di Marco Marini

Domenica 25 febbraio 2024, si sono svolte le elezioni del Presidente della Regione e del Consiglio Regionale. Abbiamo sentito un Presidente di seggio, dove abbiamo votato, e abbiamo chiesto come gli sembrasse l’affluenza al voto. Alle ore 12:00, affermava, aveva votato il 16% circa degli iscritti alla sua Sezione. Ha espresso la convinzione che il dato si potesse estendere alle altre sezioni. Riteneva che molti elettori si sarebbero presentati nel pomeriggio, magari dopo la partita di calcio Cagliari-Napoli. Oggi, due
giorni dopo le elezioni, sappiamo che il numero dei votanti si è attestato al 52,4 %. Questo è un dato che dovrebbe far riflettere i politici, sia regionali che nazionali. Permetteteci un confronto numerico col
seguente schema: Votazione del 2019 Votazione del 2024
Numero elettori 1.470.404 1.447.753
% votanti 53,78% 52,4%
Voti non validi 3,65% ======
Quindi gli aventi diritto al voto, in questa compagine elettorale, si sono ridotti di 22.651 unità. La media della popolazione dei Comuni della Sardegna si attesta su 4.211 abitanti (dati ISTAT 2022). Come se fossero “scomparsi” in cinque anni, i cittadini di, p.e., Porto Torres (21.202) o Sestu (20.811) o Monserrato 18.968 (dati al 01/01/2023). Questo è dovuto in parte alla popolazione sarda che invecchia velocemente, diciamo
cosi’, e lo possiamo notare tutti i giorni girando per la nostra Isola. Comuni che si spopolano con la emigrazione che in questi anni è ripresa con regolarità, soprattutto giovanile. Permetteteci un appunto, abbiamo sentito che i ragazzi sardi che si laureano fuori dell’Isola potrebbero tornare per portare la loro esperienza e permettere un risveglio socio-economico. Un concetto che andrebbe chiarito con esempi
concreti, visto che se in “Continente” chiudono l’ILVA di Taranto, creata a fine del XIX secolo, e sembra che per Portovesme ormai sia decretato il De Profundis, ci spieghi la politica come risolvere il problema del lavoro nell’isola. Romina Mura, candidata per Progetto Sardegna di Soru, invita a fare una riflessione a freddo, fra qualche giorno, sull’astensionismo. Un sondaggio recente, prevedeva la percentuale dei votanti
intorno al 40%. Questo non è avvenuto, ma i dati sopra indicati evidenziano un ulteriore calo rispetto al 2019. La candidata invita la Regione a trovare strumenti di coinvolgimento dei cittadini sulle iniziative politiche. Non solo in occasione delle elezioni. Al momento dello spoglio, che abbiamo seguendo in diretta,
alle ore 13:00, in tutte le sedi dei comitati elettorali, c’è un clima di attesa e prudenza. Lo spoglio va a rilento perché le schede dai seggi passano ai Comuni e poi al CED della Regione. Allora i giornalisti recuperano i dati forniti dai Comuni delle città principali (CA-SS-NU-OR e Olbia) e dai rappresentanti di lista.
La cautela è dovuta al ricordo delle elezioni regionali di cinque anni fa, dove gli exit poll davano un testa a testa tra Massimo Zedda, candidato del centrosinistra e Christian Solinas per il centrodestra. La mattina dopo Solinas vinse le elezioni con un netto distacco dall’altro candidato. C’è un interesse nazionale su queste elezioni. Ognuno legge i risultati in maniera contrastante, come capita spesso in queste occasioni. Il
Governo che nel momento di questa scelta degli elettori, regge l’Italia, quasi sempre afferma che il risultato non influenzerà l’andamento della sua opera di governo del paese. In genere ma lo diciamo solo per dato statistico, quando un governo nazionale ha un “colore” lo stesso si ritrova nel governo locale. Almeno questa è la vulgata popolare. Queste le regole previste per le elezioni del Presidente e del Consiglio
Regionale della Sardegna. Un unico turno, sbarramento, vince chi prende un solo voto in più, è prevista la doppia preferenza di genere ed è consentito il voto disgiunto.
Da assegnare ci sono 60 seggi, dopo la sforbiciata di dieci anni fa che ne aveva cancellato 20: sono 59 più il secondo classificato tra i candidati presidente, norma che nel 2014 non consentì a Michela Murgia, nonostante i 70mila voti e il 10% delle preferenze personali, di entrare nell’Aula di via Roma. Otto le circoscrizioni elettorali: Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio,
Oristano e Sassari. Il totale delle circoscrizioni forma il collegio unico regionale ai fini del calcolo dei voti attribuiti ai candidati alla carica di presidente e dell’attribuzione e del riparto dei seggi fra le coalizioni e i gruppi di liste. Nella ripartizione territoriale, che rispecchia la popolazione, Cagliari è sempre la più rappresentata con 20 consiglieri, seguita da Sassari con 12. Nuoro, Oristano e la Gallura ne avranno 6 per ciascuna, 4 saranno gli eletti nel Sulcis, 3 nel Medio Campidano e 2 in Ogliastra. Al voto era possibile esprimere la preferenza per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro (voto disgiunto) e per la seconda volta nell’isola è stata prevista la possibilità di esprimere due preferenze purché siano destinate a candidati di genere diverso. Per essere eletto, al candidato presidente basta la maggioranza, anche relativa, delle preferenze. Alle liste collegate al vincitore sarà assegnato un premio di maggioranza calibrato: il 60% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%, il 55% dei seggi nel caso abbia ottenuto una percentuale di preferenze compresa fra il 25% e il 40%, nessuno sotto il 25%. La legge prevede anche una soglia di sbarramento: il 10% per le coalizioni e il 5% per le liste sciolte. La legge prevedeva che se lo spoglio non si fosse chiuso entro le 19, infatti, schede e registri sarebbero stati chiusi nuovamente all’interno delle buste sigillate e trasportate ai rispettivi uffici elettorali circoscrizionali per il conteggio delle schede e la trasmissione dei verbali alla Corte d’appello di Cagliari, anche se allo stato attuale sembra che ciò non avverrà e si proseguirà ad oltranza. Alle ore 16:30 del 26/02/24, scrutinate 565 sezioni su 1844, testa a testa Todde-Truzzu rispettivamente 44,3% e 46,7%, Soru 8,1% e Lucia Chessa all’0,9%. Sembra ora che le varie dichiarazioni dei due schieramenti si mantengano su posizioni caute, mancano ancora i dati delle grandi città quali Sassari e Cagliari e questo ha creato qualche malumore, ma tanto prima o poi verranno elaborati e comunicati anche loro. Effettivamente stamane c’era molta euforia, poi ridimensionata nel cosiddetto Campo Largo della Todde (PD-5 Stelle), ma anche nella compagine di Truzzu, sempre stamane, qualcuno addebitava il risultato, momentaneamente negativo, al quinquennio appena trascorso gestito da Solinas, come a dire, la colpa non è nostra ma dei nostri alleati (?), povero Christian scaricato dai suoi colleghi di coalizione! Anche a livello nazionale si segue con interesse l’evolversi delle elezioni in Sardegna. L’Onorevole Gasparri è passato dal pessimismo alla prudenza nelle sue dichiarazioni. Se lo fa lui allora lo possono fare anche politici di non lunga esperienza quale la sua. Se vincesse la Todde sarebbe il/la prima Presidente donna della nostra Regione, questa vittoria potrebbe creare qualche malumore nel Governo Meloni. Truzzu infatti è stato proposto (imposto?) dalla Meloni mentre Solinas era favorito da Salvini. Vedremo nelle prossime ore. Il testa a testa è importante perché qualche mese fa nessuno, soprattutto nei media nazionali, considerava possibile un risultato simile. La Destra vinceva dappertutto. Il commento ora più comune, sia nei media locali che nelle reti TV nazionali, è che la Sardegna fa notizia anche per la sua inefficienza nel fornire i risultati delle elezioni. L’interesse per i risultati delle elezioni sarde, sembra che “attiri” i politici di Roma, ultimamente più rivolti alle prossime elezioni regionali dell’Abruzzo e altre regioni. Nel pomeriggio è circolata la notizia secondo cui sia la Schlein che Conte stanno raggiungendo Cagliari, insieme, per seguire di persona lo spoglio delle schede. Dopo questa giornata che ha visto dati altalenanti, ecco i risultati definitivi:
Sezioni scrutinate: 1822 su 1844. Ultimo Aggiornamento: 27.02.2024 07:50
Candidati Voti %
Alessandra Todde 330.619 45,30%
Paolo Truzzu 327.695 45,00%
Renato Soru 63.021 8,70%
Lucia Chessa 7.147 1,00%
A questo punto le ultime schede verranno contate presso la Corte di Appello di Cagliari.
Alessandra Todde è la nuova Presidente della Regione Sardegna