Quando la Storia china il capo davanti ai sogni di un uomo

Invictus di Clint Eastwood

di Daniele Madau

Il 24 giugno 1995 la Storia china il capo davanti ai sogni di pace di uomo, Nelson Mandela. Il capitano della sua anima – secondo la poesia che recitava a se stesso in prigione – e dei guerrieri arcobaleno, i ragazzi della nazionale di rugby, vede il Sudafrica vincere, davanti ai balli bagnati di lacrime di gioia della sua gente, la coppa del mondo, battendo l’invincibile Nuova Zelanda in finale. E lo vede superare l’apartheid, gli odi, le distanze, le differenze. Per poco tempo, è vero, ma quel poco tempo è il paradigma e il fine di tutti noi che, leggendo questa storia come una favola, riprendiamo a credere nell’umanità. Non c’è bisogno di scrivere altro: bisogna solo rileggere, riguardare, ricercare tutto di quella vicenda, anche aiutandosi con l’Invictus di Matt Damon, Morgan Freeman e Clint Eastwod. “Un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso”: diceva- e ci credeva – Nelson Mandela. “Su la testa, lo sentite?Ascoltate il vostro paese! Ora tocca a noi, è il nostro destino!”, rispondeva il capitano. Non è stata una favola, è successo davvero.

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