Il racconto del Cagliari. 0-4 col Napoli: splendori e miserie del calcio

di Daniele Madau

Conferenza stampa di presentazione

C’è aria di cambiamento ad Asseminello, come si nota dai lavori in corso all’ingresso, scenografie del passaggio dei calciatori alla fine dell’allenamento, nelle loro belle macchine: beata gioventù; del resto, anche i gladiatori dell’antica Roma erano vere e proprie star.

Innanzitutto il nome corretto del centro ora è ‘Crai Center’ (ahi, l’inglese imperante…), secondariamente re Davide Nicola, al contrario del ‘Mister and commander’ Ranieri – di cui erano proverbiali le risposte quasi lapidarie -, parla molto, e si prodiga in spiegazioni tecniche.

I concetti che emergono sono quelli della difficoltà della gara e della forza dell’avversario, insieme alla necessità di cercare, comunque, di imporre il proprio gioco: è su questo che sta lavorando, da luglio, Nicola.

Il mister, poi, confida di esser ben a conoscenza di quanto, questa gara, sia storicamente sentita da tutto l’ambiente e si dichiara rispettoso della storia del club. Le tensioni vissute durante la partita saranno, purtroppo, conferma di questa rivalità, che trascende i confini sportivi per diventare miseria.

In chiusura di conferenza, l’evento inaspettato e piacevole di una disputa lessicale: ‘Per vincere – dice il tecnico – ci vorrà…trovate un termine sardo per tradurre cazzima o garra

A maggioranza la sala stampa vota balentìa, pur con tutti i distinguo del caso.

La gara

Unipol Domus, IV giornata di Seria A CAGLIARI-NAPOLI 0-4

Marcatori: 18′ Di Lorenzo (N), 66′ Kvaratskhelia (N), 70′ Lukaku (N), 93′ Buongiorno (N)

CAGLIARI (3-5-2): Scuffet 5; Zappa 5,5; Mina 6,5; Luperto 5,5; Azzi 5,5 (59′ Zortea 6), Deiola 5 (46′ Adopo 5,5), Marin 6 (78′ Makoumbou sv), Gaetano 5,5; (59′ Mutandwa 6), Augello 6; Luvumbo 6,5, Piccoli 5,5 (78′ Pavoletti sv). All. Nicola 5,5.

NAPOLI (3-4-2-1): Meret 7,5; Di Lorenzo 7, Rrahmani 6,5, Buongiorno 6,5; Mazzocchi 6, Anguissa 7, Lobotka 6 (74′ Gilmour sv), Spinazzola 6 (63′ Olivera 6); Politano 7 (81′ Neres 6,5), Kvaratskhelia 7 (74′ McTominay sv); Lukaku 7,5 (74′ Simeone sv). All. Conte 7.

Arbitro: La Penna

Ammoniti: Lobotka (N), Lukaku (N), Mina (C)

Espulsi: nessuno

Spettatori: 15.500

Galeano (‘Splendori e miserie del gioco del calcio’), e tanti altri scrittori, hanno letterarizzato il calcio, innalzandolo a sublimazione della vita, più che a una sua metafora. Quando vedi le porte sul terreno verde, però, non puoi non pensare alla insensata durezza della vita stessa, perché senti il cuore che sobbalza alla realizzazione del fatto che, il giorno prima, un bambino di 9 anni, Gioele, è stato schiacciato da una piccola porta, di un piccolo campo di periferia a Sassari, non verde ma color asfalto.

Intanto si ricorda Cesare Poli, del Cagliari dello scudetto: quella sì, vera sublimazione di una vita isolana. Poi si inizia.

Il primo tempo è diviso in due da uno spartiacque, un qualcosa che emerge dal passato: la violenza e la tensione, causate- al 25′- da un reciproco lancio di fumogeni da parte delle tifoserie. Mentre i bambini della ‘Curva Futura’, dopo un primo smarrimento, cercano di far sentire nuovamente le loro squillanti voci, vengono sommersi dai petardi. Splendori e miserie. Poco prima di questa follia, al 18′ , il goal del Napoli, avanti alla prima conclusione a rete. Su appoggio di Lukaku, Di Lorenzo calcia del limite dell’area. La sfortunata deviazione di Mina è decisiva per battere Scuffet.

I rossoblù, per tutta la prima frazione, non riscono a imporre, come da auspicio, il proprio gioco e sembrano, come in passato, prediligere le ripartenze, per sfruttare Luvumbo: proprio la punta sarda risulta tra i migliori della prima parte, insieme a Lukaku, Kvara e Mina. Il primo tempo, tuttavia, si conclude con un grande intervento del portiere azzurro Meret che devia un colpo di testa di Piccoli su calcio d’angolo di Augello.

Fumogeni e petardi durante il primo tempo di Cagliari – Napoli (foto Mediaset)

Il secondo tempo ha ancora come colonna sonora i petardi, mentre in tribuna tifosi del Cagliari e del Napoli convivono tranquillamente, come in un anticipo di Paradiso: splendori e miserie del calcio.

Il Cagliari, intanto, riesce a conquistare campo, facendo arretrare i partenopei: con un po’ più di fortuna e precisione, che si devono accompagnare alla balentìa, il paraggio sarebbe potuto essere realtà: prima una doppia occasione, con Meret che si esalta sul colpo di testa di Luperto e Luvumbo che sulla ribattuta calcia a lato. Poi, al 55′ , conto ancora aperto di Marin con la traversa, con la palla che colpisce il legno da trenta metri, dopo la deviazione, ancora una volta decisiva, di Meret.

Ma il tramonto infuocato di Cagliari mette in rilievo, invece del paraggio, la statura degli avversari, che si avvalgono di veri campioni: al 66′ Kvaratskhelia, su imbucata di Lukaku, si invola verso Scuffet e non sbaglia; al 70′ è invece Kvaratskhelia che, dopo un madornale errore di Scuffet, porge l’assist al colpo da biliardo di Lukaku.

Nel vortice delle sostituzioni, pensi che una qualche amicizia sportiva tra i padroni e gli ospiti sembra essere impossibile, se l’ex Simeone viene sonoramente fischiato all’ingresso senza un apparente motivo, se non quello di essere ex ed essere del Napoli. O forse ci sarà, tanti sono i motivi della storica rivalità…

Mentre si spera nel goal della bandiera dei rossoblù, al 93′ arriva la quarta rete degli ospiti firmata da Buongiorno, che segna con un colpo di testa su assist di Neres.

Scendono i titoli di coda, accompagnati dai ricordi di una musica brutta, inascoltabile: i petardi, le tensioni, i tifosi partenopei che urlano di pecore e Serie B. Ancora le pecore?Incredibile. E insieme a tutto questo, i numeri che si fanno duri: 0-4, 1 punto in tre partite in casa, un solo goal all’attivo, 6 subiti; penultima posizione con due punti, ottenuti nelle prime due giornate e seguiti da due sconfitte

Ma poi senti che i bambini, anche sullo 0-4, non hanno smesso di incitare: miserie e splendori del calcio.

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