di Francesco Floris

Francesco Floris, giovane studente appassionato di giornalismo sportivo, ha seguito per ‘La Riflessione’ la gara di venerdì del Cagliari
Torino, Stadio Olimpico, 22ma giornata di serie A- 20:45 /Torino Cagliari : 2-0 (6, 61mo Adams)
Pagelle del Cagliari (da sx a dx) 4-2-3-1, poi 4-4-2
Caprile: 7,5
Obert: 4 ⇆ Augello 5
Luperto: 5-
Mina: 5
Zappa: 4
Deiola: 4,5 ⇆ Adopo 5,5
Marin: 4 ⇆ Makoumbou 5
Felici: 4
Gaetano:5 ⇆ Pavoletti 6
Zortea: 4,5
Piccoli: 5 ⇆ Lapadula 6
La squadra di Nicola esce sconfitta dal capoluogo piemontese dopo una prestazione che lascia parecchio a desiderare. Sin dai primi minuti della partita si capisce che sarà una giornata no per i giocatori del Cagliari. Dopo soli sei minuti di gioco arriva il gol dei granata, da parte dello scozzese Adams, gol che,viziato dalla deviazione della traversa, è giunto meritatamente, viste le continue occasioni avute dai torinesi per passare in vantaggio. Rete subita a causa di una difesa posizionata male e di una squadra lenta a rientrare, nel provare a difendersi dal contropiede, che ha portato il Torino al gol.
Per tutta la durata del primo tempo il Cagliari è costantemente in affanno: passaggi sbagliati, stop errati e lentezza generale della squadra. E’ un susseguirsi continuo di questi eventi, che sembrano non voler finire mai, solo il duplice fischio dell’arbitro, che sancisce la fine del primo tempo, mette fine a questa agonia.
Il secondo tempo non è tanto meglio: gli errori compiuti nel primo tempo si ripetono anche nella seconda frazione di gioco e Nicola decide di cambiare addirittura quattro giocatori al 58’.
Entrano: Pavoletti, Adopo, Makumbou e Augello. La situazione peggiora dopo appena tre minuti, quando Adams firma la doppietta, dopo un intervento scomposto di Karamoh su Luperto, che l’arbitro giudica regolare. Dopo il secondo gol, la partita per i cagliaritani non migliora di molto, sbagliano meno passaggi, è vero, ma non riescono a superare la metà campo avversaria. Al 76’ Nicola inserisce Lapadula al posto di Piccoli; si passa così da un 4-2-3-1 ad un 4-4-2. L’intenzione del mister è quella di puntare tutto sui cross degli esterni, ma la situazione è sempre la stessa. Le prime “occasioni” da gol arrivano addirittura all’80’, quando Augello riesce a mettere qualche pallone in area per Pavoletti, che però è ben marcato e non riesce a trovare mai l’incornata vincente.
La mediana composta da Marin e Deiola ha dimostrato di non essere assolutamente adatta a giocare dal primo minuto. I due “mediani,” per 58’ minuti, non creano praticamente nulla. Girano a vuoto nella parte centrale del campo, senza creare gioco e inserimenti in fase di possesso palla; durante la fase difensiva sembrano due pesci fuor d’acqua e perdono continuamente l’uomo, faticano a rientrare in tempo. La partita con il Lecce, per Marin e Deiola, è stata un caso e ritengo sia giusto che in mediana giochino sempre Adopo e Makumbou, che da quando ricoprono questo ruolo hanno sempre svolto il loro compito in maniera discreta.
Anche Felici delude, e non poco. L’esterno rossoblù non riesce mai a scartare l’uomo, come ci ha abituato nelle ultime uscite, non trova mai lo spazio per un cross e sbaglia un infinità di passaggi. Non a caso il passaggio sbagliato, che ha portato in vantaggio i granata, è stato effettuato da Felici.
Protagonisti in negativo anche i due terzini Zappa e Obert. I due esterni bassi, per l’intera durata della partita, non riescono a gestire la velocità degli esterni torinesi e vengono continuamente scartati, concedendo molti cross alla squadra di Vanoli.
Solo Caprile è stato capace di offrire una buona prestazione.
L’estremo difensore ha confermato, ancora una volta, di essere un portiere affidabile e coraggioso nelle uscite. Il portiere dei sardi è assolutamente incolpevole delle reti segnate dal Torino, ritengo che se non ci fosse stato Caprile in porta, probabilmente, il Cagliari avrebbe incassato più segnature.
In questa partita abbiamo visto il Cagliari peggiore della stagione. Una squadra che non riesce a creare gioco, che corre a vuoto, che non riesce a verticalizzare, che non lotta e che si arrende. Il Cagliari però non è questo. Il Cagliari ci ha abituato a lottare fino all’ultimo e a provare di tutto pur di non uscire dal rettangolo verde sconfitto.
Penso che questa partita sia stata solo un caso e sono convinto che domenica prossima, a Cagliari, contro la Lazio, vedremo una squadra diversa, che ha voglia di vincere e fare risultato.
Naturalmente il match contro la Lazio non sarà facile, ma questo non deve scoraggiare gli uomini di Nicola. I ragazzi ci hanno abituato a prestazioni eccellenti contro squadre dall’altissimo livello tecnico, come contro il Milan, la Juventus, la Fiorentina, l’Atalanta e la Roma.