La risposta è nel vento

di Daniele Madau

How many roads must a man walk down, before you call him a man? The answer, my friend, is blowin’ in the wind

Versi celeberrimi di un premio Nobel, ormai classici, perché contengono un messaggio per ogni tempo. Cerchiamola, allora, nel vento la risposta. A quale domanda? Al perché la Sardegna abbia messo in atto una mobilitazione di massa contro la transizione energetica, rifacendosi, addirittura, alle lotte di Pratobello contro le servitù militari degli anni ’60, che coinvolsero uomini, donne, bambini, anziani.

L’apice della movimentazione di massa è stata l’estate scorsa, ma ho aspettato quasi un anno a scriverne, perché volevo avere un’idea chiara. Poi, su Rai 3 hanno trasmesso ‘Presa diretta’, dedicato a questo, e ho visto la mia gente, i miei corregionali, trascinati in un vortice di irrazionalità, notizie presentate in maniera contraddittoria, assenza di guide esperte. L’effetto è stato di compatimento e rabbia, per chi si definisce popolo ma non riesce a diventare ‘adulto’, per seguire la metafora di Dylan (‘Quante strade deve percorrere un uomo, prima di chiamarlo uomo? La risposta, amico mio, sta soffiando nel vento).

Le risposte, a mio parere, son tre: 1) Pochi si son presi il tempo, l’accortezza- assecondando il desiderio di andare a fondo, laddove ci fosse- e l’onestà di informarsi, provare a studiare e a chiedere agli esperti 2) I media- i più importanti a livello regionale – hanno dato prova di ciò che non dovrebbero fare, usando il loro potere per prese di posizione estremiste e di parte. E così si è arrivati a violenze e sabotaggi. Tutti hanno diritto a esprimere la propria posizione, ma la ricchezza di una riflessione profonda e non urlata è, ancora, poco conosciuta. Una sola foto può orientare l’opinione, come quella scelta per questo articolo, che mette in risalto il fumo delle centrali a carbone 3) La politica e l’università sono stati assenti, se non travolti anch’essi dalla fiumana dell’ irrazionalità,  lasciando un vuoto di disorientamento colmato dai più abili e forti.

Veniamo allo stato delle cose: la Sardegna ha ancora due delle sette centrali a carbone attive in Italia e, chiaramente,  le più alte emissioni di Co2 della nazione; le bollette continuano a impazzire verso l’alto, infierendo su una delle popolazioni più povere d’Europa; la transizione energetica, nell’isola col più bel clima d’Italia- di cui andiamo fieri- è,  di fatto, bloccata.

La posizione di chi scrive credo sia, in parte, emersa, e potrei continuare a presentarla sfruttando altri testi bellissimi,  da ‘Eppure il vento soffia ancora’ , di Bertoli, al ‘ frate vento’ di San Francesco. Ma non è questo il cuore dell’articolo, non il pensiero di chi scrive. Il cuore dell’articolo è per la gente,  le persone comuni, tradite da chi non compie il proprio mestiere o dovere. Siamo l’isola di Gramsci, e quanto sarebbe bello informare e lasciare liberi o, meglio, informare per lasciare liberi. ‘La Riflessione Politica ‘ avrà sempre questo bellissimo scopo di vita, coi suoi pochi mezzi, e lascerà sempre voce a chi ne condividerà la missione.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora