di Massimo Donno


Continuano le celebrazioni per gli 800 anni del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. In questo percorso La Riflessione inserisce il nuovo progetto discografico del cantautore Massimo Donno, “La spada e l’incanto”, un album che riprende il componimento e lo traduce in musica e parole per il nostro tempo, intrecciando spiritualità , tematiche sociali e sonorità del Mediterraneo. Un viaggio tra poesia e impegno, tra radici e nuove prospettive.
Di questo straordinario componimento e della sua attualità abbiamo precedentemente riflettuto insieme attraverso gli approfondimenti di Cristiana Meloni a cui rimandiamo i lettori: https://lariflessionepolitica.politics.blog/2025/01/17/una-lode-che-supera-il-tempo/ e https://lariflessionepolitica.politics.blog/2025/02/11/giubileo-2025-la-speranza-che-non-delude-una-conversazione-con-mons-giuseppe-baturi/
Mi chiamo Massimo Donno, sono un cantautore salentino, di Corigliano d’Otranto, per l’esattezza. Ho vissuto diversi anni a Roma, poi a Bologna, prima di decidere di ricominciare dalla mia terra, dalla mia campagna, dal mio mare. Ho realizzato cinque lavori discografici, nell’arco di dodici anni. Anni di studio, di incontri, di numerosi viaggi ed altrettanti ritorni a casa. Ed è proprio questo che mi ha portato ad appassionarmi al tema del viaggio, della restanza, dell’attesa. In particolare nei miei due album “Partenze” (Visage Music, 2012) e “Lontano” (SquiLibri Editore, 2022), racconto il viaggio, la migrazione contemporanea, il senso di attesa di chi resta, il senso di inadeguatezza che spesso vive chi lascia la propria terra per giungere in un luogo del tutto nuovo, che porta al confronto con i propri schemi valoriali, con il proprio modo di concepire il tempo, la vita, le radici. Ed è partendo da questi presupposti che sono arrivato ad appassionarmi ad una figura che mi ha sfiorato … e cambiato la vita! Parlo di San Francesco D’Assisi, il giullare, il matto, il piccolo grande uomo coraggioso e sfrontato che ha preso di petto l’ostracismo della famiglia, la riluttanza nei suoi confronti da parte del potere costituito e ne ha fatto incanto, ne ha fatto magia. Ho deciso, verso la fine del 2022, che avrei iniziato un vero e proprio percorso di studi sulla sua figura, ed in particolare sul Cantico delle Creature. L’album che sarà pubblicato nella prossima primavera si intitolerà “La spada e l’incanto”.
“La spada e l’incanto” è una rilettura del Cantico delle Creature, o meglio riscrittura, in forma canzone. È, innanzitutto un omaggio a questo componimento che nel 2025 compie ottocento anni. Questo lavoro riporta all’epoca contemporanea una serie di temi che sono fondamentali come l’ambiente, il rapporto tra gli esseri umani, tra l’uomo e la natura. Si parla di relazioni, di connessioni, di lavoro ed immigrazione, di guerra, di tempo, di solitudine ed isolamento. Si parla di ambiente e territorio, di rispetto degli stessi, di amore e protezione verso la natura. Si dà voce al Santo rivoluzionario in una cornice che non è quella del 1200 ma è il nostro vissuto quotidiano, la nostra epoca, fatta di sconfinata bellezza da un lato, ma anche di tante piaghe dall’altro.
Una riflessione nella direzione di voler sia omaggiare una delle prime forme di poesia ad ottocento anni dalla sua scrittura, ma anche di riportare al centro delle nostre esistenze la bellezza della natura, istanza da vivere consapevolmente e da custodire. Ed è qui che risiede, a mio avviso, il senso dell’essere cristiano oggi: Essere, partecipare e comprendere. Questi tre principi sono alla base delle relazioni sociali, delle interazioni tra individuo ed ambiente. La cristianità che intendo io va vissuta con le mani, con gli sguardi, camminando ed andando incontro alle mille falle che troviamo sul sentiero della vita. Significa vivere consapevolmente le carezze e gli spintoni, essere riconoscenti per entrambi, perché in entrambi risiede il significato del rispecchiarsi nella figura di Gesù Cristo. Come Francesco, sequela Christi. Francesco, ad esempio, ha vissuto con coerenza ogni aspetto che descrive ed esalta nel Cantico. La sua non è scrittura astratta ma comunione con il circostante, descrizione serena e coerente di ogni istanza vissuta, di ogni essere vivente, piante e animali, con i quali entra in relazione e che considera tessere di questo meraviglioso e divino mosaico. Francesco si ispira al mondo e non ad un singolo e limitato territorio: il cantico è frutto di tutto l’orizzonte spirituale e della gioia incontenibile del santo dei poveri, amante della poesia, della musica.
Il Cantico, nel mio album, viene diviso per capitoli, nei quali vado a sviluppare quelli che sono i punti nevralgici della composizione poetica. Per ogni capitolo nasce una canzone, una riflessione a sé stante ma indissolubilmente legata all’intero tessuto poetico-narrativo del Cantico. Si parlerà di “fratello sole”, di “luna e stelle”, dell’acqua ed il fuoco, del perdono, della morte corporale, ma anche della vita di San Francesco, della relazione con la madre e con il padre, di eros e thanatos, dei viaggi in Oriente, della miseria, anche politica e culturale, dell’Occidente.
Le sonorità di questo disco si rifanno al Mediterraneo, pur avendo talvolta un’ossatura armonica e melodica lontana dai suoi linguaggi tipici. Spazia dal sound balcanico all’Africa Occidentale per tornare al Sud Italia. Sostanzialmente è un disco acustico con un uso discreto anche dell’elettronica e di strumenti elettrici come la chitarra. La matrice etnica viene esaltata attraverso l’utilizzo di strumenti tradizionali di varie aree: bongos, tabla, Kalimba, organetto, marimba, ecc. Mi auguro che questo lavoro possa avvicinare le persone a quella divina consapevolezza verso il creato, alla Madre Terra, per viverla, amarla, rispettarla e, soprattutto, nutrirla di rispetto ed amore.
Biografia dell’autore
Cantautore, musicista. Si divide da diversi anni tra scrittura e canzone d’autore, tra progetti inediti e teatro. Realizza il suo primo album solista nel 2013, edito da Ululati/Lupo Editore e distribuito da Messaggerie Musicali, dal titolo “Amore e Marchette”, ottenendo ottime recensioni e calcando palchi in tutta Italia. Diverse le collaborazioni tra teatro e musica, da Alberto Bertoli a Luciano Melchionna, da Juan Carlos “Flaco” Biondini a Mirko Menna, da Giuseppe Cederna a Luciano Biondini, da Maurizio Geri a Riccardo Tesi con il quale realizza “Partenze”, album uscito nella primavera del 2015 per Visage Music, distribuito da Materiali Sonori in Italia, da Galileo in Germania, da Xango Music in Benelux. A settembre 2015 i giurati del Premio Tenco inseriscono Partenze nella rosa dei migliori 49 album italiani dell’anno. Nel giugno 2017 pubblica un nuovo lavoro, libro e CD, dal titolo “Viva il Re!” (Squilibri Editore-Visage Music). Il libro contiene una serie di interviste e di scritti relativi al mondo delle bande, con importanti contributi di Livio Minafra, Pino Minafra, Rita Botto, Battista Lena, ecc. Il cd racchiude nove tracce, di cui due inedite e sette tratte dai primi due album, riscritte e rilette con un ensemble bandistico di venti elementi, diretti da Emanuele Coluccia, con il prezioso contributo di Gabriele Mirabassi e Lucilla Galeazzi. Il disco risulta, per Smemoranda.it, uno dei migliori album indie del 2017 mentre l’autorevole Giornale della Musica lo colloca nelle migliori 20 uscite di world music, sempre del 2017. Nel 2018/2019 porta in tour, in Europa ed in Italia, il disco “Viva il Re!”, accompagnato dall’organettista Alessandro D’Alessandro. Il tour ha toccato numerose città italiane ed europee come Milano, Roma, Torino, Bordeaux, Valencia, Bruxelles, Lussemburgo, ecc. Ad aprile del 2018 riceve il Premio Civilia Salento, per la diffusione della musica d’autore su tutto il territorio nazionale. A settembre 2019 riceve il Premio Castrovillari d’Autore, premiato dalla giuria composta dai cantautori Gatto Panceri e Mariella Nava e dal giornalista RAI Michele Neri. Ad ottobre 2019 rientra tra gli artisti che omaggiano il cantautore Gianni Siviero, nella compilation edita da Squilibri Editore (Io credevo – Le canzoni di Gianni Siviero), in intesa con Sergio Secondiano Sacchi del Club Tenco – Premio Tenco, insieme a Roberto Vecchioni, Sergio Cammariere, Mimmo Locasciulli, Petra Magoni, ecc. album che vince la Targa Tenco, nel 2020,come miglior album a progetto. Nel 2021 scrive un brano per I musici di Francesco Guccini (Biondini, Bandini, Tempera, Marangolo, ecc.) composizione che farà parte di un disco che gli stessi musicisti del cantautore emiliano pubblicheranno nel 2022. A giugno 2022 pubblica per SquiLibri Editore il suo quarto album, Lontano: il disco contiene importanti collaborazioni, da Daniele Sepe a Flaco Biondini, da Mariella Nava a Musica Nuda (Ferruccio Spinetti e Petra Magoni), Nabil Bey (Radiodervish), Redi Hasa, Marco Bardoscia, Rachele Andrioli, Alessia Tondo, ecc. Tra i vincitori, nell’edizione 2023, del Premio Lunezia, categoria Autore di testi, con la canzone “Vieni con me”, tratta dall’album Lontano.Riceve, nel 2024, importanti riconoscimenti nell’ambito della canzone d’autore come il Premio Botteghe D’Autore, il Premio George Brassens, ecc. A dicembre 2024 vince il Premio Lunezia per la canzone Terra, nella categoria Canzoni sostenibili. A novembre 2024 è tra gli ospiti del festival “La grande bellezza” a Zurigo, uno dei più importanti festival in Europa dedicati alla canzone d’autore italiana, con la direzione artistica di Pippo Pollina. Sempre nello stesso periodo, nello Studio 2 della Radio Televisione Svizzera Italiana (RTSI), omaggia il cantautore Gianmaria Testa, insieme all’attore Giuseppe Cederna, al fisarmonicista Luciano Biondini ed alla moglie del compianto cantautore piemontese Paola Farinetti in uno spettacolo dal titolo “In viaggio con Testa”. Nello spettacolo, avente come filo rosso il tema del viaggio, sono state riproposte alcune canzoni di Donno e di Testa, intermezzate dalla recitazione dello stesso Cederna. In uscita nel 2025 il nuovo lavoro discografico dal titolo “La spada e l’incanto”, concept ispirato al “Cantico delle Creature” di San Francesco D’Assisi, con la produzione artistica di Riccardo Tesi.