravvivere. Stiamo dimostrando a tutti che siamo europei, l’Unione Europea può esser più forte con noi ma senza di voi, noi saremo più soli. Abbiamo dimostrato quale è la nostra forza. Siamo anche noi europei dimostrateci che siete con noi, che non ci lascerete soli e che voi davvero siete europei. E che la vita vincerà contro la morte. Che la vita vincerà sulle tenebre».

2 pensieri riguardo “‘Dimostrateci che siete con noi, che non ci lascerete soli e che voi davvero siete europei. E che la vita vincerà contro la morte. Che la vita vincerà sulle tenebre’

  1. Ciao Dani! Mi dispiace fare il guastafeste, ma non aderisco al pensiero unico pro-Ucraina e pro-NATO che ci è propinato a tamburo battente dai principali media europei.

    Ti propongo una nota trovata sul profilo Facebook di Stefano Manera (un comune cittadino come noi): trovo che offra spunti vitali, seppur in direzione contraria alla tua, al necessario dibattito che è necessario al pluralismo dell’informazione e quindi a una sana democrazia.

    “Sia chiaro, la guerra mi fa orrore e mi ritengo un non violento.
    Non credo nemmeno che al giorno d’oggi ci siano leader particolarmente illuminati o meno stronzi.
    Oggi sono tuttavia parecchio preoccupato perché questa crisi potrebbe diventare presto molto seria e inglobarci senza nemmeno il tempo di dire “ma”.
    Fatta questa doverosa premessa, qualcuno se la ricorda la strage di Odessa, cioè il massacro avvenuto il 2 maggio 2014 presso la Casa dei Sindacati in piazza Euromaidan?
    In concomitanza del rogo, preceduto e seguito da linciaggi e violenze nei confronti degli aggrediti, trovarono la morte almeno 48 persone
    Sapete che nel Donbass, ad oggi, sono state ammazzate circa 15.000 persone, tra cui donne e bambini?
    Perché questa guerra è nata proprio nel 2014, quando in Ucraina fu compiuto un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti (Biden vicepresidente e Hillary Clinton segretario di Stato) che esautorarono il Presidente ucraino filo-russo Janukovyč (rifugiato a Mosca), presero il potere con la forza e piazzarono un governo filo-americano.
    Dopo il colpo di stato, il nuovo governo emanò delle leggi anti russe.
    Sappiamo che l’Ucraina è un paese notoriamente diviso in due, a ovest ucraini, nazionalisti e vicini all’Europa, ad est e in Crimea la popolazione è russa.
    Fu così che la Russia con un colpo di mano si riprese la Crimea senza sparare un colpo (perché in quella penisola il 90% della popolazione è russa e fu inoltre condotto un referendum sull’autodeterminazione).
    Mentre nelle altre province nazionaliste furono compiute persecuzioni (multe a chi parlava in russo, sparatorie a chi pregava in russo).
    I dati OSCE parlano di 15.000 morti fra civili e militari nel Donbass in 7 anni.
    Nel 2014 ci fu la strage di Odessa, ma le TV ne parlarono poco, perché forse in quegli anni c’erano altre priorità culturali, tipo il Grande Fratello o Uomini e Donne.
    Gli ucraini diedero fuoco a un sindacato che era pieno di anziani, donne con bambini, quelli che scamparono all’incendio furono uccisi a colpi di fucile.
    Putin ha più volte denunciato il genocidio nel Donbass, ma nessuno nei media occidentali ha approfondito.
    La strage fu principalmente condotta per opera del battaglione “Azov”, cioè un reparto militare ucraino neonazista con compiti militari e di polizia, inquadrato nella Guardia nazionale dell’Ucraina e istituito con lo scopo principale di contrastare le crescenti attività di guerriglia dei separatisti filo-russi del Donbass.
    Il reparto è divenuto famoso a seguito di accuse di crimini di guerra e tortura.
    Nel 2017 fu eletto Trump e l’Ucraina rimase da sola, a lui non interessava.
    Ci fu un “cessate il fuoco” e furono intrapresi gli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento delle due repubbliche da parte dell’Ucraina come regioni a statuto speciale.
    Arriviamo così all’elezione di Biden nel 2021, il quale appena eletto affermò subito che Putin era un killer e che gliel’avrebbe fatta pagare.
    Interessante notare che il figlio di Biden, Hunter, possiede diversi gasdotti in Ucraina per un giro di affari milionari.
    Biden ha chiesto subito l’ingresso nella Nato dell’Ucraina: inaccettabile per la Russia.
    Inaccettabile perché i missili sarebbero puntati a 300 km da Mosca, oltre che su Pechino (infatti la Cina ha sostenuto la Russia con contratti sul gas altissimi).
    Da dicembre è così iniziata l’isteria americana sull’inizio della guerra.
    L’attuale presidente Zelensky è stato incoraggiato a bombardare di nuovo il Donbass per riprenderselo con la promessa americana di un aiuto militare.
    Lui ci è cascato.
    Così la Russia si è seduta al tavolo con tutti i presidenti e con tutti i ministri degli esteri ma senza risultati.
    Nessuno voleva trattare, ma ribadivano che l’Ucraina avesse il diritto di entrare nella Nato.
    La Russia ha offerto di demilitarizzare l’Ucraina e renderla uno stato cuscinetto, un po’ come la Svizzera, per il transito di gas e di merci, ma senza armi. Gli è stato risposto di no.
    Poche sere fa, un lucidissimo Romano Prodi, ha ricordato invece a uno smemoratissimo Formigli che l’UE non volle far entrare appositamente l’Ucraina e la Georgia nell’Europa proprio per garantire uno spazio cuscinetto come più recentemente richiesto da Putin.
    Va aggiunto che gli USA in questi anni hanno collocato in Ucraina 14 laboratori che producono armi chimiche, lungo tutto il confine russo.
    Dunque una minaccia non solo di missili.
    E qui sarebbe molto interessante capire il ruolo dell’attuale pandemia e lo strano silenzioso ruolo di Russia e Cina (ma poi finirebbero per darci dei complottisti).
    A questo punto non è difficile capire (il che non significa necessariamente comprendere ed essere d’accordo) la reazione di Putin, acclamato dalle popolazioni filo-russe del Donbass come un liberatore di quelle zone dopo i massacri sottaciuti di questi anni.
    Peccato che in questi giorni tutta questa fetta importante di storia non sia menzionata e, anzi, pare che i media facciano a gara per mostrare immagini e notizie non veritiere.
    Del resto la propaganda è sempre stata un’arma fondamentale in ogni guerra, no?”

    Concludo con una notizia di oggi: gli unici due canali di informazione filo-russi operanti in Europa (che potessero quindi mostrare l’altra faccia della medaglia agli europei), cioè RT e Sputnik, sono stati BANNATI e censurati da tutte le piattaforme (Youtube, Facebook, Instagram…) per una decisione totalmente arbitraria e illegale dell’UE. Ricordiamo che l’autorità che regola i media dipende dai singoli governi che concedono le licenze: l’UE non avrebbe nessun fondamento giuridico per metterci bocca. Se questa non è dittatura, ogni giorno di più…

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Marco, hai fatto bene a ricordare la strage di Odessa. Zelensky e il popolo ucraino, però, di quell’eccidio perpetrato da estremisti di destra non hanno colpa. Il discorso al Parlamento Europeo, d’altra parte, mi è sembrato cosi efficace, data la situazione drammatica, da non poterlo non trascrivere per ricordare a noi, che spesso li viviamo passivamente, quanto desiderino i valori europei coloro che ancora combattono per il loro riconoscimento.

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