di Daniele Madau
Lorenzo Malagola è parlamentare, e segretario della Commissione lavoro, di Fratelli d’Italia. Ha ricoperto l’incarico di segretario generale della Fondazione De Gasperi. È stato, inoltre, capo della segreteria tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri ed è stato Consigliere del Ministro dell’Interno. Con lui, membro del partito di maggioranza dell’ attuale Parlamento, portiamo avanti la nostra riflessione sull’attualità politica.
Onorevole la sua formazione e la sua posizione politica sembrano essere connotate da una visione improntata alla fede: è credente?
Sì sono credente; cerco di testimoniare la mia fede nell’impegno politico, secondo anche l’esempio di Alcide De Gasperi. Cerco di avere una visione di fede che abbia al centro la persona e che si concretizzi nel servizio secondo, appunto, la centralità dell’uomo.
Da poco la sua segretaria, e Presidente del Consiglio, presentando l’ultimo libro di Antonio Spadaro, ha rinnovato la sua stima e ammirazione nei confronti di Papa Francesco: quale è il suo giudizio su Papa Bergoglio dopo 10 anni di pontificato?
Il mio giudizio non può che essere positivo, essendo stato papa Francesco una guida e un maestro soprattutto nell’indicare le periferie esistenziali come ambito privilegiato di evangelizzazione
L’ attualità ci interpella e ora le devo porre una serie di riflessioni, ben sapendo che ognuna meriterebbe tanto tempo. Quale è la sua posizione sulla guerra in Ucraina, sul dramma di Cutro e sul dramma migratorio in generale, sulla riforma fiscale in lavorazione, sui diritti di genere e sul riconoscimento dei bambini di coppie omogenitoriali, sulla scuola e sulla sanità pubblica e sul reddito di cittadinanza?
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, noi sosteniamo convintamente i diritti del popolo ucraino come anche i testimoniano i risultati dei voti in Parlamento, a esempio, sull’invio delle armi. Tuttavia riteniamo che la Russia non debba essere umiliata e debba essere sempre un’ interlocutrice per poter arrivare finalmente alla pace. Quello che è successo a Cutro è un dramma e non si deve ripetere. Nel particolare sappiamo che lo Stato italiano si è comportato correttamente e non si possono riscontrare mancanze nei soccorsi. Ciò che è necessario è che manchino le condizioni che affinché ci sia la necessità di partire dagli Stati del Nord Africa, portando degli aiuti significativi in quei territori: anche su questo è esemplare il magistero di Papa Francesco. Ritengo sia necessario avviare un lavoro di cooperazione che coinvolga tutto il Mediterraneo e le istituzioni europee. Per quanto riguarda la riforma fiscale e il reddito di cittadinanza, ritengo che vada salvaguardato e valorizzato il lavoro, intorno al quale si costruisce il concetto di dignità umana. In riferimento al riconoscimento di bambini di coppie omogenitoriali, il vero problema riguarda il cosiddetto, con un’espressione brutale, ‘utero in affitto’, pratica che va assolutamente condannata e che lede la dignità umana, concetto che già più volte abbiamo abbiamo ricordato in questa intervista come fondamento di ogni azione legislativa. Per quanto riguarda la scuola e la sanità pubblica, io credo nel principio di sussidiarietà, in base al quale ciò che è privato concorre nei servizi essenziali con lo Stato: a volte, anzi, riesce ad arrivare prima dello Stato e perciò va sostenuto, riconoscendone l’estrema importanza
La sua storia sembra parlare di obiettivi raggiunti attraverso lo studio, la formazione politica fin dalla gioventù e l’impegno: come considera la vita da parlamentare? Un privilegio? Qual è la sua posizione nei confronti di un limite ai man dati parlamentari? Sarebbe più semplice così viverli come servizio: è d’accordo?
Essere parlamentare è un privilegio che vivo come servizio nei confronti di tutti gli italiani, essendo in Parlamento per loro, come loro rappresentante. Non sono, tuttavia, d’accordo sul limite dei mandati: sarebbe una scorciatoia e si lederebbe la volontà popolare. Ritengo necessaria, invece, una formazione politica che garantisca la professionalità dei parlamentari.
Come possono l’impresa, l’ imprenditoria e il mercato tutelare, anzi, avere come fratelli prediletti i poveri e gli ultimi, come i migranti, i senza lavoro, gli abbandonati e gli oppressi?
Io vengo da una famiglia certamente non ricca. Ricordo come mio padre, nella sua attività, davvero avesse attenzione e cura per gli ultimi. Anche in questo caso, ritengo che il privato, l’impresa possano addirittura arrivare prima dello Stato alle persone meno abbienti e fare in modo che abbiano un lavoro, una dignità e un’ effettiva inclusione
Lei è stato segretario della Fondazione De Gasperi che, come eredità del grande statista, promuove i valori di democrazia, centralità della persona umana, Unione Europea e giustizia sociale. Sono valori preziosi, fondanti della nostra idea di convivenza: sente più la fatica o più la bellezza nel cercare di incarnarli quotidianamente nella vita e nella e nella politica?
Sento di sicuro la fatica ma è più la bellezza che vivo nel portare avanti questi valori propri di De Gasperi e della Fondazione. Del resto la politica è fatta di questo, fatica e bellezza ma devo dire che vivo di più la bellezza. Sento la responsabilità, certo, ma anche l’orgoglio di provare a incarnare quotidianamente questi bellissimi valori e concetti fondanti della nostra civiltà
👍
"Mi piace""Mi piace"