Il racconto del Cagliari. Continua la striscia positiva: soffrire, lottare e vincere.

di Daniele Madau

Unipol Domus, VIII giornata: Cagliari- Torino 3-2

Marcatori: 39′ p.t Viola (C), 41′ p.t Sanabria (T), 11′ s.t Linetty (T), 29′ s.t Palomino (C), 33′ s.t aut. Coco (T)

Assist: 41′ p.t Lazaro (T), 11′ s.t Vlasic (T), 29′ s.t Luperto (C)

Cagliari (4-2-3-1): Scuffet; Augello, Luperto, Mina (18′ s.t Palomino), Zappa; Makoumbou (35′ s.t Deiola), Adopo (18′ s.t Gaetano); Luvumbo (1′ s.t Marin), Viola (18′ s.t Lapadula), Zortea; Piccoli. All. Nicola

Torino (3-4-1-2): Milinkovic-Savic; Walukiewicz, Coco, Masina; Lazaro (37′ s.t Dembele), Linetty (30′ s.t Gineitis), Ricci, Vojvoda; Vlasic (38′ s.t Karamoh); Adams, Sanabria. All. Vanoli

Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna

Ammoniti: 14′ p.t Coco (T), 45′ p.t +2 Lazaro (T), 9′ s.t Masina (T), 15′ s.t Adopo (C)

Spettatori: 16265

Torino è stata una città sarda? Sì, quando è esistito il Regno di Sardegna, e i Savoia hanno ottenuto il titolo di re, acquisendo il regno. Potremmo anche aggiungere l’emigrazione verso la città della Fiat nel secondo dopo guerra quando, insieme a Cuccureddu alla Juve, sono arrivati tanti sardi a lavorare in fabbrica. C’è un legame forte, quindi, tra le due squadre che si sono affrontate oggi, nella gara delle 18, ma è un legame che non sa di nobiltà e sangue blu ma di fatica, sudore, odore di fabbrica – appunto- all’ombra dell’impero bianconero, a cu Riva disse no e sotto la quale il Toro ha visto poco il sole.

A questo, tuttavia, la mitologia calcistica ha unito anche episodi di eroi e gloria, da Valentino Mazzola e gli invincibili, allo scudetto del ’70 rossoblu’, alle cavalcate europee.

La più bella partita del Cagliari che io ricordi fu un Torino- Cagliari 0-5 : quella era la squadra di Mazzone e Francescoli, contro il Torino delle cinque punte, delle cinque stelle.

È anche ricca di potenziali spunti, quindi, questa sfida, tra re Davide, Nicola, e la sua ex squadra, oltre che la sua città.

Il Torino di Vanoli è una delle sorprese del campionato e, conseguenza di questo, è un primo tempo giocato in maniera coriacea, prevalentemente all’attacco, in un contesto di squadre corte e pochi spazi. Sembra che di goal ne arriveranno pochi, e possa vincere il primo che vada in rete.

Lo fa Viola, su punizione- la sua specialità-  portando in vantaggio un Cagliari che ha capitalizzato al massimo il suo gioco di controllo e ripartenza. Ma, come spesso è capitato, paga le distrazioni: pareggio di Sanabria e incursione di Linetty, nella ripresa, per il primo ribaltone dell’1-2. I goal saranno tanti.

Intanto sono entrati Gaetano, Marin e Lapadula, a dare fantasia, geometria  e spessore tra centrocampo e attacco; e anche Palomino che, di testa, trova il 2-2.

Il Cagliari ha il pregio di avvertire il ‘kairos’, il momento opportuno, di conquistare più campo e di verticalizzare subito. Da un’iniziativa sulla fascia destra, nasce l’azione che porta all’autogoal di Coco e spalanca la porta alla prima vittoria in casa dei rossoblu’. La squadra di re Davide si pone, quindi, compatta a difesa di quella porta, si butta su ogni palla, trema e soffre. Ma vince. In perfetto stile Cagliari, lottando e soffrendo. Che, poi, è lo stile del Toro, storicamente.  Ma, almeno per questa sera, è Cagliari la città reale del Regno di Sardegna,  e Davide è il suo re.

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