Ucraina: la quotidianità e la paura

Una donna ucraina avvolta nella bandiera

di Daniele Madau e Attilio Galimberti

Sono questi i giorni in cui il mondo, con il fiato sospeso, guarda agli scenari di guerra in Ucraina. Per capire il loro significato nella vita di ogni ogni giorno degli abitanti, abbiamo incontrato Dina Shabalina, laica impegnata nella Chiesa Cattolica, che vive vicino a Dnipro, proprio nella zona delle repubbliche filorusse.

Innanzitutto, vogliamo manifestarvi tutta la nostra vicinanza . Puoi spiegarci in che zona dell’Ucraina vivi?

Ringrazio per la vostra preoccupazione, per noi è importante non sentirci soli. Non potrò rappresentare tutto il popolo ma vi porterò il mio punto di vista. Vivo vicino a Dnipro, vicino alle repubbliche separatiste: un luogo, quindi, ora più che mai pericoloso

Quali secondo voi le ragioni di questa crisi? È davvero la volontà della Ucraina di entrare nella NATO? Le televisioni ci mostrano immagini di gente armata, di gente che vive nelle trincee e che è pronta a combattere: è davvero così?  Come affronta la gente questa situazione davvero critica?

La risposta è semplice e complessa: la federazione russa è un grande impero e ha la mentalità dell’impero. I russi vogliono influenzare l’Ucraina e restaurare l’Urss. Vogliono destabillizzarci e non permettere che l’Ucraina entri nella Nato e con il difendere le repubblicche autoproclamate dall’aggressione degli Stati Uniti, penso che Putin voglia controllare l’Ucraina. Questa, credo, sia la ragione principale. Oggi Putin ha riconosciuto le repubbliche separatiste e per noi non una buona notizie: i confini saranno aperti e i russi potrebbero facilmente entrare in Ucraina. Ogni tentativo di difenderci verrà visto come un tentativo di agressione, potrebbe diventare un’occasione per far iniziare legalmente, per la Russia, la guerra. Non è una buona notizia. Fino a oggi, abbiamo visto gente armata, che vive nelle tricee: io non saprei dirvi dove sono stati girati questi video, perché penso che non mostrino la realtà. Io non ho visto niente di simile, forse nel Donbass, dove oggi sono state uccse tre persone. Controlliamo tutte le ‘fake news’, perché son tante. Forse è un modo per fermare Putin. La gente, però, vedendole, si preoccupa. I russi, tuttavia, con questo panico e questa destabilizzazione va a nozze. Attorno a me, ora come ora, la vita è normale, io non vedo gente che scappa, ma che va a lavorare come sempre. I ricchi, però, stanno andando via dall’Ucraina. Il nostro governo ci ha preparato a diversi scenari e ci sentiamo più sicuri e istruiti in caso di attacco. Ci stiamo, comunque, preparando al peggio.

E la Chiesa sia Cattolica che Ortodossa che dice?

La Chiesa Cristiana Cattolica greca e la Chiesa Cattolica romana invitano alla calma, a non reagire alle provocazioni e a pregare per la pace. Abbiamo apprezzato la vicinanza del papa e ci siamo uniti alla sua preghiera. Tanti, da tutto il modo, mi hanno manifestato vicinananza e preghiera. Bisogna tenere alto lo spirito, grazie anche a voi per il sostegno. La Chiesa Ortodossa di Mosca e quella di Ucraina hanno qualche conflitto: io non so cosa dicano ai loro fedeli, spero che li invitino a pregare per la pace. Purtroppo alcuni sacerdoti ortodossi sono simpatizzanti per la Russia, ma non posso entrare nei particolari. Il vangelo dice: ‘pregate per coloro che vi minacciano’. E’ una sfida per la nostra fede , l’ultima parola è di Dio e noi dobbiamo provare a restare fedeli e vedere negli altri dei fratelli che stanno facendo quacosa che non capiscono e non nemici. Anche nel peggiore dei casi, questo non significa che Dio non ci ami ma che dobbiamo considerare i russi fratelli e sorelle.

L’Ucraina si sente abbandonata dall’Europa e dal mondo come è avvenuto per la crisi del Donbass e della Crimea?

Dal mio punto di vista , da una parte noi eravamo arrabbiati perché l’Europa non faceva quello che ci si aspettavamo sulle sanzioni imposte alla Russia e le informazioni sull’Ucraina erano poche. Adesso che si sa che c’è un grande problema, l’Europa avverte la minaccia della guerra. Sembra che l’Europa voglia aiutarci: per noi è molto importante, penso possa essere l’unica modalità di fermare Putin.

La gente si tassa per inviare cibo e vestiario ai soldati che sono al confine?

Ci sono tante organizzazioni di volontariato che forniscono assistenza a tutti coloro che vivono nelle zone più critiche e che sono emigrate. Nel Donbass le persone sono sostenute in tutti i modi.

Ci sono città/ paesi o aree dove sono presenti cittadini ucraini e russi. Come sono i loro rapporti e la loro convivenza?

Ci sono russi in ogni parte dell’Ucraina, io ho amici russi. Ma tutto varia da persone a persona, sono tematiche che toccano nel profondo e preferisco non parlarne. Tante famiglie, dal 2014, sono separate e quelli che vogliono mantenere i legami familiari evitano di discuterne. Io vivevo in Crimea e , dopo rientrata, ho trovato molte persone che parlavano solo ucraino e non volevano più avere niente a che fare con i russi. Mentre altri parlano tranquillamente russo e amano l’Ucraina. Le relazioni sono falsate dalla propaganda russa. Stiamo sperimentando tempi molto duri, per questa situazione di minaccia permanente, per questo pericolo per la patria.

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