Prima di creare l’Europa, bisogna pensarla

di Leonardo Armas (IIIB del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari)

La scuola, in un contesto sociale così complesso, tenta di rinnovarsi e di rimanere fedele alla sua natura di luogo fondamentale di educazione, cultura, crescita, formazione. ‘La Riflessione’ ha sempre dedicato particolare attenzione ai giovani e al mondo scolastico e, per continuare a rispondere a questa complessità sociale, inaugura una nuova rubrica, ‘La finestra su Bruxelles’, dedicata all’Unione Europea, orizzonte dei ragazzi di oggi. Realizzata dai responsabili della redazione del giornale scolastico del Liceo Classico ‘Siotto’ di Cagliari, inserito in un più generale progetto sul giornalismo, è un ulteriore spazio dedicato agli studenti e alle studentesse, per offrire loro uno strumento di analisi critica della realtà e di successiva ‘Riflessione’

‘La finestra su Bruxelles’ -2
Presentiamo questa rubrica digitale dove proporremo il ricordo di personaggi storici e di temi alla base dell’ Unione Europea

𝑷𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒍𝒂, 𝒍’ 𝑬𝒖𝒓𝒐𝒑𝒂 𝒃𝒊𝒔𝒐𝒈𝒏𝒂 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒓𝒍𝒂- Carlo Sforza

Carlo Sforza

Chi era 𝑪𝒂𝒓𝒍𝒐 𝑺𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 (1872-1952)?
Carlo Sforza è stato uno dei più importanti diplomatici del secolo scorso di tutta l’ Europa. Di tradizione mazziniana e repubblicana, è stato Senatore del Regno d’ Italia e anche ministro sotto Giolitti.
Nel Dopoguerra diviene Presidente della Consulta Nazionale (organo camerale che precedette le elezioni del 1946), Ministro degli esteri sotto De Gasperi e anche per il “coordinamento del politiche comunitarie”. Infine, membro del PRI (Partito Repubblicano Italiano) con cui fu eletto Senatore.

𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒍’ 𝑬𝒖𝒓𝒐𝒑𝒂
Il 18/7/1948, fresco di nomina al Ministero degli esteri, Sforza tenne un fermo discorso sull’ Europa a Perugia.
Rispetto alle altre nazioni, la posizione italiana sulla futura Europa era ancora da sviluppare.
Ci pensa proprio Carlo Sforza a rompere il ghiaccio ed avviare una vera linea. Forte delle idee del Mazzini e del Cavour, li riprende e critica li oppositori che consideravano utopico il loro pensiero europeo.
Altro punto fondamentale è toccato dal rapporto che dovranno avere le nazioni con la futura organizzazione: “ognuno di questi piccoli stati d’ Europa rinunzi ad una parte della propria sovranità”. Sforza ci vuole ricordare che per costruire questo tipo organizzazione gli stati dovranno costruire diplomazie efficaci anche per colmare le possibili posizioni distinte. Questo passaggio è ancora oggi fondamentale, il discorso legge il presente dell’ UE, dove alcuni stati come l’Ungheria di Orban preferiscono fare solo i propri interessi statali. Sforza non vuole negare la Patria, ma semplicemente non vuole farla diventare un pretesto di nazionalismo o suprematismo nei confronti degli altri membri. Altrimenti viene meno tutto il resto del discorso fatto: libertà economica, sociale, di movimento (considerava i visti e i passaporti dei veleni) e culturale. De Gasperi lo riprenderà ( lo trovate nel post prima puntata). Il discorso servirà da catalizzatore per la nascita del Consiglio d’Europa 1949.

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