Il cammino semplice

di Daniele Madau

E’ domenica sera, di inizio autunno. Una giornata come tante, nella vita di ognuno di noi. Una vita semplice, di piccole cose; o una vita di successo, fatta di potere, fama, grandi possibilità. Non è questo il punto. Il punto è come io vivo questa giornata qualsiasi -magari di riposo e svago – nei confronti di ciò che accade: sono abituato a riflettere? Mi chiedo cosa accade intorno a me e, soprattutto, perché? Penso che quello che accade dipende anche da me?

Si potrà sorridere, pensando che potremmo arrivare anche alla fatidica domanda filosofica ‘perché siamo qui’?; ma, in realtà, ogni tanto anche quella domanda dovremmo farcela.

Allora, posso pensare che l’Italia è stata appena sferzata dall’ennesimo fenomeno di maltempo, coi disastri e i drammi che abbiamo visto. E, in mezzo a questi disastri, abbiamo visto i ‘riders’ continuare a pedalare. Abbiamo sentito il ministro dei trasporti, Salvini, dire di un morto ‘non ci mancherà’. Abbiamo assistito a immagini di ragazze giovanissime al telegiornale: sono state uccise dai coetanei. Pensando che domani andremo al lavoro, magari, ci è capitato di sentire delle morti sul lavoro: l’ultima ieri, a Cagliari.

Intanto, i medici minacciano lo sciopero per le risorse stanziate dalla manovra di bilancio alla sanità, le pensioni minime salgono di sei euro al mese mentre la flat tax è al quindici per cento sino a 75000 euro. Dopo quindici anni si ritorna a parlare di tagli al corpo docente della scuola. L’evasione è confermata, per quest’anno, a circa 100 miliardi.

Certo, non è colpa nostra. Certo, tutti noi abbiamo diritto a una domenica di serenità, senza pensieri, di gioia. Ne abbiamo diritto, siamo uomini e donne, e fatichiamo ogni giorno per trascorrere, poi, questi momenti di pace e riposo.

Ma proprio perché siamo uomini e donne – ascoltando il cuore, l’anima e la mente – sappiamo che valiamo molto di più, noi e i nostri prossimi, i nostri simili. Sappiamo che possiamo assaporare momenti di pace per molto più tempo, se io, per primo, ricerco la giustizia, l’equità, il benessere di tutta la società. Lo so, perché non lo faccio? Perché non lo pretendo? Cosa mi blocca? E perché soprattutto in Italia capita questo sentirsi poco custode dei miei concittadini, della mia comunità e, quindi, della mia vita?

Perché non pago le tasse? Perché voglio che la scuola e la sanità pubblica non funzionino a dovere? Perché non vado a votare o voto chi ha palesemente detto bugie, o avuto atteggiamenti violenti o di arroganza e sopruso? Perché ho così poca considerazione di me? Perché difendo chi evade, chi sfrutta il lavoro nero, chi non agisce secondo le regole?

Eppure, istintivamente, tutti capiamo quanto sarebbe giusto. E’ un cammino semplice, naturale. Dove abbiamo perso la semplicità del giusto? Abbiamo tradito il bambino per l’uomo?

Cala la sera, è una sera ancora tiepida, piacevole: è così bella questa nostra Italia, è così bella questa sera vissuta come possiamo, coi dolori e le speranze, soli o con i nostri cari. Buona domenica: lo sarà di più, riflettendo su come essere più felici.

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