di Letizia Cannas

‘La Riflessione’ continua a incontrare gli studenti e le studentesse, e a rivevere con loro l’Esame di Stato appena concluso. A riflettere sulla propria Maturità, oggi, è Letizia, di una quinta del Liceo Siotto di Cagliari, che ci racconta i giorni dell’esame, giunti al termine del periodo più bello e ricco della vita, di un percorso fatto di gioia, sorrisi e, come sempre e ovunque, di alti e bassi. Concludiamo oggi il viaggio nell’universo dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, che hanno affrontato un momento che ricorderanno per tutta la vita.
L’Esame di Maturità ha sempre rappresentato una delle tappe più importanti, se non fondamentali, nella vita di tutti o quasi gli studenti italiani. Ma di cosa si tratta? Mi chiamo Letizia Cannas, ho 19 anni e vengo da un paesino vicino a Cagliari, città in cui ho frequentato la mia fantastica scuola, il Liceo Classico Siotto, per il quale mi sento di scrivere un ringraziamento per la meravigliosa e stimolante esperienza e opportunità che mi ha offerto in questi ultimi 5 anni. È stato senza dubbio il periodo più bello e ricco della mia vita. Un percorso fatto di gioia, sorrisi e, come sempre e ovunque, di alti e bassi. Ma non cambierei nulla di tutto ciò. Ho “imparato ad imparare” cosa voglia dire stare con persone totalmente diverse da me, a rapportarmi formalmente (e non) con adulti e “superiori” e sono cresciuta, in tutti i sensi.
Credo che la Maturità sia il coronamento di questi anni, il momento tanto temuto quanto atteso per dimostrare chi siamo e cosa valiamo…e no, non parlo del voto, quello è ciò che in fin dei conti meno importa e influisce nella vita di ognuno di noi. Parlo dell’esperienza, delle emozioni, delle paure, delle gioie, degli obiettivi e dei traguardi. Parlo del supporto tra compagni e amici, dell’aiuto, delle parole d’incoraggiamento rivolte a chi magari, un giorno, è meno motivato di altri. Parlo di chi ti sta accanto e ti sprona a dare sempre di più, perché vuole vederti affrontare e terminare al meglio questa esperienza, al di là del risultato finale.
L’Esame di Stato è composto da tre prove, due scritte e una orale. L’obiettivo principale e finale è quello di dimostrare le proprie competenze e conoscenze secondo una visione interdisciplinare, tramite la prima prova di Italiano (un’analisi e comprensione del testo, un testo argomentativo o un testo espositivo), in cui sbizzarrirsi e lasciare la nostra mente e la nostra anima libere di esprimersi, e tramite la temutissima seconda prova, che per il Liceo Classico quest’anno ha riguardato uno dei colossi della lingua, letteratura e cultura greca, Platone! Ciò che più spaventa ogni studente, dall’alba dei tempi degli Esami di Stato, è però il famoso “orale”, probabilmente perché ad ascoltarci sostenere il nostro colloquio è una commissione di professori in parte esterna.La paura degli studenti è spesso quella di essere giudicati, di non essere apprezzati o di non dare abbastanza o tanto quanto vorrebbero, temendo di essere criticati e fatti a pezzi per questo. C’è, infatti, chi vive questa esperienza come un evento traumatico, una situazione sgradevole da cui non si impara nulla e che si vorrebbe soltanto dimenticare e chi, invece, ne farà tesoro per sempre. Si chiama “Esame di Maturità”, infatti, non solo per la competenza maturata nel collegare le varie discipline tra loro e trovare degli spunti e delle riflessioni indipendentemente dall’argomento proposto, ma anche e soprattutto perché si tratta della fine di un percorso di crescita.
Da tredicenni e quattordicenni, pieni di vita, gioia e paure, si entra pian piano a far parte della società adulta, che spaventa tanto quanto l’esame stesso, e quest’ultimo è il primo vero passo verso la vita vera. Si tratta di vera e propria maturità, non come voti e numeri, ma come donne e uomini che si addentrano in un mondo nuovo, più consapevoli delle proprie potenzialità e più forti, ed è questo il vero senso di tutto ciò. Non parlerò mai della preparazione degli esami come il “momento migliore della mia vita”, non per ora almeno. E non dirò neanche ai prossimi maturandi la celebre frase «l’esame di maturità è la cosa più semplice del mondo ». Questo perché non si tratta soltanto di studio, ma di ambizione, voglia di fare bene, sentimenti, angosce e paura, paura di fallire. Siamo esseri umani e siamo fatti di pensieri ed emozioni, e l’Esame di Maturità è un modo per provarlo.