di Daniele Madau
Esiste una bellissima canzone di De Gregori, tra le meno conosciute, il cui titolo è ‘Deriva’: è una canzone d’amore, in cui il protagonista è soggetto a una deriva d’amore, dolce, come il naufragare di Leopardi.
Più prosaicamente, e, soprattutto, in maniera terribilmente più preoccupante, stiamo scorgendo una minaccia di deriva verso un attacco nucleare, stando alla nuova disciplina sul nucleare presentata da Putin. Essa ne prevede l’uso anche a fronte di attacco con armi convenzionali e di attacco alla Bielorussia.
Questo, evidentemente, in risposta a eventuali attacchi sul territorio russo con armi fornite all’Ucraina da paesi terzi.
L’argomento è estremamente delicato, divide gli schieramenti politici, interroga le coscienze. È necessario un equilibrio, che può fare appello alle leggi internazionali, al buon senso ma anche a un approccio pratico, che abbia come obiettivo una pace duratura, giusta e senza ulteriori minacce.
Le leggi internazionali innanzitutto prevedono una proporzionalità nella difesa da un attacco, vero o presunto. Prevedono che sia inviolabile l’integrità di un territorio e il diritto alla difesa in quanto, è chiaro, non può prevalere la legge del più forte: equivalerebbe a tornare indietro di secoli, prima dello stato di diritto, delle convenzioni e delle organizzazioni internazionali.
Ora, la situazione in Ucraina presenta delle caratteristiche che, alla luce di quanto scritto, possono essere decifrate teoricamente. O forse anche concretamente.
Si può minacciare un inasprimento nucleare davanti a un possibile attacco non nucleare?E questo attacco sarebbe conseguenza di un altro attacco?Si ha diritto alla difesa se invasi? Bisognerebbe rispondere avendo un quadro completo, privo di sovrastrutture, aderente alla realtà dei fatti. È in ballo l’idea- storicamente realizzatasi- di stato di diritto, di rispetto delle convenzioni internazionali, di sovranità e autodeterminazione dei popoli, di diritto alla pace senza minacce.
La risposta è nel vento, con Dylan, e ognuno troverà la sua tra le foglie: ma non può essere una risposta che non contempli le guerre mondiali, i totalitarismi, la devastazione nucleare. E faccia tornare il mondo in balìa della legge del più forte.