La semplice verità

di Daniele Madau

Purtroppo, non ci ricordiamo più quanto siano importanti, in politica, la verità, la trasparenza, l’impegno a realizzare le promesse, la serietà. È un enorme male italiano- questa ignavia nei confronti dei decisori politici- che non ha eguali nelle democrazie avanzate.

Guardiamo alla proposta di legge costituzionale sul, cosiddetto, premierato: nasce come reazione ai governi tecnici che, soprattutto quello del 2011/2012, sono stati voluti, e a cui è stata data la fiducia, dai partiti stessi, compresi quelli ora al governo.

Non si dice esplicitamente ai cittadini quanto sia inutile ricordare le decine di presidenti del consiglio che abbiamo avuto mentre, più correttamente, dovremmo considerare il numero di legislature, dato che la nostra è una repubblica parlamentare, il cui mal funzionamento è da imputare ai partiti stessi, e a noi elettori che non ci curiamo di chi mandiamo a Roma a decidere per noi.

Detto questo, non si può presentare una legge costituzionale sul ‘premierato’ senza considerare prima la legge elettorale: a mio parere, il sistema più stabile sarebbe un doppio turno maggioritario con, nel secondo turno, un’ indicazione del candidato Presidente del Consiglio sulla scheda, la cui nomina spetterebbe comunque al Presidente della Repubblica, e con un premio di maggioranza. L’unica riforma costituzionale necessaria, a questo punto, potrebbe essere solo la ‘fiducia costruttiva’ , l’unica, secondo autorevoli studi (rimando, a esempio, a Milena Gabanelli sul ‘ Corsera’) a essere efficace contro la moria di governi; secondo questa istituzione, un governo può essere sfiduciato solo in presenza di una nuova maggioranza parlamentare. Semplicemente questo.

Eppure,la semplicità, in politica, è un ostacolo, è da combattere: bisogna essere,al contrario, semplicisti, superficiali, falsi.

Spero non dimenticheremo mai l’espressione della Presidente del Consiglio sulle tasse come ‘pizzo di Stato’.

Ora pensiamo: perché? Non sappiamo forse che lo Stato siamo noi? Non sappiamo forse che la sanità , l’istruzione, le infrastrutture si realizzano con le tasse? Se può essere vero che sono troppo alte è perché non le paghiamo tutti. È notizia di questi giorni che solo un italiano su due le paga.

Chiediamoci, semplicemente: che futuro può avere uno Stato , con questo peso? I nostri figli? Le future generazioni? Noi? La nostra salute e, diciamocelo per una volta, la nostra felicità?

Se tutti pagassimo, come in una famiglia, staremmo meglio. È questa la semplicità, talmente ovvia da non venir compresa.

Certo, mi si potrà obiettare che esiste chi non riesce, chi non ce la fa: anche per loro, abituamoci a diffondere la legalità, il senso di responsabilità, la bellezza del contribuire, la libertà della partecipazione. La felicità è avere ciò di cui hai bisogno: anche, e soprattutto, da chi lavora per noi, i politici che eleggeremo, e dalle tasse.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora