Oltre il silenzio

di una ragazza che sa che non smetterà mai di lottare

E’ passato quasi un mese dal 25 novembre ma le luci non devono abbassarsi sulle violenze, fisiche e psicologiche, che ancora un numero inaccettabile di donne subisce. Per questo – come sempre ha fatto, con orgoglio, ‘La Riflessione’ – riceviamo e pubblichiamo volentieri questa testimonianza di una giovane donna, che sa che non smetterà mai di lottare.

Sono donna, credo che questo lo vediate tutti, ma sapete anche cos’è normale che io senta, subisca, veda in quanto donna? Io so com’è la mente di un uomo, so cos’è normale che succeda a una donna in famiglia. Nessuno ne parla, si sa da sempre, i fratelli e i padri sono gelosi, cercano di tenere le loro figlie in delle teche di vetro, lontane dagli uomini sbagliati, da quello che si sa essere un mondo sbagliato per noi donne. Tante volte mi vestivo bene, volevo solo sentirmi bella ma ogni volta venivo messa in ridicolo: “Ma dove credi di andare vestita così?”. Oppure ricevevo minacce: “Tu non ti vesti così, non ci pensare nemmeno. La gente che ti vede per strada cosa penserà?”. Per tanto tempo l’ho vista come una cosa fatta contro di me, forse i miei fratelli o mio padre non mi trovavano bella ed ero davvero ridicola. Col tempo ho iniziato a nascondermi, non mi truccavo mai, indossavo abiti che mi lasciavano indefinita, camminavo per strada a testa bassa con il timore di poter essere giudicata. Guardavo la bellezza come un pericolo: ‘se mi mettessi quel vestito corto la gente cosa penserebbe? Se mi fossi messa quel rossetto mi avrebbero guardato con disgusto?’ Ma col tempo ho capito, i miei fratelli hanno sempre guardato le belle ragazze ma sapevano anche i rischi che quelle ragazze correvano, sapevano qual’era il prezzo della consapevolezza di essere belle e il desiderio di essere viste, di essere libere in un mondo che conosce solo figlie rinchiuse e madri terrorizzate. Senza accorgermene ero stata rinchiusa in una gabbia mascherata da vestiti larghi e commenti denigratori, ero stata rinchiusa per gelosia e desiderio di possesso, una cosa che per il semplice fatto di essere donna è normale. Ho conosciuto altre ragazze che come me erano state messe in gabbia dalle loro famiglie, una di queste si chiamava Federica. Federica vive a Cagliari con la sua famiglia ed è la sorella maggiore di tre, è una brava ragazza, prende voti alti e ascolta sempre i suoi genitori. Il tempo passa e Federica diventa una bella ragazza, qualche ragazzo le fa la corte e le chiede di uscire, il padre di Federica non glielo permette, alza la voce e diche che Federica deve stare a casa a badare ai suoi fratelli. Federica obbedisce anche se non lo trova giusto, tuttavia il suo sguardo rimane puntato sulla finestra, vuole uscire. Federica insiste, dice che questo ragazzo che ha conosciuto le piace tanto e ci tiene ad uscire, il padre alza sempre di più la voce e senza neanche pensarci tira uno schiaffo sul bel visino di Federica. Lei cade a terra e coi suoi occhi pieni di lacrime guarda suo padre, perché lo aveva fatto?. Federica si accarezza la guancia, da quel giorno inizia a vivere una vita segreta, che la sua famiglia non conosce, esce la sera sgattaiolando dalla finestra e va a dormire sognando il giorno in cui se ne potrà andare. Quel giorno finalmente arriva, suo padre non è d’accordo ma ormai può già assaporare la libertà e non lo ascolta, si fa aiutare dalle sue amiche per prendere le sue cose e va via di casa. Certe notti le passa ripensando a quanto suo padre le avesse fatto del male, rinchiudendola in casa e soffocando le sue necessità con le urla o le mani, suo padre con la scusa di proteggerla la stava soffocando con le sbarre di una cella che la schiacciavano ogni giorno di più. Il tempo cura ogni ferita e adesso Federica è laureata in medicina e fa l’anestesista, da poco è diventata anche mamma di una bambina. Federica non è più una ragazza, ma ricorda il peso di essere nata donna in un mondo come il nostro, vede negli occhi di sua figlia la possibilità di cambiare, di darle quella libertà e spensieratezza che lei non ha mai avuto. Insegna a sua figlia di non spaventarsi mai davanti alle urla di un uomo, che la sua bellezza deve essere mostrata come un quadro in un museo e non rinchiusa come dei soldi in cassaforte. La sua libertà non deve essere commentata o discussa da nessuno. Certi uomini la temeranno, altri la guarderanno con disprezzo, ci sarà anche chi la guarderà con amore e desiderio, una sola cosa non cambierà, nessuno tra questi la avrà in possesso come un trofeo o un animale da circo, non sarà costretta a concedersi a nessuno se non lo vorrà, non sarà una brava moglie ma una grande donna. Federica ha insegnato tanto a sua figlia, lo so bene, perché sono io sua figlia. Come mia madre vivrò la mia vita libera, non lascerò più che nessun uomo mi metta dentro quella gabbia, ad oggi vado dove voglio e mi vesto come più mi piace, certi mi guardano storto e mi criticano bisbigliando ingiurie alle mie spalle. Ma che le offese siano alle mie spalle o mi vengano urlate in piena faccia, mi vedrete ancora con quella gonna e quei tacchi. Se per il fatto di essere libera sono una poco di buono, una pazza o poco raccomandabile allora vi do ragione, sono matta da legare, sono la donna meno affidabile di tutte e sono forse la donna che vale meno. Eppure sarò sempre libera, sarò sobria e appariscente, sarò libera di amare un uomo per tutta la vita, sarò libera di amarne cento. Se un giorno un uomo mi ucciderà perché sono libera sappiate che io non guarderò i giornali, non ascolterò i media o cosa dice la gente, anche il mio corpo privo di anima saprà che io non ho sbagliato amando. Ricordatevi che avrò lottato fino alla fine, e anche se arriverò ad avere tutti i capelli bianchi io non sarò una vittima, vivrò in un mondo di uomini e donne liberi, non in un mondo di padri, fratelli, cugini, mariti, amici che calpestano le donne e le rinchiudono. Uscirò sempre da quella gabbia a costo di rovinarmi lo smalto, di squarciarmi gli abiti e tagliarmi le mie bianche mani, e farei lo stesso per liberare ogni madre, figlia, sorella, cugina, amica. Perché non vivremo più zittite e messe da parte, ci alzeremo ogni volta e faremo sentire la nostra voce, prima di essere mogli siamo donne.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora