di Francesca Basso e Viviana Mazza

Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.
Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e New York.

Il governatore della California Gavin Newsom (Epa)
Scriveva qualche settimana fa l’Economist che «i sindaci europei sono isole di liberalismo in un mare di populisti». È vero anche per gli Stati Uniti come i recenti fatti di Los Angeles dimostrano: sono i politici locali — sindaci e governatori — a offrire risposte politiche concrete contro i leader populisti. Qualche volta vincono, qualche volta perdono ma il capitale politico che rappresentano sta diventando sempre più importante.
La riflessione del settimanale britannico partiva dai sindaci di Bucarest e di Varsavia. Nicușor Dan, primo cittadino di Bucarest, ha battuto nella corsa alle presidenziali in Romania il candidato dell’estrema destra filo-russa George Simion. Rafał Trzaskowski, sindaco liberale di Varsavia e candidato della Coalizione Civica (KO) alle presidenziali polacche, è stato invece battuto per un soffio al secondo turno da Karol Nawrocki, candidato sostenuto dal partito conservatore e nazionalista Diritto e Giustizia (Pis). Le città per tradizione sono avamposti progressisti rispetto alla campagna più conservatrice. Una contrapposizione che in genere si trasferisce anche nelle urne.
È da un po’ che se ne parla. Nel 2013 è uscito il libro di Benjamin Barber «If Mayors Ruled the World: Dysfunctional Nations, Rising Cities» (Se i sindaci governassero il mondo: nazioni disfunzionali, città in ascesa) e nel 2018 il lavoro di Bruce Katz e Jeremy Nowak «The New Localism: How Cities Can Thrive in the Age of Populism» (Il nuovo localismo: come le città possono prosperare nell’era del populismo).
«Tutti i cambiamenti oggi iniziano nelle città. Sono più vicine alle persone e in prima linea nelle crisi», ha detto tempo fa Hanna Zdanowska, sindaca di Lodz (Polonia) dal 2013, ad Alessia Rastelli. Non è dunque un caso se nel 2019 i sindaci progressisti di Budapest, Varsavia, Praga e Bratislava hanno siglato il «Patto delle città libere» per contrastare i populisti al governo nei quattro Paesi di Visegrad (Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia) e per rafforzare i legami con l’Ue.
Anche in Turchia è un primo cittadino a sfidare il presidente Recep Tayyip Erdoğan: il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, esponente di punta del Partito repubblicano del popolo, è stato incarcerato il 19 marzo scorso e destituito dalla carica. L’accusa è corruzione e terrorismo. «La mia unica colpa è quella di aver vinto per tre volte le elezioni — ha detto Imamoglu — e aver detto che con me vince la Turchia e non l’oppressione. Non sono qui per essere processato, ma per essere punito».
Non diversamente, negli Stati Uniti sindaci e governatori rappresentano un argine al populismo. Il governatore democratico della California, Gavin Newsom, ex sindaco di San Francisco, è diventato il simbolo della resistenza all’autoritarismo del presidente Donald Trump che ha mandato prima la Guardia nazionale e poi i Marines per soffocare le manifestazioni di protesta a Los Angeles contro le retate dell’amministrazione Usa contro i migranti irregolari. Per Le Monde, «se l’America Democratica cerca un leader per la resistenza, Gavin Newsom è il candidato ideale».
Martedì 10 giugno, mentre la sindaca di Los Angeles Karen Bass dichiarava il coprifuoco nel tentativo di mantenere l’ordine pubblico, il governatore della California si è rivolto ai suoi elettori «con tono da statista». «Il momento che temevamo è arrivato», ha detto. «La democrazia è sotto attacco davanti ai nostri occhi». E ha risposto al presidente Trump sul suo stesso terreno: i social media. Newsom, come tutti i politici locali, sente molto forte la temperatura dell’elettorato. E così un anno fa non soloha ordinato lo smantellamento delle tendopoli di senza tettoma è anche andato di persona ad avviare le demolizioni, nonostante la California sia lo Stato più tollerante nei confronti degli homeless, perché l’elettorato progressista aveva cominciato a dare segni di intolleranza verso il degrado cittadino.
«I municipi sono luoghi ovvii per trovare manager capaci — scrive l’Economist —. I demagoghi si alzano facendo promesse; i sindaci rimangono al potere mantenendoli». Per poter essere rieletti i primi cittadini devono offrire soluzioni concrete e soprattutto metterle in pratica. Secondo uno studio della Bocconi del 2023, firmato da Luca Bellodi , Massimo Morelli , Mattia Vannoni — «Un impegno costoso: populismo, performance economica e qualità della burocrazia» — l’elezione di un sindaco populista ha effetti significativi sulla performance economica. «I sindaci populisti ottengono risultati peggiori nel rimborso dei debiti accumulati nel corso degli anni — scrivono — mentre aumenta la quota di contratti con sforamenti di spesa. L’effetto è ancora maggiore per i comuni più piccoli, dove i sindaci godono di una significativa autonomia esecutiva». È dunque per questo che secondo diversi osservatori i sindaci di centrosinistra vengono ripescati dalla politica nazionale nei momenti di crisi.
Non sempre il risultato finale è vincente. «Olaf Scholz sarà ricordato con più affetto per i suoi sette anni come sindaco di Amburgo che per i suoi tre come cancelliere tedesco — scrive il settimanale britannico —. Anne Hidalgo, ora al suo secondo decennio come sindaco di Parigi, ha gestito un ridicolo 1,8% dei voti nella sua candidatura per la presidenza francese nel 2022, dietro non meno di altri nove candidati». Ci sono anche le eccezioni che confermano la regola. L’attuale primo ministro belga, Bart De Wever, nazionalista fiammingo leader dell’Alliance New Flemish (N-Va), è stato sindaco di Anversa dal 1º gennaio 2013 al 3 febbraio 2025. Un impegno che lo ha portato a posizioni politiche più moderate rispetto al passato e che gli hanno consentito di arrivare al governo.