di Daniele Madau

Consiglio a tutti di fare una visita al centro sportivo del Cagliari, ad Assemini, ribattezzato ‘Asseminello’ sul modello di Milanello.
È poco fuori la 130, superata Assemini; si arriva con una traversa che lascia l’asfalto per ritrovare un po’ di natura. È molto curato, frequentato anche dai ragazzi delle giovanili e, chiaramente, fornito di campi da calcio intervallati da inserti di prati verdi . C’è anche una piscina, coperta in inverno. È un luogo silenziosissimo e, perciò, come un’oasi, un po’ fuori dal tempo e dallo spazio vissuto dei problemi quotidiani di ognuno. È, in fin dei conti, un luogo che ti lascia un po’ di pace. Anche grazie alle atmosfere delle conferenze stampa, sempre molto serene, cortesi, nonostante la difficile situazione di classifica del Cagliari. È un piccolo idillio e si capisce perché, spesso, i giocatori trovino in questo contesto la loro dimensione: Riva…
La conferenza stampa prima della gara dell’Olimpico con la Roma non può non avere come oggetto, più che la partita stessa – tra l’altro difficilissima e fondamentale- il passato di Ranieri, che a Roma sfiorò uno scudetto da profeta in patria ( è nato a Roma, quartiere Testaccio, se non ricordo male) e che a Roma ritroverà, come allenatore, il suo allievo DDR, Daniele De Rossi. Per ben due volte i colleghi chiedono di parlare delle emozioni per questo ritorno ma il mister si smarca: è troppo importante concentrarsi sui suoi ragazzi, prevedendo qualche strigliata durante la gara ( vedere le puntate precedenti su Ranieri- padre). Sono domande normali, e giuste: lo sport, e il calcio, vive di emozioni, e le veicola. In fin dei conti, a tutti noi, interessa questo: il calcio, il Cagliari, che ci spreme il cuore e, mentre aspettiamo una inaspettata vittoria all’Olimpico, ci emozioniamo anche per Ranieri che torna nella sua città.
Ma, di Ranieri, si conosce poco il lato tenace, da combattente, da sergente di ferro. È questo che servirà per salvarci ed per questo che lavora il nostro comandante che, qui, dopo averlo chiamato father and commander, battezzo mister and commander: sì, sto citando Gianni Brera (scusate l’ardire) che, dopo una doppietta di Riva in Inter- Cagliari, scrisse: ‘70000 persone hanno applaudito il numero 11 del Cagliari che, qui, ribattezzo Rombo di tuono’. L’aveva già definito in un altro modo, forse più efficace: tripallico…
Per tentare l’impresa, il Cagliari potrà contare sui nuovi acquisti: il colombiano Mina, che ha già conquistato tutti col suo entusiasmo (ha detto: ‘È la Roma a dover avere paura’), e l’italiano, ex Napoli, Gaetano. Acquisti definiti ottimi dalla stampa specializzata.
Con loro il Cagliari, che nelle prossime quattro partite affronterà Roma, Lazio e Napoli, dovrà combattere con la forza della disperazione, sino all’ultimo, pensando che un punto conquistato con le grandi varrà doppio, cosciente del fatto che, in difficoltà, i rossoblù tirano fuori risorse inaspettate. Questa riflessione del mister era la risposta alla mia domanda (‘ Quale atteggiamento dovrà avere la squadra nell’affrontare questo ciclo terribile?) e, oltre alla sincerità di Ranieri, mi piace l’idea di questa lotta sino alla fine. In fondo, è un’altra di quelle emozioni per cui seguiamo lo sport.