Il tempo lungo dell’amore

di Daniele Madau

La rubrica ‘Occhiolino’ presenta articoli brevi e ammicanti come un occhiolino, per portarci sempre a riflettere, a volte con un sorriso, a volte con un pensiero profondo

Carlo, Camilla e papa Leone in preghiera nella Cappella Sistina

Era il 1534 quando, non avendo ottenuto da papa Clemente VII l’annullamento del suo matrimonio con Caterina d’Aragona, Enrico VIII – con l’Atto di supremazia – segnò la nascita della Chiesa anglicana, di cui i sovrani d’Inghilterra sarebbero stati a capo.

Dopo 490 anni, il 23 ottobre, un papa cattolico e un sovrano d’Inghilterra, capo di quella Chiesa anglicana, sono tornati a pregare insieme, sotto gli affreschi celesti ed eterni della Cappella Sistina.

In un periodo di guerre- reali, economiche, minacciate – è stato un evento di insperata speranza, un gesto di quelli che superano il tempo, di quelli che richiedono un’eternità per germogliare sotto la terra, e spuntano con una primizia che passa sotto silenzio, schiacciata dal frastuono delle bombe e delle violenze.

Cinquecento anni sono come un’eternità, uno di quei tempi lunghi della storia nati da interessi di parte (la necessità di divorziare di Enrico VIII), che poi interessano milioni di persone senza nome, volto, né storia, che diventano vittime di quegli interessi e quegli egoismi (Tommaso Moro fu martirizzato per non aver voluto abbandonare la Chiesa cattolica).

Ma davanti all’eternità della storia, c’è un’eternità più grande e vera, quella dell’amore, che pazientemente travalica i tempi. Eccolo qua, nelle preghiere di un papa e in quelle di una coppia nata da un tradimento, quello di Carla nei confronti di Diana: ma, sotto il dito di Dio che sfiora quello dell’uomo Adamo, tutto è perdonato, tutto è rinnovato, in una nuova alba del mondo che rinascerà ogni volta in cui si lasceranno le divisioni per ritrovarsi insieme.

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