di Daniele Madau
Coloro che hanno vissuto nel periodo che noi denominiamo ‘Medioevo’, non sapevano di farne parte: il termine Medioevo, infatti, fu coniato nel Rinascimento, a indicare un’effettiva rinascita e un ripristino dei valori dell’età classica, contro la decadenza di un’età di mezzo.
Non dovremmo mai disprezzare di guardare alla storia, come maestra di vita, per capire meglio noi stessi e i nostri tempi. Infatti , purtroppo, sembrano essere tornati modi di vivere, di pensare, di rapportarsi all’umanità tipici del Medioevo, con la speranza, però, di poter riflettere su di essi e averne cognizione, al contrario di coloro che, tradizionalmente, vissero dal 476 al 1492 d.C.
Pensiamo al sapere: il sapere medievale era di tipo enciclopedico chiuso, nel senso di un sistema, denominato tolemaico-aristotelico-tomistico (dagli studiosi Tolomeo, Aristotele e Tommaso d’Aquino), che doveva spiegare tutto e godeva di un’autorità indiscussa e indiscutibile (il cosiddetto ipse dixit, lui stesso l’ha detto, riferito ad Aristotele).
Ora, anche il nostro sapere è enciclopedico: abbiamo accesso a banche dati ed enciclopedie digitali che ci garantiscono milioni di informazioni, ma il nostro modo di esercitare questo sapere sembra chiuso, perché non accompagnato dall’esercizio del nostro pensiero.
Il nostro pensiero, la nostra elaborazione critica, la nostra capacità di giudizio, sono la parte più preziosa di noi, è cioè che ha permesso di cambiare considerazione nei confronti dell’uomo e di passare, così, dal Medioevo all’Umanesimo, dal trattato De contemptu mundi di Innocenzo III del 1195 (‘Sul disprezzo del mondo’) all’orazione De dignitate hominis del 1486 di Giovanni Pico della Mirandola (‘Sulla dignità dell’uomo’).
L’uomo dell’umanesimo era un uomo eretto, perfettamente proporzionato, con lo sguardo verso le verità del cielo, anche quelle nascoste, per scoprirle, indagarle e riprodurle grazie al pensiero e all’arte. L’uomo medievale era bidimensionale, senza le proporzioni, chiuso in una società che non prevedeva mobilità sociale.
L’uomo moderno ha lo sguardo in basso, conosce la profondità digitale per sfruttarla al massimo ed averne il profitto massimo – anche non lecito – ma non conosce la profondità del cuore, dell’animo, del cielo. Mitologicamente e simbolicamente, ha un corrispettivo nel serpente, l’animale del male, che striscia a terra, e non riesce a guardare il cielo. E’ insinuante, sibila verità false, menzogne, spacciandole per verità: per sconfiggerlo, è necessario un cuore puro, coraggioso, istruito, onesto.
Siamo circondati di verità false, in un ossimoro che ormai fa parte della nostra quotidianità, da cui dobbiamo difenderci. Se lo vogliamo, perché la decisione spetta a noi.
La classe politica, è un pessimo esempio. Si continuano a dare informazioni non corrette, come quelle sulla spesa sanitaria, minore degli anni precedenti. Ma, per restare all’attualità, riflettiamo sui giorni passati.
Roberto Vannacci scrisse: ‘rivendico a gran voce anche il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute ‘. Ora, comportandosi in maniera tale da dare l’impressione di sfruttare un evento drammatico come l’uccisione di Kirk, tutta la sua parte politica accusa i partiti all’opposizione di odio, denunciando un clima da anni di pimbo. Dimentichi, volontariamente, di foto con le armi in mano, di busti di Mussolini in casa, della riluttanza nel celebrare il 25 aprile. E dimentichi del messaggio stesso di Kirk, certamente antievangelico, nonostante l’approprazione indebita del definirsi seguaci di Gesù. Ma su una persona uccisa, vorrei fare silenzio, e riflettere.
Il centro-destra dimentica anche gli attacchi alla magistratura, continui, gli appelli a ‘blindare i confini’, il lessico infarcito di aggettivi come ‘infami, indegni, ecc…’. E’ frustrante. Possiamo fare un discorso analogo per l’opposizione? Certamente possiamo citare gli scontri di Milano, senza dimenticare -però- il quadro generale, di una grande mobilitazione di massa per i palestinesi. Certamente possiamo pensare agli attacchi personali a Giorgia Meloni, da parte di singoli individui.
Siamo a un livello diverso, però. Tuttavia, in generale, l’esempio della classe politica è pessimo.
Dobbiamo agire da soli, purtroppo, liberarci dalle sovrastrutture, quasi medievali, delle ideologie, ripensare alla nostra dignità, alla nostra libertà, alla nostra innata tensione alla conoscenza e al bene, alla verità. Questo è l’Umanesimo. Anzi, ne è una minima parte: l’Umanesimo è molto di più, e di tutto il resto qui non possiamo parlarne.
E l’orizzonte non dovrebbe neanche fermarsi all’Umanesimo, ma correre poi verso l’Illuminismo: ‘L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo ‘ (I.Kant)