Come da tradizione di ‘La Riflessione’, e come servizio ai lettori, trasmettiamo la diretta della conferenza stampa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Ringraziamo il ‘Corriere della Sera’ per il riassunto delle domande e delle risposte- poste in precedenza sino alle 13.30- che proponiamo di seguito:
- Durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno Giorgia Meloni risponde a 40 domande dei giornalisti
- Il focus è sui grandi temi internazionali e sulle ripercussioni per l’Italia: il blitz Usa in Venezuela e l’attesa liberazione di Alberto Trentini, i negoziati per risolvere la crisi ucraina, la tregua a Gaza, le rivolte in Iran e il Mercosur
- Fra i temi interni le spese per la Difesa, la legge elettorale, il referendum sulla giustizia e l’economia. «Sicurezza e crescita sono i due focus di questo anno» dice la premier Meloni
Il clima si scalda sull’Ilva, Putin e sulla casa dell’Eur
(Simone Canettieri) «Grazie per l’ottimismo». La prima battuta arriva dopo un’ora e passa con sedici domande alle spalle. Meloni risponde agli appunti che le arrivano su crescita assente, crisi industriali non risolte a partire dall’Ilva, salari fermi nel potere d’acquisto. Sono appunti che le arrivano dal Manifesto. La premier, al di là della battuta iniziale, poi risponderà nel merito dando la sua versione, certo. Salvo ammettere, proprio a proposito del polo siderurgico, che è uno dei dossier più complicati sul suo tavolo, nonostante l’impegno profuso. In seconda fila c’è Carlo Deodato, segretario generale di Palazzo Chigi che annuisce: sì l’Ilva è uno talloni di Achille dell’esecutivo e la premier alla fine lo fa quasi capire: soluzione complicata da trovare.
Finora si possono segnalare due frasi che caratterizzano questa Meloni 2026: «Non farò mai un favore a Putin in vita mia». E poi uno ben scandito «saremo implacabili» a proposito della ricerca della verità per le famiglie italiane dei ragazzi che hanno perso la vita e sono rimasti feriti in Svizzera la notte di Capodanno. Ma se per il Manifesto c’era stato una battuta, per il Domani arriva uno sfogo abbastanza plateale con braccia aperte per la gioia dei fotografi alla ricerca di facce e pose. La premier si infiamma sull’inchiesta che il quotidiano ha svolto sull’accatastamento della sua casa, poi sulla notizia che ha dato a proposito di un’indagine dei nostri servizi su Gaetano Caputi, capo di gabinetto di Palazzo Chigi. Meloni perde un po’ le staffe. Si difende sulla casa bollandola come una non notizia e su Caputi agita dubbi sulle fonti usate dal quotidiano. Ma andando oltre il merito, il dato è un altro: dopo due ore il clima si è scaldato.
13:22
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09 Gennaio
Meloni: io al Colle? Non voglio salire di livello, mi basta il mio
«Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento», cosa che «io vorrei fare». «Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo – aggiunge la premier- Se lo farò ancora» nella prossima legislatura «dipenderà dal voto degli italiani». Meloni ha spiegato di non ambire a «salire di livello». «Mi faccio bastare il livello mio», ha concluso.
13:16
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09 Gennaio
Meloni: in arrivo il nuovo Piano Casa
Il Piano Casa è «in dirittura d’arrivo» con l’obiettivo di «mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione 100mila nuovi appartamenti a prezzi calmierati ragionevolmente nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa intende occuparsi”» annuncia Meloni. «Il piano casa è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini che voglio ringraziare, ci lavoriamo da diverso tempo con la collaborazione del ministro Foti, ma anche con la collaborazione di molti pezzi dei corpi intermedi e della società civile – ha sottolineato – penso a Confindustria, ma non solo. C’è anche, per dire, una disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema, quindi penso che si possa lavorare insieme al sistema Italia e presentare un pacchetto molto articolato».
«E’ un progetto al quale io tengo moltissimo. Credo che ci arriveremo nelle prossime settimane» conclude Meloni.
13:10
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09 Gennaio
Lo scoop su casa Meloni
Alla una domanda del Domani sul caso del suo capo di
Gabinetto, Gaetano Caputi, la premier a sorpresa risponde così: «Mi sarei aspettata una domanda su un altro importante scoop, cioè sul fatto che avrei brigato con l’Agenzia delle Entrate per fare accatastare casa mia in una classe catastale diversa da quella che meriterebbe, avete presentato questa come una grande inchiesta e mi stupisce che non me ne chieda conto: probabilmente non lo fa perché non era una grande inchiesta». «Mi
perdoni – dice rivolta alla cronista – ma ho approfittato per rispondere a una delle tante menzogne e alle accuse infamanti che ho sentito raccontare sul mio conto in questi anni».
«Chiunque avesse voluto fare una velocissima, brevissima verifica si sarebbe reso conto che nel quartiere dove io abito fuori dal raccordo anulare non c’è nessuna casa accatastata a livello A8, dove ritenete che l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto accatastare casa mia e io avrei brigato per evitarlo. Non ce n’è neanche una e ce ne sono di più grandi della mia, in tutto il municipio ci sono due case accatastate A8 e una è la villa di un famoso calciatore coi campi da tennis dentro».
13:03
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09 Gennaio
«Crans-Montana non è una disgrazia, le famiglie non saranno sole»
Rispondendo a una domanda sulla tragedia di Crans Montana, la premier dice che «l’avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a
fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola non saranno lasciate sole». Su quanto accaduto la notte di Capodanno, Meloni ribadisce che «quello che è successo non è una disgrazia, è il risultato di troppe
persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili, responsabilità che devono essere individuate e perseguite».
«Quando accadono» tragedie come questa, «credo ci si debba sempre chiedere che cosa si può imparare e penso che, anche dialogando con l’opposizione, noi dovremmo ragionare della possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso degli scintillii che vengono messi nelle bottiglie per festeggiare perché è comunque un elemento che può essere di pericolosità» conclude Meloni.
12:48
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09 Gennaio
Meloni: sicurezza e crescita sono miei due focus per il 2026
«Sicurezza e crescita sono i miei due focus di questo anno» sintetizza Meloni, ricordando che comunque «ci sono questioni esogene» che è molto difficile da gestire, come il rallentamento della Germania.
«Guardo sempre con prudenza ai giudizi della agenzie rating – prosegue – anche se raccontano di uno stato di solidità economia italiana che deve farci piacere, ma pervalutare lo stato dell’economia reale il dato significativo è l’occupazione che presenta dati incoraggianti cosi come il potere di acquisto». Gli obiettivi del Governo, ha aggiunto sono «continuare a sostenere l’occupazione e lavorare per sostenere sui prezzi dell’energia» sui quali ci sarà il provvedimento «in uno dei prossimi consigli dei ministri» e «lavorare per sosetnere gli investimenti».
12:45
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09 Gennaio
Un nuovo provvedimento sulle baby gang
Meloni ha annunciato che il governo sta lavorando a un provvedimento per contrastare il fenomeno delle baby gang. La premier ricorda «il decreto Caivano» ( per cui «fummo accusati di arrestare i bimbi» dice) ma allo stesso tempo ammette che tale provvedimento «non basta perché il fenomeno dei maranza e delle gang giovanili continua a imperversare quindi stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico su questo tema che verrà presentato nei prossimi Cdm». I contenuti? «Quasi sempre questi atti di violenza sono commessi con armi da taglio più che da fuoco. Quindi penso vada vietato il porto con una aggravante nel caso di persone travisate o gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili. Va vietata la vendita anche online di armi da taglio e simili. Ci saranno sanzioni nei confronti dei genitori responsabili di questi minori».
12:39
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09 Gennaio
Meloni: magistratura a volte rende vano il lavoro del Parlamento
Tornando sul tema sicurezza, Meloni spiega: «Se vogliamo garantire sicurezza ai nostri cittadini occorre lavorare tutti nella stessa direzione. Lo deve fare il governo, le forze della polizia, e lo dovrebbe fare la magistratura che è fondamentale in questo disegno. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini può fare la differenza» spiega la Presidente del Consiglio. «Escluso quello del capotreno, per il quale rinnovo la mia totale solidarietà alla famiglia, ricordo il caso dell’imam di Torino o della una mamma ha ucciso il figlio di 9 anni, più volte denunciata dalle forze dell’ordine. Oppure ancora della persona mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi nella Terra dei fuochi, grazie ai provvedimenti del governo, e dopo poche ore è stato rimesso in libertà. Posso fare decine di questi esempi. Quando questo accade, non è solamente vano il lavoro del Parlamento, ma soprattutto quello delle forze dell’ordine», conclude Meloni.
12:28
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09 Gennaio
Meloni punzecchia Vannacci sull’Ucraina
(Simone Canettieri) Salvini su, Vannacci giù. Meloni sa che le domande si incuneano nei rapporti dentro la maggioranza quando c’è di mezzo la politica estera. Meglio: la guerra in Ucraina. Meglio ancora: i rapporti con la Russia di Putin. E allora difende dalla critiche di filoputinismo il segretario della Lega, mentre mazzola senza citarlo l’europarlamentare che, tra le altre cose, è anche vice di Salvini. «Mi colpiscono che certe critiche e certi auspici vengano da un ex generale». Roberto Vannacci da giorni si augura che il decreto Ucraina 2026 non passi in Parlamento, che venga bocciato, abbattuto. Ecco perché da settimane è alle prese con dei carotaggi dentro e fuori la Lega alla ricerca di disertori del decreto. E’ la prima volta che Meloni attacca, o meglio punzecchia, Vannacci. Una mezza medaglia per l’ex generale alla ricerca di costante visibilità. Dopo un’ora di conferenza stampa Meloni non solo ha difeso Salvini dalle malizie dei cronisti sulla guerra in Ucraina e i rapporti con Putin, lo ha anche ringraziato per il lavoro sul Piano casa che verrà.
12:27
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09 Gennaio
«Macron ha ragione, è momento che anche Ue parli con Russia»
L’invio dei soldati italiani in Ucraina? «Ad oggi io non lo considero necessario» dice Meloni. «Anche perché quante sono le truppe che noi dovremmo mandare in Ucraina per essere efficaci sul piano della deterrenza, a fronte di un esercito che ha un circa un milione e mezzo di persone in Russia?» si chiede.
Per quello che riguarda la Russia nel G8 e il contatto con Putin, «Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti dell’Italia come Macron l’ha fatta, per esempio, sui rapporti con l’Europa. Penso che Macron abbia ragione su questo. Io credo che sia arrivato il momento in cui anche l’Europa parli con la Russia, perché se l’Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni parlando solo con una delle due parti in campo, credo che alla fine vedrà il contributo positivo che può portare sia limitato» afferma la premier.
12:24
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09 Gennaio
Il decreto Ucraina «otterrà i voti»
«Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza, ho letto anch’io di qualcuno che diceva che auspicava che il decreto Ucraina non ottenesse i voti, non credo andrà così e come ho già detto lo considererei uno sbaglio» dice Meloni. E aggiunge: «Mi stupisce in particolar modo che arrivi da un generale il ragionamento: i soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano fondamentali per costruire pace e non diciamo semplicemente per fare la guerra», aggiunge la premier.
12:22
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09 Gennaio
«La riforma elettorale è un vantaggio in più per le opposizioni»
«Credo che Elly Schlein, ma non sol lei, dovrebbe vedere favorevolmente una riforma della legge elettorale che consenta a chi prende più voti di governare per 5 anni, quindi è una vantaggio per tutti, forse ancora di più per l’opposizione perché così la partita sarebbe più che aperta e potrebbe dargli una maggioranza più ampia rispetto a quanto prevede l’attuale legge elettorale. L’obiettivo non è solo vincere ma riuscire a governare. Per me l’importante è che icittadini abbiano un potere reale» dice Meloni.
12:19
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09 Gennaio
Per il referendum la data del 22-23 marzo
Per il referendum sulla giustizia «penso che quella del 22-23 marzo sia la data più ragionevole e probabile» annuncia la premier. «Il prossimo Consiglio dei ministri deciderà» ma comunque «la data del 22-23 marzo è quella più probabile. Mi sentirei di confermarla». E aggiunge: «Vedo anche io un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi. Ma non c’è nessuna impasse, nel senso che da parte nostra non c’è nessun intento di forzare la legge, non abbiamo nessuna ragione per forzare. Quindi, quella del 22 marzo ci sembra una data ragionevole ed è quella, dal nostro punto di vista, che ci consente di portare a casa – nel caso in cui i cittadini fossero favorevoli alla riforma – le norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo Csm» spiega.
12:14
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09 Gennaio
«Salvini filo-putiniano? Non condivido, fili li hanno i burattini»
«Non condivido il riferimento al veto ‘filo putiniano’ di Salvini, questa è una lettura che io considero di parte» dice Meloni. «Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti all’interno della maggioranza, particolarmente su questo tema della Russia e dell’Ucraina, non si fanno tra ‘filo russi’ e ‘filo ucraini’, tra ‘filo americani’ o filo non so bene cosa – aggiunge -. Io ho sempre pensato che i fili ce li abbiano i burattini e che i politici i fili non ce li hanno, quindi tendenzialmente se sono seri non devono essere filo niente».
12:07
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09 Gennaio
«Sulla sicurezza risultati non sufficienti, nel 2026 si cambia passo»
Venendo poi sul fronte interno, la premier rivendica che il governo ha «lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare». Detto ciò, spiega che «i risultati per me non sono sufficienti», dunque «questo è l’anno in cui si cambia passo e
si fa ancora di più». «Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato – ricorda Meloni -. 30mila assunti tra le forze ordine», «lo sblocco di investimenti fermi da molto tempo» sul tema, «il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza», «la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati», «il lavoro fatto su Caivano». Tra
i provvedimenti «che stiamo studiando» c’è anche quello sulle
«baby gang», ha aggiunto Meloni secondo cui «alcuni di questi
provvedimenti cominciano a dare risultati: nei primi 10 mesi del
2025 i reati sono calati del 3,5%».
12:04
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09 Gennaio
L’impatto sul futuro della Nato
Tornando a parlare dell’ipotesi di un’azione militare Usa in Groenlandia, Meloni ha ribadito che «quando questa azione dovesse manifestarsi ne parleremo». L’Europa, ribadisce la premier, «è stata immediata nella risposta, quando si è alzata la tensione. Il dibattito deve coinvolgere non solo l’Europa ma la Nato. Credo che sia chiaro a tutti l’implicazione che avrebbe per il futuro dell’alleanza atlantica» ed è «il motivo per cui io
non la credo realistica»».
11:56
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09 Gennaio
«La protesta?Una scena mai accaduta in passato»
(Simone Canettieri) Prima che inizi la sarabanda delle domande, Giorgia Meloni chiude l’introduzione con una punta più che polemica: «Quella che ho visto è una scena mai accaduta in passato. Non vorrei che ne venisse fuori l’immagine di una contestazione alla presidenza del Consiglio: non siamo responsabili per il rinnovo del contratto dei giornalisti». Appena la premier si è presentata nell’aula dei gruppi parlamentari per la consueta conferenza stampa di inizio anno (organizzata da Ordine e Asp) sono apparsi quattro striscioni a favore del contratto dei giornalisti, che da dieci anni aspetta il rinnovo. Un episodio che non è andato giù alla premier, attentissima con punte maniacali come si sa alla comunicazione.
La polemica fa ben sperare in una conferenza frizzante. E comunque rapido sguardo d’insieme. La presidente del Consiglio è accompagnata dallo staff di Palazzo Chigi al completo (a partire da Patrizia Scurti con la new entry Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico ascoltatissimo) e dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Per Fratelli d’Italia c’è una piccola curva composta da Carlo Fidanza, Salvatore Deidda e Paolo Trancassini. Si inizia con le domande, la tensione si sta per sciogliere, forse. Meloni alle spalle e davanti a sé ha quattro composizioni floreali. Hanno i colori dell’Italia: alloro, grano, bosso. Più ortensie stabilizzate, sempre tricolori. Si parte.
11:48
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09 Gennaio
Meloni: non condividerei l’annessione Usa della Groenlandia
La possibile annessione degli Stati Uniti della Groenlandia? «Continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti attuino un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, opzione che chiaramente non condividerei. E non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti. Allo stato l’ipotesi di un intervento americano per assumere il controllo della Groenlandia» è stata esclusa direttamente da Washington, «i metodi assertivi Usa stanno ponendo l’importanza dell’area artica per questione di sicurezza, io credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze di altri attori stranieri in questa area. È un tema che coinvolge anche noi. Ci deve interessare per quello che quell’area può rappresentare. Anche la Nato ha stabilito che quell’area è una priorità. Deve essere la Nato ad avviare un dibattito serio» dice Meloni. «Il dibattito non deve coinvolgere solo l’Europa ma anche la Nato». «Non credo realistico» un intervento Usa in Groenlandia, «entro la fine di questo mese il ministero degli Affari esteri presenterà una strategia italiana, stiamo facendo la nostra parte: l’obiettivo è preservare l’area artica, aiutare le aziende italiane e favorire la ricerca. Mi occuperei più di prevenire i problemi, garantendo che ci sia una presenza dell’Alleanza atlantica nell’Artico».
11:42
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09 Gennaio
«Su Alberto Trentini il governo è mobilitato su tutti i canali»
Rispondendo alla prima domanda sulla situazione in Venezuela, Meloni ribadisce che « governo italiano si occupa della vicenda di Alberto Trentini quotidianamente da diciamo 400 giorni» «ma non è l’unico italiano detenuto in Venezuela, lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, che sono canali politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio». «Io ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore – spiega Meloni – è molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposta nei tempi in cui vorrei darle, come immagino sappiate».
11:34
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09 Gennaio
Meloni: la protesta sul contratto? Il governo non ha responsabilità
Nel suo intervento iniziale, Meloni ha replicato anche alla protesta dell’Fnsi on gli striscioni per il rinnovo del contratto di lavoro. «Non mi risulta ci siano mai state contestazioni alla Presidenza del Consiglio, su questioni sulle quali non ha responsabilità» afferma Meloni. «Capisco che questa è un’occasione di visibilità ma non vorrei che ne uscisse l’immagine di una contestazione al presidente del Consiglio, cosa mai accaduta in un’occasione come questa» sottolinea ancora. Sempre in tema di lavoro, Meloni ribadisce: «L’equo compenso mi sta a cuore, diversi ministero ci stanno lavorando. Ci sono state delle lungaggini», ora «cerchiamo di semplificare. Penso che entro febbraio potremo avere le tabelle per portare avanti finalmente questo provvedimento». La premier ribadisce poi che «su Gedi il governo si è mosso tempestivamente»: «Abbiamo ribadito a tutti l’importanza della difesa dei livelli occupazionali, allo stato non c’è nulla di deciso ma chiaramente continuiamo a seguire la vicenda». Su Radio Radicale, poi, annuncia «un emendamento al decreto milleproroghe per garantire un contributo straordinario per la digitalizzazione dell’archivio» che si aggiunge «al contributo ordinario».
11:30
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09 Gennaio
Spyware: Meloni, escluso uso Paragon su giornalisti
Sulla vicenda legata alle denunce presentate da Francesco Cancellato da altri soggetti sul tema dell’intrusione nei rispettivi dispositivi informatici, Meloni ricorda che «è una questione che come voi sapete è stata oggetto di un lungo lavoro del Copasir, cioè del comitato che chiaramente è competente per queste materie e che con la relazione del giugno 2025 ha escluso che grafite cioè il sistema che viene fornito da Paragon, sia stato adoperato nei confronti dei giornalisti. È una relazione che è stata votata all’unanimità, dopodiché però ci sono anche due procure che stanno lavorando su questo tema e confidiamo che anche qui insomma si possa arrivare ad avere delle risposte. Il governo per il tramite ovviamente delle agenzie di intelligence sta fornendo tutto il supporto che è necessario» dice.
11:28
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09 Gennaio
Meloni: libertà di stampa imprescindibile per la democrazia
«Sono contenta che si apprezzi l’impegno del governo per la sicurezza dei giornalisti in zone sensibili di rischio bellico. Sono numeri che colpiscono ognuno di noi e colgo l’occasione per rinnovare la solidarietà e il ringraziamento per chi con coraggio ci consente di arrivare dove non potremmo». Giorgia Meloni risponde così all’intervento di Bartoli sui giornalisti in zone sensibili e di guerra. «La libertà di stampa è il presupposto fondamentale di qualsiasi nazione democratica» continua Meloni.
11:18
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09 Gennaio
Gli striscioni: «Giornalisti da dieci anni senza contratto»
La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni è iniziata con l’esposizione di alcuni striscioni della Fnsi nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. «Giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari», si leggeva sugli striscioni, mostrati da alcuni giornalisti all’arrivo della premier
11:16
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09 Gennaio
Le aggressioni ai giornalisti
Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, apre la
conferenza stampa con un intervento che va al centro dei temi più importanti che riguardano la professione: le aggressioni verbali e fisiche ai giornalisti in aumento,le querele temerarie e l’equo consenso. «Il 2025 è stato un anno molto difficile per i giornalisti. Abbiamo assistito alla più grande strage di colleghi. In Ucraina sono stati uccisi 28 operatori dei media, spesso colpiti in modo consapevole e diretto» dice. «Sullasicurezza degli inviati in zona di guerra abbiamo apprezzato l’impegno del governo, per la formazione, e per i fondi destinatati a garantire una copertura assicurativa per i freelance. La sicurezza dei giornalisti, tuttavia, è in pericolo anche in Italia» spiega ricordando «la bomba sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, la testa mozzata di Capretto davanti alla casa di Giorgia
Venturini, le sassate durante una manifestazione che hanno ferito Elisa Dossi e Davide Bevilacqua, e l’elenco sarebbe molto più lungo. Altrettanto lungo è l’elenco di capitani d’industria e della finanza, di presidenti e allenatori di calcio, di sindaci e assessori, e purtroppo anche di esponenti delle istituzioni che denigrano, discreditano, e diffamano indiscriminatamente chi fa informazione. Lo voglio dire senza mezzi termini: sono atteggiamenti che contribuiscono a alimentare un clima di
aggressione verbale e fisica nei confronti dei giornalisti,
legittimando di fatto comportamenti da codice penale».
11:11
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09 Gennaio
Il ricordo di Crans Montana
La conferenza stampa è aperta con il ricordo della tragedia di Crans Montana nell’intervento del presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli.
11:04
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09 Gennaio
Venezuela, Meloni: grata per liberazione italiani, spero ulteriori passi
«Esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione». Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una nota rivolta alla neo presidente del Venezuela Delcy Rodriguez con cui auspica «si apra una nuova fase costruttiva di relazioni fra Roma e Caracas».
10:08
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09 Gennaio
La conferenza stampa di inizio anno di Meloni
Al via alle 11, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, la conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier risponderà a 40 domande dei giornalisti (l’anno scorso proseguì per due ore e mezza). I temi caldi di cui si parlerà: l’attesa liberazione di Alberto Trentini e la transizione in Venezuela, i negoziati in Ucraina, il Mercosur, gli interessi americani sulla Groenlandia. Fra i temi interni, il referendum sulla giustizia, la riforma elettorale e l’economia.