Il racconto del Cagliari: presentazione di Fabio Pisacane e Guido Angelozzi. Non chiediamoci cosa può fare il Cagliari per noi, ma noi per il Cagliari

Mister Fabio Pisacane con il nuovo ds Angelozzi

di Daniele Madau

In estate, come ogni noir o giallo che si rispetti, riprende il racconto del Cagliari. Tra i ricordi d’infanzia, c’è anche quello del ‘calcio d’estate’ o ‘calcio d’agosto’, fatto di foto in bianco e nero della Gazzetta o del Corriere, o di quelle a colori del Guerin, che raccontavano di ritiri in lontane località di montagna, amichevoli con squadre sconosciute- dal punteggio tennistico – e sogni di nuovi acquisti. Non c’erano partite in tv – men che meno mondiali per club – e, per una qualche partita ufficiale, si rimandava alla Coppa Italia di fine agosto. Il calcio, allora, era il lato lieto di fine estate, perché quello brutto era legato al rientro a scuola e alla fine delle vacanze.

Oggi le vacanze finiscono presto e, in casa rossoblù, è già tempo di nuova stagione e nuovi volti. Oggi sono stati presentati quello giovane del nuovo mister Fabio Pisacane ( e se Ranieri, per noi, era mister and commander, e Nicola re David, per il nuovo allenatore sembra facile un rimando ai valori risorgimentali) e quello, più anziano (sarà un simpatico tormentone della conferenza stampa la sua età) del nuovo direttore sportivo Guido Angelozzi (per la precisione, 70 anni biologici ma 45 sentiti. Parole sue).

Nell’affollata conferenza stampa, al chiuso del ventre della balena dell’Unipol Domus- in tenuta stagna da pompa di calore – emrgono subito alcuni concetti chiari: il valore, la storia e il prestigio del Cagliari che, apice delle carriere dei protagonisti, deve avere il primo posto ed essere il fine del lavoro di tutti. Tanto che, a un tratto, Fabio Pisacane si esprime così: ‘Non deve essere il Cagliari al mio servizio, ma io a servizio del Cagliari’. Come non pensare, allora, alla celebre frase di Kennedy? E, così, il titolo dell’articolo è stato subito trovato.

Da un punto di vista più tecnico, invece, è stato interessante l’excursus sul sistema di gioco, sul modulo e sui giocatori: ‘Vorrei aggressività e coraggio in fase di non possesso, l’unica in cui ha ancora un senso parlare di modulo’. Per le altre fasi, invece, ‘collaborazione tra i reparti’ e, addirittura, ‘calcio relazionale’, di spallettiana memoria.

Per quanto riguarda i giocatori, Prati e Gaetano verranno sostenuti nella ricerca del ruolo più adatto per dare il meglio.

Sembra, allora, che il Cagliari voglia proseguire nella ricerca di un gioco aggressivo, di conquista del campo e dello spazio che, non presente nella strategia di Ranieri, da Nicola era stato prospettato ma poco realizzato.
Per far questo, l’ossatura della squadra – forte degli ultimi riscatti di Gaetano, Caprile e Piccoli – è valida e sarà tutelata, ‘a meno di offerte particolari’ , puntualizza Angelozzi, e sarà rinforzata con acquisti mirati.

Si racconta di una presidenza presente, prodiga e vogliosa di far crescere la società, e di una campagna abbonamenti a gonfie vele. Merito della scelta di Pisacane, giovane allenatore ma, nella postura e nel modo di esprimersi, hombre vertical alla Riva: proprio davanti a Nicola – figlio del bomber – che siede in prima fila.

Insomma, si respira ottimismo, anche se invoca lei, la sempre desiderata salvezza.

Del resto, l’estate è la stagione delle passioni, della stelle cadenti e dei desideri, dei sogni. E i nostri si colorano di rossoblù, ancora una volta.

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