di Alberto Piras
Una delle finalità di ‘La Riflessione’ è far sì che i lettori abbiano voce, si sentano partecipi della riflessione collettiva. Ospitiamo, quindi, non solo commenti ma veri e propri articoli di attualità, che rispecchino il nostro stile. Il mondo giovanile, con la sua complessità, ci interroga particolarmente: Alberto Piras riflette su quale debba essere il comportamento ‘adulto’ degli adulti, per incarnare la guida che i giovani ricercano. Pubblichiamo volentieri il suo intervento.
Una società nella quale i giovani crescono plagiando le negatività del mondo degli adulti produrrà solo adulti immaturi.
E’ da tempo che questo processo domina la nostra società.
Si potrà cambiarlo solo ripartendo dagli adulti, facendo sì che riscoprano il loro ruolo di educatori assumendosi le responsabilità che loro competono.
Il processo del cambiamento non può che iniziare dall’alto perché è dall’alto che si può dare la giusta testimonianza.
È dalla testimonianza vera, onesta, leale, priva di egoismi, di ideologie, che la nostra società può rinascere.
Quel disagio giovanile di cui si parla tanto oggi scaturisce proprio dal disagio del mondo degli adulti che sono cresciuti rinunciando a compier scelte, perché privi di punti di riferimento, accettando che in questa società tutto sia permesso e concesso, una società che accetta di fare solo una scelta: quella di non avere norme morali in comune.
Una società nella quale ognuno ha la sua morale; una società nella quale ognuno pensa solo al suo interesse personale, una società dove l’amore, la pace, sono solo parole nelle bocche di tutti ma non risiedono nei nostri cuori.
Questa nostra società ha bisogno di essere attraversata da una nuova cultura nella quale ognuno consideri l’altro fratello; nella quale si riacquisti il rispetto reciproco; nella quale la testimonianza vera, quella che nasce dal cuore, possa agire per il bene comune.
Abbiamo bisogno di padri, madri, nonni, educatori, politici che non vivano nel << paese dei balocchi >> che ha trasformato Pinocchio in un asino, ma che si rimbocchino le maniche ed esercitino i ruoli che la società ha dato loro per trasmettere responsabilmente quella testimonianza vera, profonda, altruistica, che non attende compensi se nasce dal cuore e si irradia con amore.
Forse così i giovani non diverranno vecchi restando giovani.