di Tonino Secchi
In occasione della commemorazione dell’eccidio di S.Anna di Stazzema, riceviamo e volentieri pubblichiamo
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella , ha rilasciato la seguente dichiarazione il giorno 12 Agosto 2025, a 81 anni dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema per mano delle forze armate tedesche che ancora occupavano il nord Italia nonostante lo sbarco degli alleati in Sicilia e ormai il loro controllo del sud e del centro del nostro Paese. Cosa era accaduto in questo borgo dell’alta Versilia, in Toscana, con una vista impressionante, a 600 metri sul livello del mare, che consentiva di intravedere all’orizzonte l’isola della Corsica?
“ Il 12 agosto del 1944 si compì a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema un eccidio tra i più sanguinosi ed efferati della Seconda Guerra Mondiale.
Oltre 500 persone- donne,anziani, sfollati, tanti bambini- vennero trucidate senza alcuna pietà e molti dei loro corpi accatastati e bruciati. Uno spaventoso calvario, divenuto simbolo degli orrori delle guerre, della logica di annientamento dei nazisti, delle disonorevoli ed esecrabili complicità fasciste. La Repubblica riconosce in questo luogo di martirio, in questo sacrario civile, una delle sue più profonde radici. Dall’abisso del dolore e della sofferenza la comunità di Stazzema e ,con essa, l’Italia intera, hanno trovato le forze per riscattare la disumanità degli oppressori, per edificare su basi nuove la dignità delle persone, la libertà per tutti, la democrazia, la pace.
La memoria è la condizione che tiene unite le generazioni nel progredire dell’identità di un popolo, tiene vigili le coscienze perché violenza, odio, volontà di dominio non abbiano a prevalere. Oggi le guerre tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta. L’eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro l’uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto fra eguali. La centralità della persona umana e il valore della comunità in cui vive sono il lascito esigente di chi ha vissuto gli orrori e lavora per ricostruire”. Alla cerimonia di memoria a Stazzema non era presente nessun rappresentante del Governo( perché?) mentre fu Sandro Pertini il primo Presidente della Repubblica a parteciparvi negli anni ‘80 per confermare che il sangue versato durante la resistenza al nazifascismo era il caposaldo della nostra Costituzione repubblicana che prese vita nel 1948. Dunque anche le 560 vittime fucilate a Stazzema, di cui 130 bambini, hanno aggiunto innocentemente un mattone alla ricostruzione della nostra libertà e della nuova democrazia. Un grande giurista e Padre costituente ci ha lasciato queste parole che si rivelano molto attuali: “ Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. Ancora più commovente è il discorso che Aldo Moro tenne all’Università di Bari nel 1975 per il trentennale della Resistenza: “Cari giovani, non dimenticate i morti e la ragione per la quale morirono; non volgete loro le spalle; non scrollatevi di dosso la sanguinante epopea del riscatto e della redenzione nazionale.
Se è vero che ovunque c’è un uomo, là c’è il principio di una comunità; se è vero che dappertutto è la vostra patria, che vi sentite e siete cittadini del mondo; se è vero che il dolore vissuto, ovunque c’è ingiustizia e oppressione, è il vostro dolore, non dimenticate ciò che qui, in questo angolo del mondo, è stato pensato, sperato, fatto, sofferto in nome della libertà. Prendete allora nelle vostre mani il destino del nostro Paese. Fate vostra la storia nazionale. Inseritevi in quel processo che non è indegno di voi, perché è il difficile, agitato, contraddittorio, ma alla fine, creativo processo che vi ha fatto essere quali siete.” Chi scrive è della classe 1947, precisamente l’anno dei lavori della Costituente e i figli e le figlie sono nati tra gli anni ‘75 e ‘90. La mia generazione ha evitato per un soffio il disastro della seconda guerra mondiale durante la quale mio zio Celestino moriva disperso nelle steppe gelate della Russia , mio padre cadeva prigioniero degli Inglesi in Africa mentre mia madre imparava all’Ospedale di Bari il mestiere di ostetrica quando cadevano le bombe degli alleati e rovinavano interi pezzi degli edifici ospedalieri. Faccio parte della prima generazione che non ha conosciuto la guerra in Europa e che sente la responsabilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni. Papa Francesco, prendendo spunto dal libro di Gioele, incoraggiava gli anziani ad essere garanti della memoria e generativi nel consegnare questo testimone ai giovani perché “i vecchi faranno sogni e i giovani avranno visioni”. Ecco dunque il senso delle ricorrenze e delle memorie della nostra storia che si trasformano in lettere alle nuove generazioni perché si ricordino che la libertà, la democrazia e la pace non sono suggestioni di un momento ma al contrario rappresentano valori che meritano di essere custoditi “con amore” in ogni stagione della nostra vita. Tanto più oggi “quando il mondo dorme” mentre si svolgono storie dolorose e disumane in Palestina, in Ucraina e in Africa, nella tomba per migranti del Mediterraneo e a Roma un milione di giovani si presenta al mondo nella veste di missionari di pace. Buon cammino : il mondo ha bisogno di voi proprio adesso perché vi consegna in eredità ogni sorta di Intelligenza Artificiale unitamente ad una lista interminabile di Stupidità Umane che si chiamano guerre e distruzioni inflitte alla Madre Terra. Ricordatevi la raccomandazione di Papa Francesco : Non fatevi rubare la speranza, fate chiasso, fatevi sentire, abbiate il coraggio di essere controcorrente!