
di Daniele Madau
Serie A- XXXIII GIORNATA/ UNIPOL DOMUS: Cagliari-Fiorentina:1-2 (7mo Piccoli; 35mo Gosens; 47mo Bertran)
Cagliari (4-2-3-1): Caprile; Zappa, Mina (40mo Palomino), Luperto, Augello; Adopo(68mo Marin), Prati (68mo Makoumbou); Zortea (68mo Coman), Viola (58mo Gaetano), Luvumbo; Piccoli.
In panchina: Ciocci, Sherri, Coman, Marin, Palomino, Makoumbou, Pavoletti, Obert, Gaetano, Kingstone, Felici.
Allenatore: Davide Nicola.
Fiorentina (3-5-2): De Gea; Pongračić, Pablo Marí, L. Ranieri (80mo Comuzzo); Dodô, Mandragora (80mo Folorunsho), Cataldi, Fagioli (62mo Richerdson), Gosens (62mo Parisi) Guðmundsson, Beltrán (85mo Zaniolo).
In panchina: P. Terracciano, Martinelli, Comuzzo, Zaniolo, Moreno, Richardson, Ndour, Adli, Parisi, Folorunsho.
Allenatore: Raffaele Palladino.
Spettatori: 15917
Il coraggio di pensare al calcio mentre a San Pietro c’è la fila per salutare papa Francesco lo dà proprio Bergoglio, di cui risuonano le parole, prima del minuto di silenzio, sul valore dello sport. E mentre ci apprestiamo a scrivere, il suo sorriso colorato del bianco e dell’azzurro argentino non ti abbandonano. Bonaria è poco distante dallo stadio e, tra i rumori del tifo, ti sembra di sentire quello dei caschetti dei minatori sul suolo durante l’incontro con Francesco.
Intanto l’inizio di gara non ti dà il tempo di respirare, perché Luvumbo s’invola subito sulla sinistra per servire al centro, De Gea- incredibile a dirsi- smanaccia malamente, e Piccoli segna a porta vuota. Segue il palo di Zortea- palo accarezzato a dire il vero- e il risveglio della Fiorentina, su cui sembra pesare molto l’assenza all’ultimo minuto di Kean: palo di Mandragora e azione pericolosa di Cataldi sulla fascia destra. Tutto questo in venti minuti.
E proprio mentre si prende un po’ di respiro, Gudmundsson si accentra dalla fascia sinistra in dribbling elegante, ma non riesce a superare l’ultima difesa, quella di Caprile.
Grazie a un mirabile lavoro di cucitura a centrocampo di Gudmundsson, la Fiorentina sembra prendere campo e dominio, cosa che diviene certezza prima con un tiro alto di Mandragora, poi con un pregevole esterno destro di Gosens, che trova il pareggio.
Il primo tempo si conclude con la sensazione che il pareggio sia un risultato da accogliere piacevolmente da parte dei rossoblù che, tuttavia, proprio in chiusura, accarezzano l’idea di un rigore revocato subito, però, dal var.
Come quello del primo, anche l’inizio del secondo è travolgente: dopo due minuti Dodo, dalla fascia destra, serve per la testa di Beltran che, appoggiandosi su Zortea, trova l’elevazione e lo stacco per superare Caprile e trovare l’1-2.
La gara vive un momento di stanca, a cui si cerca di porre rimedio con le sostituzioni, ma è il Cagliari che dovrebbe osare, e, pur lungo tempo, non riesce.
Il risveglio si ha al 75mo, con tiro di Marin da poco fuori area che sbuca davanti a De Gea, ma non lo sorprende.
Ma è un risveglio che non porta a rialzarsi, mentre il tempo passa e si avvicina la campana del 90mo.
La Fiorentina tiene campo, con autorevolezza: si vede che è in un ottimo stato di forma e il Cagliari, ancora, non si scuote, intorpidito. Zaniolo calcia da poizione defilata con forza, e Caprile respinge. Invece di rialzarsi, i rossoblù sembrano ripiombare in un sonno ricco d’incubi. La gara finisce, torna il buio. Che l’incubo non sia il fantasma della serie B.