di Daniele Madau

Arricchiamo di un nuovo capitolo la rubrica del ‘Tempo delle donne’, in cui ci lasciamo interrogare, e spesso conquistare, da tematiche e personaggi femminili. Spesso straordinarie. Sabato, a Cagliari, è andata in scena una fuoriclasse amatissima: Geppi Cucciari
Perfetta lo è, come – d’altra parte- dovrebbero sentirsi tutte le donne, considerando la loro unicità, a partire da quella capacità, sembra scientificamente provata, di saper gestire, ed equilibrare, l’emisfero della razionalità con quello dei sentimenti. Perfetta lo è perchè tutto il pubblico è rimasto conquistato dalla sua abilità di recitare, senza soste e con un copione spesso ostico, un monologo puro: senza alcune tipo di scenografia-se non di luci e musica -, senza un leggio, senza nessun altro in scena. Del resto, lei è dolcemente debordante nel suo essere Geppi Cucciari, simpaticamente tirannica nel prendersi tutto lo spazio dei palcoscenici che calca, coscientemente unica nel panorama atistico italiano che, storicamente, ha sempre avuto donne di comicità, e bravura, straordinarie: da Franca Valeri, ad Anna Mazzamauro, a Teresa Mannino.
Parliamo di Geppi Cucciari, andata in scena – in un fine settimana ‘sardo’ tra la sua Macomer e Cagliari- al ‘Massimo’ del capoluogo cagliaritano, dove ha rappresentato ‘Perfetta’, spettacolo di successo scritto per lei dal, compianto, Mattia Torre.
Varie le prospettive di approccio allo spettacolo, tenute insieme dal genere della comicità pura ma riflessiva, perché trae spunto dalla quotidianità, dai pregi, dai difetti, dalle paure, dai gesti irrazionali di ciascuno di noi, col fine ultimo di avere uno sguardo di comprensione – se non di affetto – per tutti.
Per la tematica trattata, dunque, ci si potrebbe approcciare allo spettacolo con un sentimento comico da ‘Femmine contro maschi’ che, comunque, inteso come una variante di guerra tra i sessi e circondato di leggerezza, non sarebbe del tutto fuori luogo.
Questa voltà, però, si tocca un qualcosa che, per millenni, dalla comparsa del genere umano sulla terra, è sfociato nel magico, nel religioso, nell’artistico, nel mistero, nella violenza, nell’abuso, nella discriminazione, nella sessualizzazione: il corpo delle donne, nella sua fisicià biologica. Ed è una liberazione approciarsi ad esso con la comicità che, mentre ci fa sorridere, o ridere pienamente, ci insegna qualcosa. Allora è meglio chiamarla ‘umorismo’, secondo la lezione di Pirandello.
Ci insegna qualcosa perché ce ne parla biologicamente ma, soprattutto, negli effetti che il tempo del corpo delle donne ha sul loro umore, sulle loro forze, sui loro stati d’animo, sui loro desideri, sogni, progetti, sentimenti. Ogni giorno del mese, senza soste. Inevitabilmente, come per ogni rapporto umano e per ogni ambito, la conoscenza di chi ci sta vicino aiuta la comprensione e, quindi, la convivenza.
C’è un momento, nel monologo, in cui Geppi Cucciari recita, in maniera appassionata ma con un finale pienamente comico, l’elogio delle cinquantenni: è forse il momento più importante della serata, semplicemente perché è vero. E’ la verità fa sempre riflettere.
La sceneggiatura è stata scritta da Mattia Torre, prematuramente scomparso: l’idea è sicuramente originale, accattivante, vincente, con la particolarità dell’altro sesso che scrive, con sensibilità, di ciò che di più femminile posssa esistere. Tuttavia, la mascolinità dell’autore, può essere anche un limite perché Geppi, a nostro parere, può scirvere anche qualcosa di meglio, di più comico e di più riflessivo insieme. Non a caso, in alcuni momenti è sembrata un po’ costretta, pur avendo tutto lo spazio e il tempo della pièce a disposizione: oltre a un, naturale, miglioramento progressivo della dizione e della performance col passare dei minuti, si ha avuto la sensazione che qualcosa scritto da lei – che è una fuoriclasse- su questo tema, magari con uno spettacolo più articolato e più lungo, sarebbe stato ancora più travolgente.
Il pubblico della sua terra le ha, comunque e giustamente, regalato un’ovazione, già anticipata dal ‘tutto esaurito’ di tutte le serate.
C’è stato un momento, fino a poco tempo fa, in cui Geppi aveva decine di proposte da ogni ambito televisivo e lei, professionista che non conosce stanchezza, si dedicava a tutto; ora, le è stata tolta la conduzione della serata dei ‘David’ per il cinema e del premio Strega. Non so se, anche questo, sia dovuto al cambiamento della maggioranza politica che, come ben sappiamo, arriva a decidere anche della conduzione dei programmi: mi sarebbe piaciuto chiederglielo, ma non c’è stata occasione. Di sicuro una lezione sul corpo, e sul carattere, delle donne, spiegata da Geppi con la sua comicità, è da segnare tra quelle cose da non perdere.