Il racconto del Cagliari: la meglio gioventù.

di Daniele Madau

Unipol Domus, 13 settembre 2025 ore 15.00, Serie A III giornata/ Cagliari- Parma: 2-0 (33′ Mina; 77 Felici)

CAGLIARI (4-3-1-2): Caprile; Zappa (54′ Palestra), Mina, Luperto, Obert; Adopo, Prati, Folorunsho (87′ Ze Pedro); Gaetano (54′ Deiola); Belotti (72′ Borrelli), S. Esposito (72′ Felici). All. Pisacane

PARMA (3-5-2): Suzuki; Delprato, Circati, Ndiaye; Lovik (62′ Almquist), Ordonez (46′ Oristanio), Bernabé (79′ Estevez), Sorensen (84′ Keita), Valeri; Cutrone (84′ Djuric), Pellegrino. All. Cuesta

Arbitro: F. Fourneau

Spettatori: 16078

L’Italia forse non è un Paese per giovani ma oggi, in questo splendido pomeriggio di sole, si sfidano due allenatori alla prima esperienza di A, giovanissimi, meno di 70 anni in due: ci aspettiamo arroganza, sfacciataggine, un po’ di fantasia e divertimento.

I tifosi rossoblù farebbero a meno, invece, dei patemi d’animo, come quello sentito al 9′: Mina si fa anticipare al limite dell’area e lascia passare Pellegrino, ma Caprile ferma prima lui, poi Cutrone.

Mister Pisacane deve votare la squadra all’eroismo: lo condanna il nome, che rimanda a Carlo Pisacane- eroe risorgimentale- e il pensiero di un campionato di lotta, fino all’ultimo secondo.

E così, dopo lo spavento iniziale, il Cagliari è corto e aggressivo, con un 4 3 1 2 che spesso diventa 4 3 3 o 4 2 3 1.

Il Parma- però- esercita una forza uguale e contraria, così che i primi 25 minuti sono equilibrati e a tratti contratti, come da vecchia scuola italiana: altro che giovane fantasia…

Al 29′, dopo la pausa rinfrescante, Cutrone affonda di nuovo e, con Caprile, concede il bis dell’azione del 9′.

Il primo tentativo del Cagliari è al 32′, con Gaetano, ma meriterebbe solo l’annotazione, se non fosse il preludio a un doppio cross di Obert dalla sinistra, sul secondo del quale Belotti costringe Suzuki alla respinta: questa diventa un assist per la testa di Mina che prima segna, poi si lascia andare a uno sfrenato, e inaspettato, ballo: eccola, quella gioia giovane, che coinvolge anche i leaders più maturi…

Finisce il primo tempo, sempre in equilibrio, come un mare calmo e un cielo sereno, con il fulmine – di Mina- su quel cielo sereno.

Il secondo tempo inizia come il primo, con un grande intervento di Caprile e con un tentativo di Gaetano.  Entrambi, tra i migliori.

Entra Deiola -alla 200ma gara- e, nonostante la prova positiva di Gaetano, forse i rossoblù guadagnano in equilibrio: Belotti, lanciato sulla destra, impegna Suzuki.

Si entra nella fase finale, piena di nomi di speranza e futuro, di giovani: Bernabé prova il tiro a rientrare ( o ‘tiro a giro’), Caprile – con due grandi interventi- si guadagna il titolo di migliore in campo, Oristanio coglie la traversa.

La meglio gioventù,  però, arriva ora: Palestra, subentrato, parte in fuga e supera ogni ostacolo, Adopo riceve sulla fascia e Felici spinge in rete dopo la carambola sul palo.Esplode,poi, tutta la gioia, bella e contagiosa.

E così,  dopo i fratelli Coen e dopo Pasolini, il Cagliari festeggia la sua ‘meglio gioventù ‘

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