di Daniele Madau
L’editoriale di auguri di ‘La Riflessione ‘

Come augurare ai lettori di ‘La Riflessione’ il buon anno? Semplicemente, nel nostro stile, con una riflessione.
Non esiste data più solenne, più simbolica, più sacra dell’inizio dell’anno, in ogni parte e in ogni cultura del mondo. E ogni parte e ogni cultura del mondo hanno qualcosa in comune: già questo è il primo dato su cui riflettere e, forse, il più rilevante.
Siamo tutti uomini e donne, simili nella carne e nel sangue, nell’anima, nel cuore e nella mente. E tutti desideriamo le stesse cose, aneliamo tutti alla speranza che ogni nuovo anno ci riporti a quella età dell’oro, a quel tempo paradisiaco il cui ricordo è iscritto nella nostra memoria collettiva di abitanti del pianeta terra.
Questo ci svelano i miti, le religioni e le culture, che ci conoscono meglio di noi stessi, che penetrano il segreto d’ogni uomo e di ogni donna apparsi dall’inizio dei tempi.
La pace è ciò che caratterizzava quell’età dell’oro che, ognuno, si augura di ritrovare a ogni anno, a ogni – per chi segue il calendario solare inaugurato da Gregorio XIII- gennaio.
Gennaio deriva dal dio romano Giano, il deus deorum.
Giano presiede infatti a tutti gli inizi e i passaggi e le soglie, materiali e immateriali, come le soglie delle case, le porte (ancora oggi, in sardo, la porta è ianna), i passaggi coperti e quelli sovrastati da un arco, ma anche l’inizio di una nuova impresa, della vita umana, della vita economica, del tempo storico e di quello mitico, della religione, degli dèi stessi, del mondo, dell’umanità, della civiltà, delle istituzioni.
Nella sua riforma del calendario, Numa dedicò a Giano il primo mese successivo al solstizio d’inverno, gennaio, che, con Giulio Cesare, divenne il primo dell’anno.
Una delle caratteristiche più singolari di Giano sta nella sua rappresentazione come di un dio bicefalo, da cui l’appellativo di Giano bifronte: perché, essendo sempre sul limite, guarda indietro e avanti; rappresenta i nostri buoni propositi d’inizio anno, il nostro prezioso riflettere su noi stessi.
Giano regnò su Roma, in un tempo caratterizzato da onestà, abbondanza, pace. In tempo di pace, successivamente, il tempio di Giano veniva chiuso, perché non c’era più bisogno del suo soccorso durante le guerre.
Dal 1968, da Paolo VI, per il mondo cristiano il primo gennaio è la giornata mondiale della pace, oltre che la solennità di Maria, madre di Dio, che guida l’umanità alla pace, accogliendo il saluto dell’angelo : ‘Non temere…’
Nei calendari lunari, il sentimento è il medesimo. In Cina, Il primo giorno del nuovo anno è dedicato all’accoglienza e al benvenuto delle divinità benigne del Cielo e della Terra.
Dal 2 al 4 ottobre si ha l’inizio del mese di Tishrei, secondo il calendario lunare ebraico, che apre un periodo di riflessione, pentimento e rinnovamento spirituale, che culmina nel solenne Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione.
Nella religione dei Nativi Americani, le divinità erano gli “spiriti”, presenti dappertutto in natura. E tra alcune nazioni, il primo mese del calendario lunare si chiamava proprio ‘La luna degli spiriti’.
Allora, un proposito immenso quanto a noi vicino, irrealizzabile quanto necessario, sembra interrogare ogni cuore: che ognuno di noi contribuisca, per la sua parte, a realizzare il sogno di tutta l’umanità. La pace.