A.D.M.O…..una scialuppa di salvataggio

di Marco Marini

‘Sotto lo stesso cuore’ : a Cagliari, una serata di solidarietà e sensibilizzazione verso la donazione di midollo osseo


Qualche giorno fa una persona amica mi rimproverava del fatto che nei miei articoli si parla di situazioni tristi. E come posso darle torto. A mia giustificazione, e sottolineo che né i giornali né i telegiornali ci parlano di storie allegre anzi, tra guerre alluvioni, crisi idriche ed inflazione mondiale c’è proprio poco da stare allegri. Spero di riuscirci adesso. Nella splendida cornice del Lazzaretto di Sant’Elia a Cagliari, ieri sera si è svolto l’evento “Sotto lo stesso cuore, Musica e Solidarietà” organizzato dall’A.D.M.O Sardegna, che ha visto la partecipazione di artisti sardi quali Almamediterranea, Ambra Pintore,Davide Zanda, Stefania Secci, Fabrizio Lai, Ivana Mascia, TCK e poi:

  • Dr.Colpa
  • Fenix
  • Gabriel Lima Ferrera
  • Luca Tramatzu
  • Massimo Cau (La Contrabbanda)
  • Matteo Siddi (Gesù di Cagliari)
  • RadioQueen
  • RAMC
  • Luna Melis
  • Maria Laura Orrù

Cos’è l’ A.D.M.O. ? E’ l’Associazione Donatori di Midollo Osseo, che sensibilizza la popolazione ad iscriversi al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (internazionalmente conosciuto come
IMBDR, Italian Bone Marrow Donor Registry), a Cagliari si trova presso il Binaghi. La raccolta del midollo osseo serve a curare la leucemia e le neoplasie del sangue.
In particolare la donazione avviene tramite il prelievo di cellule staminali ematopoietiche, cellule che hanno la capacità di differenziarsi e produrre le cellule che costituiscono il sangue.
Sebbene la probabilità di trovare un donatore “geneticamente” compatibile sia molto più elevata tra consanguinei che tra sconosciuti, la tipizzazione tissutale di un gran numero di potenziali donatori rende possibile il successo della ricerca della compatibilità anche con persone prive di legami di parentela.
Una volta accertata la compatibilità del donatore con un paziente ricevente il prelievo può avvenire in due modi:
– prelievo di sangue midollare dalla creste iliache superiori;
– raccolta dal sangue delle cellule staminali ematopoietiche attraverso separazione.
La scelta del metodo di donazione dipende dalle necessità del paziente e dalla disponibilità del donatore.
Le cellule staminali sono prelevate direttamente dal midollo osseo rosso nella cresta dell’ileo, sotto anestesia locale o totale.
Le cellule staminali possono, in alternativa, anche essere prelevate dal sangue venoso, similarmente alla donazione di sangue piastrine. Durante il prelievo, la componente cellulare che interessa viene isolata mediante aferesi (tecnica che in medicina rimuove dal sangue una o più delle sue componenti) e successivamente viene raccolta in una sacca apposita, mentre il resto del sangue viene reinfuso.
Poiché il sangue periferico, di norma, non contiene sufficienti quantità di cellule staminali emopoietiche per un trapianto, è necessario, prima del prelievo, incrementare il loro numero: a tal fine si somministra un fattore di crescita, il G-CSF, normalmente prodotto dall’organismo, che ha la proprietà di accelerare la proliferazione delle cellule staminali e di facilitarne il passaggio nel sangue periferico. Nei neonati si possono prelevare le cellule staminali dal cordone ombelicale.
Ecco quali sono i requisiti per diventare donatore;
– Avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.
– Avere un peso corporeo di almeno 50 kg.
– Godere di buona salute.
– La disponibilità del donatore rimane valida fino al compimento dei 55 anni.
Alcune patologie escludono il donatore quali aritmie maligne , gravi alterazioni della pressione arteriosa, alcune patologie del sistema respiratorio e del sistema nervoso e neoplasie.
La Presidentessa dell’ADMO Sardegna Dottoressa Adriana Vacca, nel presentare l’associazione e le sue finalità benefiche ha raccontato una sua esperienza con un piccolo paziente che alla domanda
sul suo stato di saluto questo piccolo ma grande uomo ha risposto “…..mi sento come un mare in tempesta e sono in attesa di una scialuppa…” da qui il titolo dell’articolo. Sono poi state chiamate sul palco alcuni donatori e donatrici che hanno raccontato in breve la loro esperienza, perché sono diventati/diventate donatori/donatrici, come si sono informate come sono state contattate dall’associazione e dal registro come sono state seguite e visitate costantemente come ha sottolineato un donatore, il processo non doloroso del prelievo delle staminali.. Le prime due Roberta e Chiara sono state presentate come degli “supereroi” e quello che hanno sottolineato i presentatori é stato il loro sorriso. Roberta ha sottolineato l’amore che ha ricevuto durante tutto il
trattamento da parte dei medici ed infermieri, che ora considera la propria famiglia. Ha ribadito che il donare a qualcuno, come lei ha fatto, in realtà è stato fare un dono a se stessi. Roberta ha donato il sangue del cordone ombelicale della figlia. Ecco alcuni dati (NB la Sardegna):

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