di Marco Marini
Il terremoto in Turchia e Siria, è stato un evento calamitoso verificatosi nella notte fra il 5 e il 6 febbraio 2023, alle 4,17 ora locale, cogliendo la popolazione nel sonno, principalmente per mezzo di due forti scosse che hanno colpito l’area meridionale della Turchia, nonché le regioni settentrionali della Siria. Un primo terremoto, con ipocentro a circa 17,9 km di profondità ed epicentro a 34 km a nord-ovest della città di Gaziantep (a circa 90 km dal confine con la Siria), nonché a 26 km ad ovest di Nurdağı, ha registrato una magnitudo di 7,8 Mww, venendo seguito da decine di altre scosse di assestamento. Si parla di circa 120 scosse di assestamento. Successivamente, una nuova scossa, con magnitudo di 7,5 Mww ed epicentro localizzato a 4 km a sud della città di Ekinözü, ha colpito soprattutto il territorio della provincia di Kahramanmaraş. Al momento della redazione di queste note, sono state già registrate oltre 40.000 vittime e circa 85.000 feriti. Migliaia gli sfollati. Cifre destinate, probabilmente, ad aumentare, secondo fonti O.N.U. Dobbiamo rilevare che, già dal 9 febbraio, a tre giorni dal sisma, l’evento cominciava a trovare meno spazio nei quotidiani e nei telegiornali, per passare ad altre notizie, indicate nell’incipit di questo testo, se non per aggiornare il numero dei morti e dei feriti. Si badi bene che questa è una situazione normale, diciamo cosi’, le persone dopo la guerra nel centro Europa e la pandemia, dopo un breve momento di sgomento e solidarietà verso le vittime, preferiscono pensare ad altro. Misurare gli effetti devastanti di un terremoto è abbastanza difficile, si è passati dalla “Scala Mercalli” che indicava gli effetti del sisma alla rilevazione del Fisico e Sismologo Richter che ha introdotto il concetto di MAGNITUDO. I limiti del primo sistema sono dovuti alla presenza o meno dei danni agli edifici, immaginatevi misurare il sisma nel deserto. Il secondo elaborato nel 1935, è una misura della grandezza relativa fra terremoti e non una stima reale della reale grandezza dei terremoti. Anche questo metodo ha un difetto, è valido solo se la distanza rilevata dal sismografo rientra entro le 600 miglia dalla stazione che ha registrato l’evento. Per questo sono state introdotte altre scale che vanno dal Magnitudo di Volume, al Magnitudo Superficiale e a quello di Durata. Quest’ultimo fa parte dei parametri adottati dalla Protezione Civile e riguarda terremoti piccoli e locali che si basa appunto, sulla dell’evento. Si afferma che l’Anatolia si sia spostata di tre metri ! Ma solo i satelliti potranno dare un’idea precisa del movimento della Faglia Est Anatolica. La potenza di energia rilasciata è pari a trentadue atomiche lanciate su Hiroshima, mille volte più potente del terremoto ad Amatrice del 2016. L’evento sismico peggiore dal 1939 in Turchia secondo quanto dichiarato dal Presidente Erdogan, che ha assunto il coordinamento dei primi soccorsi, una task force di oltre 2400 squadre con 9000 uomini e donne. Ma non bastano ed ha quindi sollecitato ufficialmente la Nato, di cui la Turchia fa parte, ad inviare medici e ospedali da campo. Questo nonostante ci sia stata la mobilitazione da tutto il mondo. Nella città di Gaziantep, che ha avuto il maggior numero di morti anche a causa della presenza dei campi profughi dei siriani in fuga dalla guerra civile che insanguina quelle zone del Medioriente dal marzo del 2011, ci sono circa 500.000 siriani, su un totale di 3.500.000 di profughi ospitati in Turchia da Erdogan. Ricordiamo sfuggiti ai bombardamenti di Assad, sostenuto da Russia e Iran. L’area interessata dal sisma è di circa seicento kmq, percepito da novanta milioni di persone. Avvertito nell’area est del Mediterraneo, Cipro, Israele, Egitto. E’ stato diramato un allarme Tsunami per il Mediterraneo, poi fortunatamente rientrato. Il mastodontico castello di Gaziantep, che da quasi duemila anni svettava sull’altipiano sito nella parte più occidentale dell’Anatolia sud-orientale della Turchia proteggendo la città nata sulle ceneri dell’antica Antiochia ad Taurum, non esiste più. Il terremoto devastante che nella notte ha colpito il Paese, provocando migliaia di morti, lo ha letteralmente spazzato via. Una perdita enorme dal punto di vista culturale perché il monumento, patrimonio dell’Unesco, era antichissimo. La prima costruzione, infatti, risale addirittura agli ittiti che edificarono un osservatorio militare migliaia di anni fa (tracce di insediamenti portano le lancette del tempo indietro di 6000 anni rispetto a noi), anche se furono i romani a realizzare in quel luogo la prima vera fortezza tra il II e III secolo dopo Cristo. Colpita duramente la città di Aleppo, in Siria, che si vanta essere la città più antica del mondo. Sono state colpite soprattutto le arterie stradali, cosa che ha reso difficile ai soccorsi raggiungere i luoghi del disastro. Si pensi che il sisma è stato percepito perfino in Groenlandia. La gente rientrava nelle case per sfuggire al freddo ed è stata sorpresa dalle scosse successive. Si dice che la tragedia abbia unito Turchia e Siria, che non hanno rapporti diplomatici. In campo ci sono Russi e Ucraini, mentre Israele offre aiuto alla “nemica” Siria. Colpita la zona di Idlib in Turchia, che ospita 2 milioni di profughi siriani, dove manca perfino l’acqua negli ospedali, zone colpite da epidemie di colera. Ma prima di queste scosse di terremoto l’oblio è calato sulla popolazione siriana sotto il regime di Bashar (Bassar) Assad, dove ci sono 7 milioni di sfollati interni, 14 milioni di persone che hanno bisogno di aiuto umanitario e 6 milioni di persone in emergenza abitativa a causa delle distruzioni causate dalla guerra. L’area colpita dal sima, dal punto di vista geopolitico, è a maggioranza cura, popolazione apertamente ostile ad Erdogan che andrà alle prossime elezioni entro il giugno di quest’anno. La lezione del sisma del 1999 e che aveva catapultato il partito del presidente AKP (Partito per la Giustizia e per lo sviluppo) verso il potere, non è servita, ora Erdogan teme non solo di perdere le elezioni ma anche di una rivolta popolare. Qualcuno si chiede se gli aiuti “umanitari” avranno in futuro una contropartita. La Russia alleata di Assad nella guerra civile, ma che strizza l’occhio ad Erdogan, diciamo nemico di Assad. Israele che aiuta la Siria. Nell’area ci sono due importanti gasdotti che interessano la Grecia per esempio. Paese che ha un conto in sospeso con la Turchia per la questione di Cipro. Aiuti importanti dal punto di vista umanitario ma anche,ripeto, geopolitici. Poteva essere fatto qualcosa che non è stato fatto? In futuro queste relazioni politiche potranno portare un beneficio di pace all’area e al mondo ? Non lo sappiamo. Certo che una Siria che subisce le sanzioni a causa del regime di Assad, che non vede aiuti concreti, che ora arrivano in Turchia, che vede il proprio territorio in guerra con Russi, americani che hanno 3 basi militari, Iraniani alleati di Assad, Israele che bombarda un giorno si e l’altro pure quelle zone, l’ISIS che ha devastato quella nazione fino a poco tempo fa, come potrà risollevarsi………