di Oleandro Iannone
L’enciclopedia Treccani ha indicato come parola dell’anno del 2024 ‘rispetto’ e, il 2025, non può che cominciare con una riflessione su un tema così rilevante e delicato, a partire dalla stretta attualità. ‘La Riflessione ‘ non ha mai avuto timore a schierarsi per il rispetto dei diritti della persona e a favorire il dialogo e la presentazione di punti di vista diversi, nell’ottica di un arricchimento reciproco e costante. Oleandro Iannone, in questo editoriale, torna su tematiche care: il rispetto, i diritti e i concetti di patriarcato, così presenti nel dibattito attuale, a cui vuole dare un contributo. Nello stile del nostro giornale, di rispetto di ogni posizione possa portare alla riflessione: come da titolo, e missione, della nostra testata.
Quando veniamo a conoscenza di un atto di oppressione non possiamo diventare complici non riconoscendo l’esistenza e il funzionamento del sistema che fa prosperare questi atti.
Il 2025 si apre con un’aggressione omofoba avvenuta a Roma, proprio durante la notte del 31.
Stephano e matteo stavano andando a festeggiare il capodanno, ma per la strada si sono ritrovati vittime di insulti omofobi, scagliati da un gruppo di giovani ragazzi dal balcone di un palazzo. La coppia ha ignorato gli insulti, però durante il rientro, passando per la stessa strada, ha ricevuto dagli stessi ragazzi insulti ancora più pesanti e la minaccia: “adesso scendo e vi meno”, ha detto uno dei giovani ragazzi del gruppo. Matteo, a quel punto, risponde: “nessuno vuole litigare, non roviniamoci la serata”. Ma il gruppo li raggiunge. Inizia il pestaggio. Stephano cade a terra. Lo prendono a calci e a pugni e gli sputano addosso, mentre gli insulti continuano. Matteo vuole difendere Stephano: urla al gruppo che stava filmando e che avrebbe consegnato tutto alla polizia,alcuni ragazzi scappano, sotto minaccia dei rimanenti Matteo si vede costretto a cancellare il video. Questi poi se ne vanno. I residenti scendono per intervenire, ma ormai il pestaggio era già avvenuto.
Matteo prova a chiamare un’ambulanza, la polizia, ma nessuno “può” soccorrerli, si recano autonomamente al pronto soccorso, dove Stephano riceve una prognosi di 25 giorni. Quando Stephano viene intervistato, condivide la paura di poter incontrare nuovamente quei ragazzi, e dice di non riuscire a superare lo choc: quella notte poteva rimanere là, per terra, e non alzarsi più. Ciò che più gli fa male è accorgersi che, dopo l’aggressione, sta inconsciamente allontanando il suo ragazzo. Afferma che nessuno deve avere paura di amare.
La coppia ha scelto di sporgere denuncia. Le istituzioni locali hanno promesso interventi immediati. Nel mentre c’è stato un presidio, molto partecipato, il 4 gennaio in zona Malatesta, a Roma, in cui erano presenti anche Stephano e Matteo.
Lo stesso giorno del presidio avviene un’altra aggressione omofoba sempre a Roma.
Nel 2024 l’Italia è stata tra i 9 Paesi dei 27 dell’Unione Europea che non hanno firmato la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità LGBTQIA+, preparata in occasione della giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia. La ministra della natalità e della famiglia Roccella afferma a riguardo che non sarebbe stato firmato nulla che riguardi la negazione dell’identità maschile e femminile, e che la sinistra usa l’omofobia per arrivare al “gender”. Sempre durante lo scorso anno fu annunciata, dalla ministra dell’Università e della Ricerca Bernini, un’ispezione negli atenei di Sassari e Roma Tre , perché secondo il deputato della Lega Rossano Sasso, sarebbero state diffuse, da parte di chi insegna, “l’ideologia gender” e le “teorie queer” tra gli studenti.
Come si può riflettere su questi avvenimenti per capire le dinamiche dell’aggressione subita da Stephano e Matteo? Bisogna analizzare i meccanismi che collegano ruoli di genere e omobilesbotransfobia: chi sente necessario difendere il binarismo di genere agirebbe contro l’omofobia?
La società in cui viviamo si struttura come un patriarcato, ovvero un sistema sociale in cui viene associato valore maggiore al concetto di “uomo” rispetto a quello di “donna”. Nella società patriarcale alle persone viene assegnato un genere fin dalla nascita: “maschio” o “femmina”, escludendo l’esistenza delle persone intersex. In base a ciò si costruiscono norme sociali che considerano appropriate certe caratteristiche rispetto ad altre per i “maschi” e per le “femmine”. Il patriarcato, infatti, per perpetuarsi, caratterizza il genere in maniera rigida: gli elementi che vengono associati al genere maschile non possono essere associati al genere femminile e viceversa. Questo crea il fenomeno del binarismo di genere.
Il genere maschile nel patriarcato è definibile come soggetto, quello femminile come oggetto. In questo modo si costruisce una gerarchia dove il maschile domina il femminile. La mascolinità patriarcale si afferma mantenendo in uno stato di subordinazione la femminilità. Opprimendo quindi coloro che sono definite “donne” ma anche gli “uomini sbagliati”che non si conformano al modo patriarcale di essere uomini. Per questo la mascolinità patriarcale prevede la violenza verso le coppie gay: l’uomo che rompe la rigidità di genere è un pericolo per il patriarcato, quindi l’uomo patriarcale per difendere il sistema che gli conferisce autorità non può concepire e sopportare un modo di essere diverso dal suo. Lo stesso meccanismo usato per difendere il patriarcato è osservabile nella violenza sulle donne: una donna che non rispetta il modo patriarcale di essere donna è pericolosa per il sistema e va depotenziata con ogni mezzo possibile, come testimonia l’elevatissimo numero di femminicidi nel nostro paese.
Partecipando ai ruoli di genere rigidi tipici del modello patriarcale tutte le persone possono essere complici del sistema, allo stesso tempo subendoli tutte le persone possono essere vittime. Nel patriarcato il genere è il modo in cui le gerarchie sociali si perpetuano. Uscire da ogni forma di binarismo, che sia quello su cui si struttura il genere, il sesso o l’orientamento sessuoaffettivo, permetterebbe di uscire dall’oppressione patriarcale e,di conseguenza, impedirebbe l’avvenimento delle aggressioni omofobe come quelle recentemente avvenute e garantirebbe alla popolazione LGBTQIA+ di poter vivere in una società più sicura.