di Daniele Madau

CAGLIARI-LAZIO 1-3 CAGLIARI (3-5-1-1): Scuffet; Zappa, Mina (74′ Wieteska), Obert (63′ Augello); Nandez, Deiola (c), Makoumbou, Gaetano, Azzi (45′ Dossena); Viola (45′ Luvumbo); Lapadula (74′ Pavoletti). Allenatore: Ranieri. LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Hysaj; Guendouzi, Cataldi (78′ Kamada), Luis Alberto (62′ Vecino); Felipe Anderson, Immobile (c) (62′ Castellanos), Isaksen (84′ Pedro). Allenatore: Sarri. ARBITRO: Marco DI BELLO. GOL: 26′ Deiola (AG), 49′ Immobile, 51′ Luvumbo, 65′ Felipe Anderson. ASSIST: 51′ Luvumbo. AMMONITI: 45’+1′ Immobile per fallo su Mina, 52′ Makoumbou per fallo ai danni di Mario Gila, 62′ Romagnoli per fallo ai danni di Lapadula, 90+3′ Vecino per fallo su Wieteska. ESPULSI: Aresti 90’ NOTE: recupero +1′, +5′. SPETTATORI: 16.155
C’è la cronaca, anche sostanziosa (dopo un’incursione di Azzi che faceva ben sperare, al 6′ su lancio di Isaksen, Immobile calcia e impegna Scuffet. Al 26′ l’autogoal del Cagliari, con Azzi e Deiola che si guardano, dopo aver causato il vantaggio della Lazio, neanche avessero visto il balletto di Jhon Travolta sul ‘Ballo del qua qua’: scusate l’ironia sulle papere… C’è il raddoppio al 49’di Immobile, su respinta di Scuffet, che trova il 200esimo centro in Serie A. C’è il goal da fuori aerea, 51′, di Gaetano, molto bello, che dà nuovo entusiamo al Cagliari, protagonista di due occasioni successive; ci sono, infine, i titoli di coda sulla gara, esclusivamente bianco-azzurre: Felipe Anderson segna la rete del 3-1 al 65′, con deviazione; e, all’ 85′ , il palo di Kamada con azione quasi identica: incursione da destra, accentramento e rasoterra sull’angolo destro); e c’è il contesto che, se non è tutto, racconta molto.
Innanzitutto la pioggia, che lascia molti tifosi a casa. Speri sia la pioggia di Manzoni, dei ‘Promessi sposi’, che porti via la peste e la paura: ma la pioggia significa anche nuvole e tuoni, che si addensano e si fanno sentire, e capisci che è periodo di maltempo.
Le nuvole riguardano il clima uggioso, il cattivo umore della squadra, immalinconita, e del pubblico che, per la prima volta, fischia gli errori e si lascia andare a critiche scoperte a fine primo tempo. I tuoni, una volta privati di ‘Rombo di Tuono’, sono quelli del presidente nella conferenza stampa di fine gara – ‘C’è qualche giocatore che non sta dando quello che potrebbe dare’ – e di Ranieri, sempre a fine gara ( ‘ Se sono io il problema, sono pronto ad andare via’, sembra abbia detto ai giocatori).
C’è anche lo spiraglio nell’angolo del cielo, il sereno che prova a fare capolino: la Curva Nord che non abbandona la squadra, i cui cori si mischiano a quelli, sempre belli e positivi, della ‘Curva Futura’ (a proposito di tifo, in tribuna non mancano quelli laziali: che bella la convivenza, è un anticipo di paradiso!); la pronta integrazione (anche troppa: ‘Non sei Messi, lascia quella palla!’, gli urlano…) con conseguente euro-goal, di Gaetano; l’appoggio incondizionato di Giulini a Ranieri (‘Se retrocederemo, sarà con lui’); i quindici minuti di reazione del Cagliari dopo il momentaneo 1-2 (avessero paraggiato, i rossoblù, sarebbe saltato in area lo stadio). Ci sono la grinta e la fatica di Nandez. C’è il tentativo di comandare la difesa di Mina.
C’è anche la fredda analisi: forse cambiare così spesso formazione e modulo- come è capitato in queste ultime settimane, con scelte di formazione risultate azzardate – non paga e, forse, testimonia il momento di incertezza che vive la squadra. C’è la paura che si concretizza in una difesa che, soprattutto ai fianchi, sembra lasciar entrare tutti e c’è il fortino, la ‘Unipol Domus’, sotto assedio delle squadre avversarie. Ci sono le dirette avversaria per non retrocedere che, quasi tutte, non vogliono mollare.
La tempesta è da mettere in conto quando, alla fine della traversata, l’approdo è la salvezza: se davvero la scelta sarà quella di tenere il ‘mister and commander’ sino alla fine e di affondare con lui, il romanzo di Ranieri nel Cagliari sarà ugualmente compiuto, con una nota di amaro romanticismo. Se, invece, si paleserà l’ennesima impresa, sarà l’effetto dei rombi di queste nuvole, di questi tuoni, che, speriamo, siano passeggeri, la tempesta prima della quiete: e noi di rombi, di tuoni, di rombo di tuono, ce ne intendiamo…