Storia e curiosità delle Olimpiadi

di Daniele Madau

Da questa settimana, cominciate venerdì 26 – con la sfarzosa cerimonia d’inaugurazione-le XXXIII Olimpiadi dell’era moderna, ‘La Riflessione’, coi suoi ‘Approfondimenti’, inizia una serie di articoli sulla storia e le curiosità olimpiche, affinché i lettori possano avere uno strumento in più per conoscere l’evento che, più di ogni altro, unisce tutta l’umanità.

Ottima è l’acqua,
l’oro come fuoco acceso
nella notte sfolgora sull’esaltante
ricchezza:
se i premi aneli
a cantare, o mio cuore,
astro splendente di giorno
non cercare più caldo
del sole nel vuoto cielo
né gara più alta d’Olimpia celebriamo,
onde l’inno glorioso incorona
con pensieri di poeti: che gridino
il figlio di Kronos, giunti alla ricca

beata dimora di Ierone!

È l’apertura dell’Olimpica I, «il più bello fra tutti i canti», come di essa scriveva Luciano sei secoli dopo la sua composizione. E’ di Pindaro, quello dei ‘voli pindarici’, composto nel 476, per Ierone I, tiranno di Siracusa, che vinse a Olimpia – la sede di agoni più importante e prestigiosa – la gara con il corsiero. Cantava il vincitore del primo concorso olimpico dopo le guerre persiane e risplende in tutta la sua bellezza. Questo è solo un assaggio di cosa rappresentassero, nell’antichità, le Olimpiadi. I primi giochi olimpici si svolsero nel 776 a.C., chiaramente a Olimpia, dove era presente una grande statua in onore di Zeus (nel canto indicato come ‘il figlio di Kronos’) e, all’inizio, dopo un breve periodo in cui era presente solo la corsa, vi si tenevano competizioni di pugilato, lotta e pentathlon. Ecco perchè il plurale. Al singolare, invece, ‘Olimpiade’ indica il periodo di quattro anni che intercorre tra un’edizione e l’altra. Ora, si deve immaginare uno scenario del genere, al quale, forse, non abbiamo mai pensato, di una bellezza difficilmente descrivibile: una zona sacra, con lo stadio di Olimpia e gli edifici religiosi sullo sfondo, un coro danzante, con l’accompagnamento della musica, una folla esultante e il canto – tecnicamente un ‘epinicio’, cioè ‘scritto per la vittoria’- che si eleva. Gli edifici religiosi, tra l’altro, non dobbiamo pensarli bianchi – che è eredità del neoclassicismo – ma coloratissimi e sfarzosi.

Dal 776 a.C. in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, diventando anche il punto d’inizio dei loro calendari, raggiungendo l’apice nel VI-V secolo a.C.

Così importanti che, come sappiamo, nei cinque giorni di competizioni, vigeva la tregua olimpica, cioè dalle guerre; questa è stata recentemente chiesta da papa Francesco in occasione dei giochi di Parigi; tuttavia dal 1992 il CIO – Comitato Olimpico Internazionale- in occasione di ogni edizione delle Olimpiadi chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell’ Onu) di osservare la tregua olimpica.

(1- Continua…)

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora