Il racconto del Cagliari. Cagliari-Como 1-1: ci sarà da soffrire?

di Daniele Madau

Serie A, II giornata- Unipol Domus, 18.30/ Cagliari- Como: 1-1 (42.mo Piccoli; 54mo Cutrone)

CAGLIARI (3-5-2): Scuffet; Zappa, Mina (Palomino 66mo), Luperto; Azzi, Deiola, Prati (59mo Adopo), Marin, Augello (Obert 80mo); Piccoli (Pavoletti 80mo), Luvumbo (Lapadula 66mo). All. Nicola. 

A disposizione: Iliev, Sherri, Hatzidiakos, Adopo, Lapadula, Viola, Jankto, Wieteska, Palomino, Pereiro, Pavoletti, Obert, Mutandwa, Felici.

COMO (4-4-2): Reina; Iovine, Dossena (88mo Goldaniga, Barba, Moreno; Strefezza, Braunoder, Mazzitelli, Da Cunha (Paz 58mo); Cutrone, Belotti (Cerri 58mo). All. Fabregas.

A disposizione: Audero, Vigorito, Sala, Goldaniga, Gabrielloni, Al-Tameemi, Fadera, Cerri, Sergi Roberto, Perrone, Engelhardt, Nico Paz.

ARBITRO: Marco Di Bello della sezione di Brindisi

1^ ASSISTENTE: Scarpa

2^ ASSISTENTE: Cipriani

4^ UOMO: Bonacina

Spettatori: 16.365

Ammoniti: 42mo Moreno;

Dicevamo, nello scorso racconto, di re Davide,  sovrano, guerriero,  condottiero, seduttore biblico, autore, secondo la tradizione, di gran parte dei Salmi.

Superfluo ricordare come il racconto più noto che lo vede protagonista riguardi la disfida con il gigante Golia, alla fine soccombente.

Ora succede che davanti al nostro re Davide Nicola, giunga Fabregas, gigante non di stazza ma di storia, da calciatore professionista, tra Barcellona e Arsenal; allenatore subito bravo e fortunato, avendo trovato, in riva al Lago di Como – tra le vie coi nomi  dei protagonisti dei ‘Promessi Sposi’- una società ricca e ambiziosa, capace di portare, in campagna acquisti, un ex-Real come Varane: infortunatosi, però,  dopo soli venti secondi dal suo esordio e oggi, quindi, assente. Scherzi della storia.

La disfida tra i due eroi, Davide e Fabregas, assume i colori e la carne dei ventidue in campo, con i rossoblu’ ordinati nell’elastico 3 5 2/ 4 4 2 e capaci, nella prima mezz’ora,  di un netto predominio , spinti dalle folate in arrivo dalle fasce e dalla solita intraprendenza di Luvumbu, a cui va ascritta la prima vera occasione intorno al quindicesimo: movimento a rientrare con tiro, deviato in angolo dall’eterno Reina, sul primo palo. Ah, se Luvumbo fosse meno fumoso, meno lamentoso e più concreto! Ma non è lecito chiedere troppo e, del resto,  c’è sempre tempo…

Chiude il quadro un efficace lavoro di Marin e Prati,a sancire una superiorità che, al 35mo, porta ad un’azione di Azzi praticamente identica a quella di Luvumbo, soltanto,  finita a lato. Non pervenuto il Como che, pure, è la stessa squadra che in precampionato ha battuto nettamente l’esercito di re Davide.

Così, è quasi consequenziale l’1-0 del Cagliari, con un’azione corale, forse stile tiki-taka di fabregasiana memoria: Augello,Prati,Luperto e colpo di testa, da vero opportunista,  di Piccoli che, a sua volta, aveva ricevuto un assist di testa dall’ex-Empoli, fedelissimo del re.

L’inizio del secondo tempo, come da copione, vede la reazione dei comaschi: Cutrone prima tenta il ‘tiro a giro’ poi, su assist dell’ex ingrato Dossena, sotto porta devia in rete sotto la traversa: difesa colpevole.

Il centrocampo del Cagliari si inceppa, e bisogna tornare sulle fasce, da cui, a destra, Azzi serve Zappa che, al contrario di Cutrone, non è pronto sotto porta.

Le sostituzioni – con ovazione per Lapadula- sembrano non cambiare le sorti dei rossoblu’, col Como, a tratti, arrembante e impertinente.

Con Lapadula aumentano, però, le veritcalizzazioni e, in una di queste, per poco Reina non subisce un autogol, di quelli classici,  clamorosi.

Arriva l’assalto finale, sempre affidato, in gran parte, alle verticalizzazioni per Lapadula, sino ai 6 minuti di recupero.

Il Como però, ormai, ha il pieno controllo. L’ex Cerri – tra i fischi dei suoi vecchi tifosi- svirgola davanti a Scuffet, da dove aveva segnato Cutrone e, subito dopo, spostato più al centro, non riesce a trovare la deviazione vincente.

Si chiude con un po’ di sofferenza e, così,  il pareggio arriva come una liberazione. Anticipo della sofferenza del campionato? Se così fosse, nessun problema: ci siamo abituati.

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