di Marco Marini
Oggi, domenica 26 febbraio 2023, si vota in oltre 5.500 seggi in tutta Italia, per la nomina del Segretario Nazionale del Partito Democratico (PD). Si può votare presso le sedi del partito, presso i Comuni e nei gazebo allestiti nelle varie città. Stasera si conoscerà chi sostituirà il segretario uscente Enrico Letta. In Sardegna sono candidati Piero Comandini e Giuseppe Meloni, per la segreteria regionale, che si rifanno entrambi alla candidatura nazionale di Stefano Bonaccini Non sarà un compito facile traghettare il partito dalla recente sconfitta alle elezioni nazionali del 22 settembre scorso, ad una nuova idea che riavvicini la gente al “rappresentante” del centro-sinistra.Perché, permettetemi un pensiero che ho riscontrato in molte persone simpatizzanti o meno della sinistra, non ha vinto la Destra ma ha perso proprio la sinistra. Uso il termine Destra nella stessa misura in cui questa parte dell’Italia definisce gli avversari: la Sinistra, evocando chissà quali oscure minacce. Ma che si mettano l’anima in pace il Muro di Berlino è crollato nel 1989. Le Brigate Rosse sono state sconfitte, ecc. ecc. Poi però ci si allarma per un presunto pericolo per l’ordine pubblico, proveniente dall’ala anarchico-insurrezionale, termine gradito alla stampa. Per carità se si usa la violenza questa va condannata e punita dove ci siano gli estremi. Ma spesso anche la Magistratura che dovrebbe essere la terza forza dello Stato, si lascia andare a considerazioni che poco hanno a che fare con la Giustizia. Ma essendo uomini, sbagliano anche loro, in buona fede. Come molti altri professionisti, manager, medici etc. Che però, pagano di persona. Ma rimaniamo sul piano dei ragionamenti dell’uomo della strada, come ci piace definirci e come spesso abbiamo ricordato in altri scritti in questo blog. Sono passati poco più di cinque mesi dalle elezioni del 22 settembre 2022, che ha visto assegnare l’incarico di Primo Ministro a Giorgia Meloni. Superando qualche malumore nella destra, ma è Lei che determinata ha ottenuto quello che aveva chiesto ai suoi “alleati”. Come giudicare questo periodo ? E’ difficile, perché non tutto va secondo le previsioni del programma politico. Ma questo, secondo me, non è uno scandalo. O meglio basta essere un poco attenti alle faccende mondiali, per capire che, per esempio, non potevamo veder risolto il problema energetico cosi’ su due piedi, indipendentemente dal conflitto russo-ucraino, ma perché legato a logiche economiche che vanno oltre le capacità del nostro paese che dipende dalle risorse estere. Certo fa un certo effetto vedere il Presidente del Senato , la seconda carica dello Stato, mostrare a casa sua il busto di Mussolini. Ognuno è libero di avere ciò che vuole a casa propria. Non va bene quando ci si esprime e ci si comporta come persone fedeli a quella ideologia. Il ministro dell’Istruzione stigmatizza l’opinione del Preside che ha visto un assalto “fascista” di fronte alla propria scuola, dichiarando che il suo è stato un comportamento ideologico ? No Signor Ministro, esiste una Legge dello Stato che vieta le manifestazione fasciste o fatte nel nome di quel regime. Invece che lasciare ai libri di storia questo triste passato, lo si difende in qual misura. E forse lo si giustifica. In occasione del 75° anniversario della Liberazione, il presentatore di una trasmissione in ricordo dell’evento, Fabio Fazio, disse che si poteva non essere d’accordo con la celebrazione, ma bisognava ricordare che grazie a questa liberazione, oggi siamo liberi di NON ESSERE D’ACCORDO. Da parte della sinistra è stato sventolato lo spauracchio del ritorno del fascismo. Non siamo convinti che ciò accadrà. Ma la libertà è un dono che va conservato con impegno e tenacia. E’ un dovere come quando si rispettano le regole del lavoro, si rispetta la Natura e soprattutto le altre persone. E’ un dovere, se si trasgredisce però, non esiste una punizione se non morale. Ci piace rifarci alla Storia, con la S maiuscola, senza avere una fede incrollabile in essa. Le fedi laiche, spesso sono state più deleterie di quelle religiose, si veda l’est europeo e l’Asia. Sono usciti recentemente alcuni libri che in occasione del centenario della marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, che ricordo fu una manifestazione armata eversiva, organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), volta al colpo di Stato con l’obiettivo di favorire l’ascesa di Benito Mussolini alla guida del governo in Italia. Migliaia di fascisti si diressero verso la capitale minacciando la presa del potere con la violenza.
La manifestazione ebbe termine il 30 ottobre, quando il re Vittorio Emanuele III incaricò Mussolini di formare un nuovo governo. La marcia su Roma fu propagandata negli anni successivi come il prologo della «rivoluzione fascista» e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo l’era fascista, hanno evidenziato in maniera sintetica le malefatte del Regime. O meglio le BUGIE dello stesso (i treni non arrivavano in orario, il ruolo delle donne relegate a fattrici ed eliminate dalla vita pubblica etc. etc.). Non fu solo questo. Qualche giorno fa in occasione dell’80° anniversario dei bombardamenti su Cagliari, si è ribadito che il fascismo (Mussolini) non si fidava della Germania. Ma forse era vero il contrario. Conosciamo persone e amici che in maniera lungimirante hanno cercato di raccogliere le testimonianze di parenti che hanno vissuto la Guerra.
1) In Grecia se non fosse intervenuto Hitler, i Greci ci avrebbero inflitto una tale sconfitta che non possiamo immaginare quali sarebbero state le conseguenze.
2) Siamo arrivati in guerra impreparati e Mussolini lo sapeva benissimo, ma non voleva perdere i vantaggi di una Guerra Lampo che vide la Germania dominare l’Europa. Forse pensava di essere un novello Cavour che mandò i bersaglieri in Crimea per potersi sedere al tavolo dei vincitori e chiedere attenzione sulla creazione di una Stato Italiano Unitario. Per questo aveva bisogno di un certo numero di morti.
3) Come si può ricordare con piacere un regime che ha fatto della violenza il suo programma politico, contro una minaccia bolscevica che stentava ad espandersi. Si pensi che durante la Repubblica di Weimar la Germania aveva quasi del tutto ripagato i debiti di guerra (la prima) ai vincitori, Francia ed Inghilterra che miravano al carbone del bacino della Ruhr.
4) Abbiamo partecipato alla guerra di Spagna, dove un governo legalmente eletto venne rovesciato dall’esercito di Franco coadiuvato da Hitler e Mussolini. Abbiamo conosciuto dei volontari italiani, il cui entusiasmo veniva sbandierato dal regime, ma che in realtà avrebbero usufruito di un doppio stipendio, per andare a combattere.
5) Non furono solo i tedeschi a distruggere Gernika (Guernica) ma anche gli italiani a Durango, entrambi non erano obiettivi strategici ma furono “usate” come prova per le capacità distruttive delle due aviazioni che avrebbero adottato nell’imminente secondo conflitto mondiale.
6) Non solo i nazisti usarono i campi di concentramento, ma anche gli italiani in Jugoslavia per esempio ed un Lager a Nocra in Eritrea sul Mar Rosso. Per non parlare della Risera di San Sabba a Trieste che anche se gestita dai nazisti era formalmente in territorio della Repubblica di Salò. Si pensi, tra l’altro, che il supervisore della Risiera fu l’ufficiale delle SS Odilo Globočnik, triestino di nascita.
7) Il Regime usò il gas contro la popolazione in Abissinia. L’Iprite con oltre 2500 bombe tra il 1935 e il 1939. L’uso dei gas in guerra venne bandito nel 1928, e fu firmato da quasi tutte le nazione (escluso gli Stati Uniti). La responsabilità italiana va ascritta a Mussolini, Badoglio e Graziani. Esistono numerosi telegrammi del duce in merito. Mentre il primo sappiamo aver fatto una fine poco dignitosa, il secondo è morto a casa sua come il terzo invece di finire in galera per crimini di guerra.
8) Giacomo Matteotti, Piero Gobetti, i fratelli Rosselli sono alcune delle vittime della barbarie fascista, l’unica arma a loro disposizione era il pensiero critico non le pistole o i manganelli o l’olio di ricino usati dal regime.
9) Il duce scappò con i soldi della banca d’Italia e con il famoso carteggio Mussolini-Churchill, almeno cosi’ si dice. Ne più ne meno di un qualsiasi mariuolo.
10) Avrà anche fatto cose buone, imitate dal Fuhrer, quali la militarizzazione della Società italiana, dalla culla al fucile, dove le donne avrebbero dovuto dare alla Patria 8 milioni di baionette. Oggi paghiamo ancora i danni provocati dal fascismo in Europa. Però esisteva il Sabato Fascista dove tutti per partecipare alle adunate non andavano a scuola o a lavoro, oppure le colonie dove i ragazzi venivano inviati per esercitare attività fisica con altri coetanei.
11) Ricordiamo le leggi razziali del 1938, che impressionarono lo stesso Hitler, che non colpirono solo gli ebrei, ma soprattutto crearono una netta demarcazione con le popolazioni delle colonie, almeno questo era l’intento del regime. Qui’ accomunerei la figura dell’imbelle re d’Italia a Mussolini. Vorrei ricordare che la scelta di Mussolini quale capo del governo era appannaggio del Re, ma non la sua destituzione nel 1943. Diciamo quindi che grazie alla monarchia il fascismo è nato nella “legalità” e si è concluso nell’”illegalità”.
La cronaca annovera molti fatti, dove persone violente, commettono reati spesso mortali, richiamandosi a quell’ideologia. Perché affascina il concetto del Superuomo, distorcendo il pensiero di Nietzsche, dove l’essere o la razza superiore deve prevaricare su quella più debole al fine di lasciare i più forti a dominare la terra. Come succede in natura. Non penso che i vari picchiatori facessero questi ragionamenti nel momento delle loro nefandezze ma in sintesi forse banale questo facevano, si consideravano onnipotenti. Non sappiamo se ora in carcere si siano ricreduti.
Alla trasmissione Carta Bianca di Bianca Berlinguer, l’opinionista Mauro Corona, ha affermato che se la Meloni avesse costruito l’Ospedale Pediatrico di Misurina, in provincia di Belluno, lui l’avrebbe votata. Nulla di strano anche qui. Qualche anno fa in fila ad una cassa di un supermercato a Cagliari, una signora di una certa età elogiava l’ex Cavaliere che prometteva mari e monti anche ai pensionati, ricordiamo il famoso milione di posti di lavoro?, (andiamo a vedere con quali contratti…..), ebbene la cassiera sorrideva, e mi disse, da simpatizzante di sinistra, che la suddetta signora era una delle prime iscritte al P.C.I. in Sardegna. Ora la gente non vive e si nutre di ideologia ma vuole concretezza nelle cose. Basti ricordare che la classe operaia negli Stati Uniti aveva votato in massa per Donald Trump, rappresentante di quel capitalismo sfrontato, che toglie ai poveri per dare ai ricchi…… Trovo fastidioso che i politici, anche locali, vadano in televisione e dicano “bisognerebbe fare questo bisognerebbe fare quest’altro” come se le decisioni spettassero ad altri, ma allora perché sono stati eletti, e quando falliscono danno le colpe sempre agli altri, nel tipico modus operandi italiano. O peggio vanno a elencare ciò che hanno fatto, strade, ospedali, piste ciclabili, e vorrebbero l’applauso? Tanto vale festeggiare il netturbino o il professore che svolgono il loro lavoro in condizioni forse più disagevoli rispetto ai politici. (esempio il problema energetico della produzioni dell’alluminio a Portovesme è stato sollevato dalle società proprietarie americane almeno 35 anni fa, e oggi se ne parla ancora).Speriamo che il PD sia lungimirante e valuti che la Società, sia italiana che mondiale, è notevolmente cambiata. Perché sembra che il partito non se ne sia accorto……