di Daniele Madau

Unipol Domus, ore 20.45/ XXXVII giornata serie A– Cagliari– Venezia: 3-0 (11mo Mina; 41mo Piccoli;71mo Deiola)
CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Mina, Luperto; Zortea (85mo Pintus), Adopo (85mo Viola), Makoumbou 73mo Prati), Deiola (73mo Marin), Augello; Piccoli, Luvumbo( 65mo Gaetano). Allenatore: Davide Nicola.
VENEZIA (3-5-2): Radu; Schingtienne (70mo Zampano)Idzes, Candé; Zerbin, Kike Pérez Dumbia’ 73mo), Nicolussi Caviglia, Busio, Ellertsson (Haps 70mo); Yeboah (Maric 70mo) Oristanio (31mo Gytkjaer). Allenatore: Eusebio Di Francesco.
ARBITRO: Luca Pairetto della sezione AIA di Nichelino
1° ASSISTENTE: Imperiale
2° ASSISTENTE: Cecconi
QUARTO UOMO: Feliciani
VAR: Meraviglia
Spettatori: 16.170
Gli spettacoli migliori, quelli da record di repliche, iniziano dalla scenografia. Quella dell’Unipol di questa sera è, come si suol dire-abusando sull’enfasi- da ‘brividi’. L’affetto del pubblico si percepisce insieme alla brezza di questa primavera ed è carburante per i motori del Cagliari in questo ultimo giro di corsa in casa. Luvumbo spazia da una fascia all’altra e crea subito apprensione ai lagunari, il Venezia sembra stordito. All’undicesimo, punizione di Augello, Mina sembra Pele’ – nello stacco- nella finale del ’70 e l’1-0 è il miglior inizio di spettacolo che si potesse attendere. Il primo atto promette una trama meravigliosa.
In ogni favola, però, lo sappiamo, c’è sempre l’antagonista, da sconfiggere alla fine: ecco, allora, Busio che, dal limite dell’aria cagliaritana, tira alto. Il Venezia prende campo, ma il protagonista è il Cagliari. Verticale Augello- Luvumbo sulla sinistra, servizio rasoterra per Piccoli che, davanti alla porta, non trova la deviazione vincente. Yeboh replica, ma è sempre alto.
Al 36mo sempre Busio e sempre alto. La trama dello spettacolo si ingarbuglia, la lotta si accende, la tensione continua. E, da regole della narrativa, non può mancare la suspance: colpo di testa di Piccoli al 40mo e miracolo di Radu. Sul calcio d’angolo, ancora testa di Piccoli: gol annullato, e, dopo che si avvertivano i respiri trattenuti dei tifosi, convalidato dal Var. Si alza il volume del tifo, si respira salvezza, insieme all’aria di mare.
II atto. L’antagonista tenta il tutto per tutto, ma è stordito. Il protagonista, quasi eroe, controlla con autorevolezza: con gli anticipi di Zortea, le progressioni di Augello, Luvumbo, e poi Zappa, i tentativi di Piccoli e il tifo dei piccoli aiutanti dell’eroe, la curva Futura.
Si entra negli ultimi 25 minuti, che valgono la fatica, il sudore e le gioie di un’intera stagione. Parte integrante di una favola è l’elemento magico, eccolo: scambio di prima-compreso un colpo di tacco- sul vertice sinistro dell’area e ‘tiro a giro’ di Deiola, un principe svelato. E pensando anche che il primo gol è arrivato all’undicesimo, come il numero di maglia di Riva, ormai ci sono tutti gli elementi per una trama da favola in una scenografia bellissima. E la favola si chiama Serie A, da vivere ancora.