di Daniele Madau
XXIV giornata Serie A- Unipol Domus/ Cagliari- Parma: 2-1 (58mo Adopo; 70mo Coman; 78mo Leoni)

CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile; Zappa, Mina, Luperto, Augello; Makoumbou (84 mo Marin), Adopo (84mo Deiola); Zortea, Viola (55mo Gaetano), Felici (67mo Coman); Piccoli (84mo Pavoletti).
All. Nicola.
PARMA (4-2-3-1): Suzuki; Delprato, Vogliacco, Leoni (9mo Holmquist), Valeri; Bernabé, Keita (57mo Hernani); Cancellieri (46mo Mann), Sohm, Camara (57mo Ondrjeca); Djuric (30mo Bonny).
All. Pecchia.
ARBITRO: Di Bello
AMMONITI:
ESPULSI:
SPETTATORI: 16154
Esistono, in ogni situazione della vita di ognuno, momenti decisivi, da cogliere, poiché il tempo che normalmente scorre – kronos– diventi il tempo ‘opportuno’ , kairos.
Re Davide- Nicola- che nella sua prima conferenza stampa aveva citato Whitman, sicuramente conoscerà la differenza. Ci sono partite da vincere, e Cagliari- Parma è una di queste. Nicola,perciò, presenta quella che, ormai, può essere la sua formazione tipo, con Viola, autore della prima occasione cagliaritana dopo due minuti, ormai stabilmente al posto di Gaetano.
Se il campionato fosse finito prima dell’inizio della gara di oggi, il Parma sarebbe retrocesso: perciò il ‘kairos’ riguarda forse più i ducali: infatti, a Viola, rispondono con due occasioni , la seconda delle quali, con Camara, ad alto rischio per la difesa sarda. In genere, il Parma ha il predominio del gioco, mentre i padroni di casa ripartono, come nel caso del colpo di testa di Piccoli al 18mo e, soprattutto, col tiro sul primo palo di Felici, da sinistra, al 21mo. Ma se due indizi non fanno ancora una prova, col palo sul colpo di testa di Mina sul successivo angolo abbiamo la prova che la partita, nonostante il nuovo tentativo di Camara, sta cambiando. 25 minuti e già tante emozioni: la più forte delle quali arriva ora, col portiere ducale Suzuki che si lascia, per un attimo, sfuggire la palla: ma non c’era nessuno in agguato.
Al 30mo, Zortea, uno dei più attesi dopo le ultime prestazioni impreziosite dai goal, calcia alto dal limite; poco dopo esce Djuric per infortunio: lo fa tra gli applausi, ed è bello sentirsi circondati da un pubblico sportivo. I bambini della ‘Curva Futura’ hanno avuto un bell’esempio.
Prima della fine del primo tempo sono chiari, ormai, i protagonisti principali delle due squadre: Viola per i padroni di casa – che al 35mo arriva a calciare rasoterra da centro area senza fortuna- e Camara per i ducali, a cui al 38mo annullano un goal per fuorigioco.
Al termine del primo tempo, qualche fischio, ad accompagnare l’uscita dei giocatori da un primo tempo equilibrato, in cui forse è mancato il mordente del ‘cogli l’attimo’, del ‘carpe diem’.
Nella pausa, qualche annotazione a margine: il 6 febbraio del 1987 nascevano gli Sconvolts, cuore storico, nel bene e nel male, del tifo cagliaritano, ancora pulsante. La loro coreografia per l’occorrenza si è meritata il posto d’onore in questa cronaca.
L’inizio della ripresa è segnato da una serie di errori dei padroni di casa, una sorta di sfilacciamento, forse segno di nervosismo: il Parma, infatti, conquista campo e fallisce il colpo letale davanti alla porta con Bonny e Camara, che non riescono a colpire bene la palla, e Keita, che sfiora il palo. Crescono i fischi.
Tra questi, però, cominciano a volare sulla fasce Augello, Felici e Zortea: se il tempo opportuno fugge, come il vento, si deve solo correre; sulla fascia sinistra si invola Felici, il cui cross trova la testa di Adopo, leggermente deviata, a spiazzare Suzuki. 1-0. La gara non perde di intensità: capovolgimenti di fronte continui, viso aperto di chi vuole portare dalla propria parte il destino.
Eccolo, il destino, si presenta ai coraggiosi, ai giovani, ai puri: al 68mo, l’esordio in rossoblù del giovane neoacquisto Coman; due minuti dopo, proprio lui, raddoppia dopo uno scambio con Gaetano con uno splendido tiro dal limite. Senza timore, con sicurezza: il destino lo devi domare. Lo stadio esplode di gioia per questo ragazzo, arrivato, forse, tra i pregiudizi.
Durante la rincorsa del tempo, e del suo fluire rapido, bisogna soffrire: ecco, al 78mo, il perfetto colpo di testa di Leoni da calcio d’angolo. Difesa distratta e denti da stringere ancora, per quindici minuti.
Al fischio finale, una gioia liberatrice: è passato il tempo opportuno, e il Cagliari ha colto l’attimo. La salvezza è più vicina.