di Daniele Madau
La fine del 2023 coincide quasi con il primo anno di governo di centrodestra e, quindi, si presta più che mai a un resoconto. L’anno si chiude con la manovra di bilancio, tra luci e ombre: certamente con l’aspetto favorevole del rinnovo del taglio del cuneo fiscale e la semplificazione degli scaglioni IRPEF, ma con una mancanza di visione strategica e di lungimiranza. Intanto, ha suscitato scalpore la dichiarazione della senatrice di Fratelli d’Italia Menjuni sull’essere cool del fare i figli e dell’essere madre. Quando non si sa come iniziare un testo o si vuole prendere uno spunto, si cerca la definizione di un termine nel dizionario: è una procedura abusata ma per un termine inglese può essere utile.
Leggo, infatti: ‘nel linguaggio giovanile, che riscuote approvazione o suscita meraviglia, alla moda, fantastico. Nel linguaggio giovanile, appunto.
Stiamo assistendo a uno scadimento della politica a più livelli, tra i quali va annoverati il linguaggio, che è sempre specchio del pensiero e del sentire: se c’è un aggettivo che non userei per la maternità è cool.
Questo insistere su tematiche identitarie, per il governo, con una superficialità sbalorditiva, non è una novità: tutti abbiamo in mente vari strafalcioni, con protagonista, spesso, Lollobrigida.
La maternità, però, è un tema così delicato, profondo, attinente alla sfera personale che chiamarla cool, con un anglismo tanto inutile quanto, forse, ridicolo, che la mancanza di tatto, politico ma anche del buon senso, è più grave.
Nel frattempo, torna alla ribalta Verdini, un condannato a cui, purtroppo, abbiamo ceduto alcune chiavi delle stanze politiche più importanti.
L’anno si concluderà, oggi, col discorso di Mattarella: e sarà aria pulita in un ambiente saturo. Questi cattivi esempi, però, si spera ci rendano più consapevoli e portino anche l’elettorato, nelle prossime elezioni, a scegliere i rappresentanti che, quell’aria politica, non la insozzino di superficialità o corruzione.