Il racconto del Cagliari: l’arte della disillusione

di Daniele Madau

Unipol Domus/ Cagliari- Bologna: 0-2

Cagliari (4-2-3-1): Scuffet; Zappa, Palomino, Luperto, Obert (28’ st Augello); Prati (15’ st Adopo), Marin; Zortea (15’ st Felici), Viola (15’ st Lapadula), Gaetano (28’ st Luvumbo); Piccoli. A disp.: Ciocci, Sherri, Deiola, Wieteska, Mina, Pavoletti, Azzi. All.: Nicola

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri (35’ st Posch), Beukema, Lucumi, Miranda; Freuler, Moro (35’ st Fabbian); Orsolini, Odgaard (23’ st Pobega), Ndoye (42’ st Holm); Castro (42’ st Dallinga). A disp: Bagnolini, Ravaglia, Karlsson, Iling-Junior, Casale, Corazza, Dominguez, Urbanski. All.: Italiano

Arbitro: Fourneau

Marcatori: 35’ Orsolini (B), 6’ st Odgaard (B)

Ammoniti: Palomino (C), Beukema (B), Zappa (C), Fabbian (B)

Spettatori: 15600 circa

Quanto ci sarebbe da raccontare sulla vita che c’è dietro una gara di Serie A, sul mondo che gira attorno e rende possibile questa giostra ammaliante, questo sfogo settimanale, semplicemente,  questo sport così amato, erede degli spettacoli degli anfiteatri romani. Noto i patemi tra gli stewards, i volti tesi dei giocatori che si riscaldano prima di scendere in campo, i giornalisti da buffet in tribuna stampa e quelli da tribuna laterale senza appoggio e senza tablet, le hostess, gli addetti stampa. Un mondo perfetto da romanzo, su cui tante pagine si potrebbero scrivere, magari col classico omicidio e il giornalista che indaga.

Niente da dire sulla gara, invece, in cui il Cagliari impara e insegna l’arte di illudersi e disilludersi, con tre risultati positivi- con tanto di prova maiuscola a Torino- e poi due brutte sconfitte. E soprattutto,  la promessa ancora tradita di dominare il gioco. Apre le marcature un incubo ricorrente per i padroni di casa, Orsolini, che avevo elogiato tanto nella passata stagione e che, anche quest’anno, lascia il segno di Zorro con una bella rete col destro dopo aver superato in dribbling la difesa di Nicola. In prossimità di Hallowen, dunque,  fantasmi che ritornano, e fantasmi che persistono.

L’attacco del Cagliari, infatti, è evanescente, invisibile, come se davanti all’area felsinea ci fosse il fiume Lete’, che fa dimenticare ai morti le proprie azioni. Così gli attacanti dimenticano come saper pungere. Dopo lo 0-2 di Odgaard il Cagliari sembra più deciso, ma quella terra dei vivi della porta di Skorupski, ormai, è persa e inavvicinabile.

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