Una gigante tra i nani

Ursula Von Der Leyen lasciata in piedi

di Daniele Madau

‘I diritti umani non sono negoziabili’ . Basterebbe questa affermazione, pronunciata dopo aver ricevuto quel gesto maleducato e rozzo – si potrebbe chiamare anche troglodita -, per misurare la differenza tra la classe, l’eleganza, la grandezza di Ursula Von Der Leyen, da una parte, e Charles Michel e Recep Tayyip Erdogan dall’altra. Scandite al microfono in casa del musulmano più influente del mondo (secondo una graduatoria stilata nel 2019 dal “Royal Islamic Strategic Studies Centre”), responsabile di un processo di arresto e arretramento della democrazia in Turchia, qulle parole, diventate sacre, indicano ciò che noi europei vogliamo essere e ciò che, per ora, ci divide da Erdogan e da quelli come lui. Tra i quali, purtroppo, pare anche esserci il Presidente del Consiglio Euopeo Charles Michel. Sì perché in quel gesto maleducato e rozzo – e che ormai conosciamo tutti, avendo visto la Presidente lasciata in piedi davanti agli altri due seduti – forse la colpa maggiore, se è lecito fare una classifica, è di Michel. Ha guardato Ursula dall’alto in basso come Erdogan, senza neanche contemplare lontanamente l’idea di alzarsi, cederle il posto, fare una rimostranza, sedersi con lei sul divano, chiedere un’altra sedia: qualsiasi cosa, purché dimostrasse l’attenzione a colei che era in missione con lui, oltre che, gerarchicamente, con un titolo maggiore del suo. Stiamo parlando del Presidente del Consiglio Europero, che dovrebbe tutelare, difendere, diffonddere, ma prima ancora conoscere, i valori fondativi dell’Unione, quali l’uguaglianza e la parità. Non parliamo di Erdogan, negazionista del genocidio armeno, violento nei confronti della sua stessa corte costituzionale – che ha minacciato più volte – , protettore degli omofobi. Nel 2015 Erdoğan, avendo il pontefice ricordato lo sterminio armeno (1,5 milioni le vittime), così si rivolse a Francesco: «Quando i politici e i religiosi si fanno carico del lavoro degli storici non dicono delle verità, ma delle stupidaggini». Poi, Ursula ha pronunciato quelle parole, proprio lì dove sono disattese e avversate, e ha fatto capire semplicemente chi fosse: una gigante in mezzo ai nani. Lo sapevamo già, però: da quando manifestò subito la sua vicinanza all’Italia nel primo periodo della pandemia, a quando si battè per il ‘Recovery Plan’ . Cosa consigliare, invece, a quei due uomini, apparsi nani? Non so, la situazione sembra grave. Forse di studiare la lirica cortese e il ‘Dolce stil novo ‘, con la loro altissima idea della donna. Forse, più semplicemente, di provare un po’ di vergogna e interrogarsi sulla loro idea di parità; ma anche di studiare la propria cultura e storia perché, forse, Erdogan, il ‘sultano’, non sa che esisteva anche la forma femminile del titolo: Sultane, riservato alle mogli legittime e alle figlie dei Sultani. Tutto il mondo li sta irriverendo: se lo sono meritati, speriamo imparino. Noi ci teniamo la lirica cortese, il ‘Dolce stil novo’ e Ursula, una gigante.

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