di Marco Marini, studioso di geopolitica mediorientale
Qualche tempo fa il responsabile di questa testata mi chiese di scrivere due righe sulla guerra a Gaza. Non lo feci un po’ per problemi personali e un po’ per la delicatezza dell’argomento che non mi avrebbe permesso di essere equilibrato, come richiede lo spirito del giornale. Ma difronte all’evolversi tragico della vicenda iniziata il 7 ottobre 2023 con l’attacco di Hamas contro Israele, non potevo esimermi da esprimere
il mio pensiero. Innanzitutto siamo stanchi di osservare gli attori di questa situazione che sembrano aver perso il senso umano della realtà, questo non vale solo per Netanyahu o Hamas o Khamanei , ma sopratutto per i comprimari di questa “recita”, perdonate il termine. Europa, Stati Uniti e alcuni paesi Arabi. Mi é stato rimproverato di parlare spesso di questo lembo di terra in termini guerreschi. E’ vero, ma
dai racconti biblici ad oggi non si é sentito parlare d’altro. Nella Bibbia si parla del “Dio degli Eserciti” o della distruzione di Gerico e si arriva fino alle varie guerre del Golfo di fine ‘900. Poi la stanchezza si trasforma in nausea quando ripetiamo le stesse cosa da anni, vi invito a rivedere se vi fa piacere i vari articoli su Vicino e Medio Oriente inseriti in questa testata dal settembre 2021. Ho letto l’appello dell’ OFS
d’Italia inserito nelle nostre pagine e quindi bisogna lasciar perdere gli indugi e dire come la pensiamo su ciò che sta accadendo da quelle… anzi no da queste parti visto che il Mediterraneo é poco più che una bacinella d’acqua in questo mondo. Allora ci si può schierare e in queste circostanze ci si deve schierare ma non a favore del Governo di Netanyahu o di Hamas, ma per le vittime innocenti sopratutto bambini e
vecchi e tutte le persone indifese che vivono in quest’area. Di Netanyahu sappiamo che la Corte Suprema israeliana attende di processarlo per vari reati oltre all’accusa di corruzione. Qualche cinico osservatore ritiene che il primo ministro stia allungando la guerra a Gaza anche per sfuggire al giudizio della propria
gente. Di Hamas, forse più deleterio per i palestinesi stessi che per gli avversari israeliani, sarebbe facile definirli GRUPPO TERRORISTICO visto che Israele adotta, a mio avviso, gli stessi metodi. Il movimento é vero che sta perdendo consensi tra la stessa popolazione e l’attacco del 7 ottobre 2023 contro
Israele è, sempre secondo il mio parere, una mossa politica e militare calcolata , le cui conseguenze sono sotto gli occhi del mondo. L’odio verso Israele é aumentato e l’antisemitismo verso gli ebrei ricomincia a farsi sentire, ammesso e non concesso che si sia mai sopito. Hamas ha i suoi nemici anche all’interno di
quella parte della Palestina che risiede in CISGIORDANIA, ricordo, come scritto tempo fa, che nel 2006 alle elezioni per il Parlamento Unico della Palestina, si verificarono degli assassini verso esponenti politici di ambo le parti perpetrati proprio dai palestinesi. In questo lembo di terra importante per le tre
religioni monoteistiche più importanti al mondo, si vuole colpire proprio quella parte della popolazione più debole, i bambini. Si badi bene anche Israele ha visto come vittime i propri bambini, come nella strage di una scuola elementare a Ma’alot nel 1968 o le piccole vittime del 07/10/2023, questo rafforza il senso di frustrazione e permettetemelo, vittimismo di Israele che pensa solo alla vendetta (70 volte 7, biblico)
ma non sento parole di pace o prospettive in tal senso nell’immediato futuro. Gli israeliani dicono “mi proteggi o mi vendichi allora mi stai bene”, anche se questo non porta tranquillità e pace a quella gente.
Sembrerebbe ci sia da parte di questi attori, quasi la volontà di colpire ciò che é più caro nella cultura e nei sentimenti dei due popoli, sembra una visione, mi ripeto, cinica della realtà, colpire dove fa più male.
A Gaza il più grande “carcere del mondo”, la popolazione palestinese come in altre nazioni del cosiddetto terzo mondo si fanno figli perché rappresentano il futuro e la speranza di questa povera gente. Dall’altra parte Israele, vive una condizione simile ad altri paesi del mondo occidentale, si fanno pochi figli e un numero di vittime, anche se esiguo rispetto ai palestinesi, crea molti “problemi”. Mi permetto di
evidenziare un altro aspetto di questa vicenda che va avanti da 77 anni, quando si cerca di far parlare esponenti ebrei o israeliani che vogliono la pace, questi o non li si fa parlare, come é successo a Cagliari con lo scrittore David Grossman, che tra l’altro ha pero un figlio in Libano nel 1982, o Anna Foa, tra parentesi nipote del professor Michele Giua docente di chimica prima presso l’Università di Sassari e
successivamente al Politecnico di Torino, solo perché cerca di mantenere viva la cultura dell’ebraismo non solo italiano ma anche europeo. O Noam Chomsky, docente di linguistica al M.I.T. molto critico verso la politica estera degli U.S.A. E nei confronti di Israele. O quando in un circolo culturale di Cagliari citai Moni Ovadia, ebreo mitteleuropeo che vive in Italia, attore, scrittore e regista, anche egli
critico verso Israele, mi si disse che lui non era ebreo, solo perché esprimeva il dissenso verso la politica di Israele, e al sottoscritto vennero attribuiti pensieri di antisemitismo, nonostante abbia tenuto incontri nelle scuole o in qualche comune vicino a Cagliari sul tema della Shoah e sull’antisemitismo. Nessun vittimismo da parte mia, ma questo é il clima che si respira. Mi domando dove sono i movimenti pacifisti
in Israele, Peace Now (Shalom Achav, Pace Ora) che scendevano in piazza e hanno costretto Menachem Begin, terrorista dell’Irgun, gruppo terroristico ebraico del 1948 e poi primo ministro a firmare la pace con Egitto, accordi di Camp David nel 1978. Oggi vedo la gente che protesta contro l’attuale primo ministro mi sembra, solo per far liberare gli ostaggi ancora in mano ad Hamas, o almeno a farsi restituire i corpi
delle vittime del 07/10/23. Per carità tutto lecito, ma In questa area forse è troppo poco. Si parla di genocidio sia da parte degli avversari di Israele che dei suoi detrattori, ma la Shoah é stata un’operazione organizzata a livello europeo con la collaborazione di molti governi, e perché i vari movimenti di liberazione palestinesi si sono sempre potuti difendere o attaccare lo stato di Israele, e ripeto Hamas ha scientemente sfidato lo stato Sionista conoscendo bene a quali conseguenze si sarebbe arrivati. Ricordo
che proprio Hamas é stata “favorita” da Israele per minare la credibilità di quella parte di palestinesi che faceva riferimento a Arafat. La cui organizzazione é stata accusata di corruzione non solo dall’occidente ma anche dagli stessi palestinesi in Cisgiordania. Mentre Hamas, magari facendo contrabbando con i vicini, Egitto sopratutto ha costruito scuole, ospedali ed una televisione. Di queste opere non ne rimane in
piedi granchè. A parte il fatto che i vari movimenti palestinesi di cui sopra si sono sfidati indebolendo una unità che politicamente oggi avrebbe il suo peso. Come abbiamo scritto in questi anni, Israele con l’apertura di vari fronti , Libano del Sud, Gaza, Siria, vuole colpire il principale nemico dell’area. Ho detto AREA e non solo Israele cioè l’IRAN. E lo sta attuando per fare un “favore” ad un altro attore “occulto”,
ma neanche troppo, L’Arabia Saudita. Gli sciiti, considerati eretici dalla maggioranza sunnita dell’Islam, sono presenti in Libano del Sud, in Iraq, in Siria, e in Iran. Il Khomeinismo che dura dal 1979 ha fatto e fa paura sopratutto all’Arabia Saudita terra del Profeta Muhammad (Maometto). Non per nulla l’Iraq armato
dall’occidente ha svolto una guerra dal 1980 al 1988, contro l’Iran di Khomeini . Si badi bene che Saddam Hussein leader iracheno dopo questa guerra ha chiesto il conto a molti paesi arabi alcuni dei quali si sono rifiutati di “aiutarlo”, tra i quali il Kuwait. Ops ! cosa é successo proprio nel 1988, l’Iraq si é annesso il Kuwait e i suoi giacimenti di petrolio. Allora il democratico Occidente si é inventato che Saddam Hussein
aveva strumenti di distruzione di massa una falsità dimostrata dalla storia ed é intervenuto. Tanto é che Saddam ha finito i suoi giorni sul capestro. Così come é successo a Gheddafi in Libia, altro amico dell’occidente, o a Assad in Siria, anche se questo ultimo é ancora vivo. Mi sembra che anche in questa occasione si accusi l’IRAN di minacce poco credibili da parte dell’occidente. Il Presidente dell AIEA ha
dichiarato di non aver mai affermato che l’Iran stesse producendo la bomba atomica. Valerio Rossi Albertini, fisico e divulgatore scientifico del CNR ha spiegato che il processo di arricchimento dell’uranio 235, non é facile da realizzare, ma lungo e con attrezzature che forse l’IRAN non ha. Basta questo per organizzare una guerra tra occidente e Iran ? Tornando a Israele, questa nazione ha, da tempo, sviluppato
attacchi cibernetici contro le centrali nucleari iraniane. Centrali costruite dallo Shah Rezha Palhavi non da Khomeini. E’ vero che l’Iran ha disdetto gli accordi internazionali sul nucleare, creando preoccupazione all’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) e negli Stati Uniti, ma é pur vero che i paesi
arabi sanno benissimo che il petrolio sta per finire e non potrà essere usato come merce di scambio nelle economie mondiali. Quindi cercano alternative energetiche. E mi si permetta un’altra osservazione, paesi come India, Sud Africa, Pakistan e tutti gli altri paesi occidentali hanno un deterrente nucleare, compreso Israele. Così come la Russia la Cina e la Corea del Nord. Ora se volessi adoperare una bomba atomica non
la produrrei da solo ma la chiederei a qualche “amico”. Attenzione le bombe moderne non sono come quelle lanciate sopra Nagasaki o Hiroshima, é vero che possono pesare sa 4 o 6 tonnellate ma anche da 23 Kg. (cosiddetta a zaino). Con questo non giustifico l’Iran che non segue le regole delle organizzazioni internazionali, che tra parentesi non sono per nulla indipendenti, ma da qui a farsi una bomba casalinga il
passo non é breve. E comunque l’Iran é sempre sotto stretta sorveglianza da parte del mondo. Viene dipinto come IL MALE perchè obbliga le donne a uscire col Burka o l’Hijab o il Chador. Sarà, la morte di Masha Ahmini ha dimostrato che il regime usa ancora un sistema teocratico (la polizia morale) che limita delle libertà, che sarebbe impensabili applicare in occidente. Ma cosa sappiamo di questo MALE? A
Cagliari vivono studenti iraniani alcuni ben integrati nel nostro contesto sociale, molti professionisti in campo medico, se si parla con loro si capisce che ai giovani iraniani non interessa particolarmente il dettame delle regole islamiche, a cui vivendo lì, si devono adeguare. Quello che interessa loro a quanto ne sappiamo é poter lasciare le proprie case e farsi una famiglia propria senza dover dipendere economicamente dalla proprie famiglie d’origine. Non mi sembra tanto rivoluzionario o islamico. Non lo
possono fare perché questa nazione come tante altre nel mondo subiscono le sanzioni da parte dei GIUSTI nel mondo, sopratutto degli occidentali, democratici e spaventati da un integralismo che é presente anche in Europa da parte di certe frange estreme deluse da un mondo, occidentale appunto, e che vedono nelle
loro radici islamiche un significato alla loro vita. Poi non tutti si radicalizzano. Ma chi vive nelle periferie di Parigi o in Belgio non accettano serenamente la loro occidentalizzazione. Poi permettetemi un’altra riflessione già evidenziata un un altro scritto, abbiamo riconsegnato ai talebani, che vuol dire studenti,
l’Afganistan, con le loro regole tribali secolari. Quindi come risultato del nostro intervento “democratico” cosa abbiamo ottenuto? Giudicate voi. Lo stesso vale per il centro Africa nella zona Sahariana dove l’ex Colonizzatrice Francia ha abbandonato nazioni come Mali, Niger etc ai regimi totalitari islamici.
Attenzione l’ISIS (Stato Islamico di Siria e Iraq) non é stato sconfitto. E poi cosa vogliamo insegnare noi occidentali in tema di libertà individuali o della condizione femminile, femminicidi, uxoricidi e infanticidi. La nausea continua quando i telegiornali elencano statisticamente il numero delle vittime a Gaza come in Israele o in Iran, dove imperversano gli esperti di strategie di guerra felici di essere
intervistati, che parlano di queste guerre come se stessero spiegando le regole del RISIKO. O quelli come Antonio Caprarica ex inviato RAI in Gran Bretagna che spiegava quali sono stati i risultati dell’intervento occidentale in nord Africa e nel vicino oriente, lasciando il caos in quelle zone e accusato da Mario Sechi, ex direttore AGI (Agenzia Giornalistica Italiana) ex Capo Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio
(Meloni) ed attualmente direttore responsabile del quotidiano Libero, di fare ragionamenti che hanno portato alla ascesa del nazismo perchè non si é intervenuti in tempo per fermare le dittature. Quindi secondo lui noi democratici occidentali dobbiamo far fuori i dittatori comunque. Ma questo a favore di chi? Dei popoli che vivono queste dittature o a favore nostro che non facciamo dei buoni affari in queste
zone ? Trump ha agito come nessun presidente degli Stati Uniti ha mai fatto prima. Ne Reagan ne Bush padre e figlio che non erano certo delle colombe, ma in genere i Repubblicani si sono interessati più di politica interna che estera e in genere facevano finire le guerre iniziate magari dai Democratici U.S.A. Una su tutte Il Vietnam iniziato da Kennedy (democratico) e finita con Nixon (repubblicano). Dopo l’attacco di Trump all’Iran si tira un sospiro di sollievo perchè le centrali nucleari iraniane non hanno rilasciato prodotti radioattivi. Meno male vero? Nessuno dice che il mondo non era d’accordo su questo intervento ed anche nel governo U.S.A. Qualcuno era contrario, vedasi le dichiarazioni di Vance vicepresidente che auspicava di non essere coinvolti in questa guerra. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna già dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023 con i loro mezzi navali schierati nel Mediterraneo e nel Golfo Persico hanno cercato di intercettare i missili che provenivano dallo Yemen (Huthi, gruppo armato sciita sostenuto dall’Iran) o dal Libano meridionale (hezbollah, altro gruppo sciita). Di fatto quindi l’occidente è già intervenuto in questo conflitto. Mi sfugge lo scopo di tutto questo, l’ho ammetto, anche perchè al BRIC (raggruppamento economico dei paesi emergenti Brasile, Russia, India e Cina si è aggiunto nel 2024 il Sudafrica (ora si chiama BRICS), Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, lo stesso Iran e l’Indonesia. Quindi l’asse economico mondiale si è spostato verso l’Asia. Alcune note, l’India è il paese più popolato al mondo, anche più della Cina e l’Indonesia è il paese più islamico al mondo con oltre 600 milioni di fedeli ad Allah e Maometto. Cioè quasi quanto U.S.A. ed Europa messi insieme. Mi hanno riferito e devo verificare un’affermazione di un politico italiano che avrebbe detto che non si può discutere di un qualcosa che non esiste, riferito alla Palestina. Ma allora le decisioni dell’ONU del 1948 non contano ? Ma c’é un altro punto che abbiamo evidenziato più volte. Alla fine della Prima Guerra Mondiale allo smantellamento dell’Impero Ottomano si pensava ad uno Stato Ebraico ed uno Palestinese nel vicino Oriente. Ma nessuno ricorda che si era deciso di creare una Patria anche per i Curdi presenti ora in Turchia, Iran, Iraq, Siria, Armenia, Azerbaigian, e Afghanistan quindi sul più grande giacimento petrolifero del mondo. Pensate che otterranno mai la loro indipendenza stabilita più di un secolo fa? Diceva Willy Brandt, cancelliere della Germania Ovest, “ Finché esiste la fame, la pace non può prevalere”. Allora non voglio che qualcuno decida per me in queste circostanze così tragiche e violente. San Francesco si fece “pellegrino in Terra Santa per offrire pace in luogo della spada “. Meditiamo Gente, meditiamo.