‘Europe Matters’: Trump cala nei sondaggi, l’accordo con l’Ue sui dazi si avvicina?

di Francesca Basso e Viviana Mazza, per il ‘Corriere della Sera’

Benvenuti alla newsletter ‘Europe Matters’, che ci terrà compagnia settimanalmente: un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.

Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del ‘Corriere della Sera’ da Bruxelles e New York.

Trump e Melania ai funerali di papa Francesco

Il calo nei sondaggi del presidente Donald Trump lo spingerà a più miti consigli? Potrà essere un fattore che avvantaggia l’Unione europea nel suo negoziato sui dazi imposti da Washington ai beni prodotti nel Vecchio Continente? Troppo presto per dirlo. Intanto vediamo cosa sta accadendo.

Stasera in  Michigan,  Stato industriale «in bilico» che lo ha aiutato per la seconda volta a a vincere le elezioni lo scorso novembre, Donald Trump celebrerà i primi 100 giorni  alla Casa Bianca.  Qualche giorno fa la rivista Atlantic gli ha chiesto se percepisca  questo secondo mandato in modo diverso dal primo. Trump ha risposto mostrando ancora una volta quanto si senta insensibile a problemi che distruggerebbero chiunque altro. «La prima volta dovevo gestire il Paese e sopravvivere», ha detto riferendosi agli «imbroglioni» che lo avevano circondato (mentre adesso ha i suoi fedelissimi nel governo e la maggioranza repubblicana alla Camera e al Senato).  «Adesso gestisco il Paese e il mondo», ha detto. «E mi diverto molto, considerato quel che faccio, che è roba seria». Dal 20 gennaio, la Casa Bianca è stata in attività frenetica, per dimostrare agli americani che il presidente sta realizzando le sue promesse elettorali. Oggi Trump  definirà i suoi primi 100 giorni quelli «di maggior successo nella storia di qualunque amministrazione americana», dirà che «centinaia di promesse sono già state mantenute, in particolare sul controllo dei confini e per porre  fine dell’inflazione».

I sondaggi

Gli americani non ne sono così sicuri, a giudicare dai  numerosi sondaggi realizzati nei giorni scorsi che mostrano un basso tasso di popolarità (secondo il Nytimes/Siena Poll al 42%; secondo Nbc  al 45%; secondo Fox, Gallup e Cnbc al 44%, il tasso più basso è quello del Washington Post/Ipsos/Abc al 39%). Per la maggior parte dei sondaggi, Trump va leggermente meglio che nello stesso periodo del suo primo mandato, ma è in discesa rispetto ai mesi  scorsi e al di sotto dei suoi predecessori  dalla Seconda guerra mondiale in poi. I repubblicani lo appoggiano ancora: dopotutto lo hanno rieletto dopo che alla fine del primo mandato il suo tasso di popolarità scese al 34%. Ed è tipico che un presidente registri un declino significativo di appoggio nei primi mesi di presidenza, scrive il New York Times:  nel caso di Trump è sceso un po’ più rapidamente rispetto a recenti predecessori (soprattutto dopo l’introduzione dei dazi);  non è una cosa senza precedenti, ma  sembra un avvertimento perché ha perso terreno sull’economia, una delle ragioni principali della sua rielezione, e anche se l’immigrazione resta il tema su cui è più forte, alcuni sondaggi registrato una leggera erosione anche qui.

130 ordini esecutivi

Trump ha firmato oltre 130 ordini esecutivi,  circa tre volte quelli di Biden, ma l’impatto in molti casi è ancora incerto. Nel suo primo giorno alla Casa Bianca per esempio ha dichiarato l’emergenza energetica e  la spinta alla produzione ma non promette risultati prima del prossimo anno (in campagna elettorale promise ai suoi elettori che guardando le bollette in 12 o 18 mesi avrebbero visto i costi dimezzati). Alcuni obiettivi sono in contrasto gli uni con gli altri: ha promesso di abbassare il costo della vita ma anche di imporre dazi, il che probabilmente porterà all’aumento dei prezzi.  Oltre 80 cause giudiziarie hanno colpito i suoi ordini esecutivi su immigrazione, politiche di genere e diversità e cambiamenti climatici. Secondo i critici Trump sta realizzando molte delle sue promesse elettorali, ma adesso gli elettori cominciano  a rendersi conto di quello che significherà per le loro vite quotidiane.  Le minacce di Trump di togliere miliardi di dollari alle istituzioni universitarie è legato alle promesse elettorali di combattere l’antisemitismo nei campus, opporsi ai programmi di diversità, equità e inclusione e cacciare studenti stranieri considerati antiamericani. Diverse università si sono piegate, ma Harvard si è opposta. Molti sono scesi in piazza dopo il silenzio dei primi mesi. Il partito democratico però ha poco da festeggiare: il 69% degli americani che dice che i democratici non capiscono i problemi della gente.  

Inflazione e dazi

Sull’economia, uno dei temi su cui Trump era più forte da candidato, da presidente sta registrando una perdita di consenso. Anche senza voler ascoltare la metà degli interpellati dal New York Times che dicono che l’economia è peggiorata sotto Trump, sia Nbc che Cnbc registrano che la sua approvazione è al 40% su questo tema (in particolare il 61% non approva la gestione dei dazi e il 54% si aspetta che peggioreranno le proprie finanze). L’inflazione si è ridotta: dopo essere arrivata al 9,1% nel 2022, era al 3% lo scorso gennaio, il mese in cui Trump si è insediato ed è scesa al 2,4% a marzo. «Abbiamo già risolto l’inflazione» ha proclamato Trump. Ma la Federal Reserve avverte che i dazi  porteranno probabilmente a prezzi più alti. La pressione ad ottenere risultati porta l’amministrazione  a predire una serie di accordi commerciali con Giappone, Sud Corea, Unione europea, che Trump punta a presentare come svolte straordinarie in linea con  il mito di maestro degli affari.

Immigrazione

Era la promessa centrale della campagna elettorale di Trump: controllare il confine. E su questo ci sono stati chiari progressi: il numero di persone che cercano di entrare illegalmente dal Messico è crollato nell’ultimo anno della presidenza di Biden, da  249.740 nel dicembre 2023 a 47.324 nel dicembre 2024. Sotto Trump  è sceso ad appena  8.346 a febbraio e 7.181 a marzo, il livello più basso da 60 anni. Ignorare le richieste d’asilo (un tema sotto esame dei tribunali) permette di espellere rapidamente i migranti. Nel frattempo i funzionari dell’immigrazione fanno arresti in tutto il Paese  e anche persone che si professano innocenti  sono stati espulsi senza processo perché accusati di essere membri di gang. Secondo il sondaggio di Fox, questo è l’unico tema su cui Trump ha consensi di più della metà degli interpellatiIl Wall Street Journal mostra che il 54% degli americani approva le espulsioni senza processo di sospetti membri di gang, ma ci sono alcuni segnali di disagio sulla revoca dei visti degli studenti stranieri o sull’espulsione di immigrati illegali che  hanno vissuto negli Usa per oltre 10 anni pagando le  tasse e non hanno precedenti penali.

L’efficienza governativa

Il dipartimento di Elon Musk,  che doveva ridurre la burocrazia federale, e ha dato accesso all’uomo più ricco del mondo a dati sensibili e voce in capitolo sui tagli ha portato da una parte  a uno choc della burocrazia federale, con l’esito di riuscire a cacciare migliaia di impiegati (75mila hanno accettato la buonuscita, decine di migliaia sono stati licenziali anche se alcuni reintegrati almeno temporaneamente dai tribunali). Ma non si sono materializzati i tagli notevoli ai costi, portando Musk a ridurre le aspettative da un trilione  a 150 miliardi (e non è chiaro se riuscirà). Dopo i problemi finanziari di  Tesla, Musk ha annunciato che si occuperà meno del governo federale da maggio. Non mancherà a molti: il 55% crede che abbia troppo potere secondo il Wall Street journal, anche tra chi è favorevole a gestire gli sprechi governativi.

Si ringrazia il ‘Corriere della Sera’, titolare di tutti i diritti, a cui si rimanda per l’iscrizione alla newsletter

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