di Daniele Madau

XXVIII Giornata Serie A Unipol Domus /Cagliari-Genoa: 1-1 (18mo Viola,46mo Cornet)
CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile; Zappa, Mina, Luperto, Obert (77mo Pavoletti); Deiola(77mo Adopo), Makoumbou (60mo Prati); Zortea, Viola ( 60mo Gaetano), Coman (31mo Augello); Piccoli. All.: Nicola.
GENOA (4-2-3-1): Leali; Norton-Cuffy (46mo Zanoli), De Winter, Vasquez, Martin; Frendrup, Badelj (52mo Masini); Ekhator (66mo Matturro), Miretti, Cornet (74mo Malinovskyi); Ekuban (52mo Pinamonti). All.: Vieira.
Spettatori: 15.700
Settimana turbolenta, qualche rimostranza della società dopo la sconfitta di Bologna, il ritiro e, per la gara col Genoa, una formazione in parte nuova, tendente più al 5-3-2 che al classico 4-2-3-1. Eppure, il Cagliari ha tre punti in più dell’anno scorso, e al fischio d’inizio, in zona salvezza.
Questione di carattere che è mancato e di poca applicazione: la società, allora, ha cortesemente indicato il rimedio, che già a inizio campionato era servito a dare una scossa: ritiro ad Asseminello.
La capacità di concentrazione acquisita durante i giorni al centro sportivo viene subito posta in essere, perché il Cagliari non rischia niente nel primo tempo, in cui produce, invece, un goal annullato, un palo di Coman – costretto a uscire al 31mo- e, soprattutto, il goal di Viola, in scivolata da appena dentro l’area, dopo una bellissima azione in verticale, su assist di Piccoli.
L’inizio della ripresa, però, testimonia un repentino calo di concentrazione: Ekuban, sulla sinistra, sfila dietro Augello, serve agevolmente dentro l’area per il goal del pareggio- un comodo piatto- di Cornet.
La squadra rossoblù di casa entra in un turbine di confusione, nervosismo e paura, nemici mortali in una sfida salvezza, quando, invece, sarebbero necessari nervi saldi e lucidità.
Il Genoa avanza, avanza sino a conquistare il campo e il gioco, mentre lo stadio prima si ammotolisce, poi, dopo un’occasionissima di De Winter (di testa, solo, davanti a Caprile: di poco a lato) comincia a fischiare.
Il tempo scorre inesorabilmente, senza che Nicola, neanche coi cambi, inverta la rotta. Si va incontro alla tempesta, tra gli scogli delle ultime 10 giornate: sarà necessario, adesso sì, avere nervi d’acciaio.