Perché ‘La Riflessione Politica’

Così inizia la ‘Politica’ di Aristotele: Poiché vediamo che ogni stato è una comunità e ogni comunità si costituisce in vista di un bene (perché proprio in grazia di quel che pare bene tutti compiono tutto) è evidente che tutte tendano a un bene, e particolarmente al bene più importante tra tutti quella che è di tutte la più importante e tutte le altre comprende: questa è il cosiddetto “stato” e cioè la comunità statale.

Da queste righe, da quel mondo, da quei valori, da questa riflessione deriva gran parte del nostro oggi, del nostro quotidiano: non dobbiamo dimenticarlo.

Così come non dobbiamo dimenticare, in un clima di profonda avversione alla bellezza del conoscere, come dalla cultura nasca l’atteggiamento così umano, e umanistico, così pacificatore, così fertile, della riflessione.

Scrive Pirandello, nel saggio ‘L’umorismo’: “Ebbene (…) da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.”

A tutto ciò sono ispirate le pagine di questo sito che vuol fare, sì, informazione ma quella della sera, o del giorno dopo: quella che scaturisce dopo una ponderazione o un incontro con alcuni dei protagonisti della scena socio-culturale sarda e nazionale.

Il progetto, o meglio, il sogno, di ‘La Riflessione’, è di creare una redazione, vera e professionale, di giovani, di studenti universitari e liceali, di futuri giornalisti, di persone interessate da un disagio. Perciò troverete la sezione ‘Incontri’, particolarmente prestigiosa, con le interviste; insieme a questa, ‘Occhiolino’: una sezione di pezzi agili e veloci, taglienti e ironici, come una strizzata d’occhio. E poi, varie altre sezioni di approfondimento: non sempre politiche in senso stretto, cioè attinenti alla vita partitica e istituzionale, ma sempre secondo l’idea aristotelica che tutto ciò che riguarda la vita, e soprattutto il bene, dell’uomo è politica.

Sono pagine in controtendenza, ne siamo coscienti; non importa, anzi: può essere un valore, per questo sito che resterà sempre per pochi. Non sia detto con distaccata superbia ma con cosciente visione della propria missione.

Per riflettere con noi, scrivete all’indirizzo lariflessionepolitica.4@gmail.com

Buona lettura e buona riflessione.

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