Fiamme sul Mondo /3, ovvero Business is Business

di Marco Marini (esperto di geopolitica mediorientale)

Girovagando per il web sono incappato in un video su Papa Francesco. Il Santo Padre ricordava di aver posto una domanda ad un esperto di economia, esattamente chiedeva quale fosse il settore industriale più fiorente nel mondo, e secondo il parere di questo economista era la produzione ed il commercio delle armi. Dal viso del Papa traspariva sconcerto e amarezza. Sinceramente non sono rimasto sorpreso, da che mondo e mondo la guerra è un affare o per conquistare territori ricchi di risorse naturali o per acquisire manodopera a basso costo, insomma schiavi. O quale occasione migliore scatenare un conflitto in cui testare qualche arma più o meno “intelligente”. Dalla guerra Russo-Ucraina al recente conflitto in medio oriente si sentono voci sull’uso di strumenti straordinari, missili, cannoni etc etc. Sembra di sentire Hitler e Mussolini che parlavano di armi segrete che avrebbero capovolto le sorti del secondo conflitto mondiale. E si è un vero e proprio affare la guerra, Da una parte troviamo le gerarchie militari che lamentano una debolezza dell’apparato difensivo del proprio paese e dall’altra gli industriali del settore difesa che sbandierano le eccezionali qualità dei propri prodotti. L’incontro tra queste opinioni opposte determina il proliferare del business armamenti. A proposito di Santo Padre, quando Papa Giovanni Paolo II è salito al soglio romano ha voluto mettere mano ai conti del Vaticano che attraverso lo I.O.R. (Istituto per le Opere Religiose) finanziava non solo una industria produttrice di Condom o preservativi che dir si voglia ma anche la Oto Melare di La Spezia produttrice di carri armati, cannoni, navi etc. Ma in quell’epoca gestiva le opere caritatevoli un certo Marcinkus, ricordate ? Quello di Licio Gelli (P2), Sindona, Calvi e qualche mafioso. Si sentono in questi giorni le voci sulla crisi energetica che colpisce sia le famiglie che le industrie e che bisogna colpire le speculazioni in merito. Secondo me è un atteggiamento ipocrita che va contro le regole della domanda e dell’offerta, cioè del libero mercato tanto caro a questo occidente libero e democratico. Sia ben chiaro, da studente di economia sono un fautore del libero mercato ma da quando è crollato il muro di Berlino ed il comunismo, che qualcuno vuole tirare ancora in ballo quando non è d’accordo con te, la globalizzazione ha creato in alcuni settori merceologici degli oligopoli se non addirittura monopoli, generando quella contraddizione economica che è La Cina e qualche altro paese asiatico, cioè comunisti che seguono le regole del capitalismo. Si parla del timore di speculazioni, ma basterebbe visitare le raffinerie, anche in Sardegna per rendersi conto che le cisterne sono piene di prodotto raffinato, che aspettano il momento giusto per metterlo sul mercato. Perché dico questo? Basta ricordare la guerra del 1973 tra Israele e Siria-Egitto che ha determinato la chiusura del Canale di Suez e che ha costretto le super petroliere a circumnavigare l’Africa per portare il petrolio greggio o raffinato in occidente con un aggravio di costi imprevedibile per quei tempi. Da noi le automobili circolavano a targhe alterne e la gente aveva riscoperto la bicicletta per gli spostamenti. Ricordo uno sceicco saudita che affermava di averci fatto un favore perché col petrolio che scarseggiava (?) l’occidente avrebbe continuato a consumarlo ad un ritmo elevato, e ci ha costretto a cambiare le abitudini, ricercare altre forme di energia e studiare e produrre mezzi che avrebbero e dovuto consumare meno. Oggi da molte parti si auspica che l’Europa possa tornare alle forniture di gas russo, senza essere accusati di essere filo-putin. A proposito di quel conflitto europeo iniziato di fatto nel febbraio 2014 (12 anni, il secondo conflitto mondiale è durato 6 anni) le ex nazioni del blocco orientale (DDR ora Germania, Polonia, Stati Baltici etc) hanno vuotato i loro vecchi arsenali di materiale sovietico per donarlo (o venderlo?) all’Ucraina . Sono stati forniti anche armamenti occidentali. Tenuto conto del sostegno militare fornito dagli Stati membri dell’UE, si stima che il sostegno globale dell’UE all’esercito ucraino ammonti a 69,7 miliardi di euro. L’assistenza complessiva all’Ucraina, compresi il sostegno finanziario e il sostegno ai rifugiati ucraini, ammonta a 194,9 miliardi di euro. Tenuto conto che gli esperti di Difesa affermano che l’Ucraina ha già perso la guerra circa due anni fa, ditemi se anche questo non è un buon business. Ora cerchiamo di farci un quadro sulla situazione attuale nel vicino e medio oriente. Alcune considerazioni di carattere generale sugli “attori” di questa situazione. Gli Stati Uniti d’America NON hanno mai vinto un conflitto da soli. Come qualcuno ricorda senza i 20 milioni di morti russi, oggi faremmo tutti il passo dell’oca nazista. Hanno sempre iniziato le guerre con un pretesto, sia in Vietnam che nella guerra ispano-americana del 1898, a sostegno degli indipendentisti cubani, ma in realtà con lo scopo di incrementare la propria influenza nelle Antille. Lo stesso presidente McKinley fu molto titubante in merito. Si presentarono con una forza di intervento sproporzionata rispetto alle forze spagnole nell’isola, come sempre hanno fatto nella loro storia. In una interessante intervista a Vittorio Feltri ex direttore de Il Giornale, egli manifesta il suo disappunto sugli Stati Uniti d’America, passando dallo sterminio dei nativi americani all’uso della bomba atomica sul Giappone (non mi sembra sia comunista). A tal proposito ricordo un articolo di uno storico giapponese che ha dato un’interpretazione diversa della fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Giappone si è arreso agli alleati non solo per la bomba atomica che se è vero che ha causato immediatamente 70,000 vittime, e decine di migliaia negli anni successivi a causa degli effetti delle radiazioni allora sconosciuti, non ha piegato il loro volere di continuare la guerra, erano abituati ai bombardamenti già dal 1941, quanto il timore di dover affrontare la invasione di truppe sovietiche, sopratutto asiatiche, che si erano rese disponibili dopo la fine del conflitto in Europa (aprile 1945). Recentemente gli U.S.A una volta sconfitto il “nemico” hanno lasciato un vuoto istituzionale e morale in questi paesi. Iraq, Libia, Siria e Afganistan che hanno abbandonato dopo 20 anni restituendolo ai Talebani. Il primo Ministro Karzai, ospite in Italia durante l’occupazione sovietica, al rientro nel paese trasformatosi nel frattempo da monarchia a repubblica, ha riunito la Girga, il Consiglio delle Tribù Afgane ed ha decretato p.e. che lo STUPRO FAMILIARE non era più reato. Abbiamo sentito che “é meglio uno, dieci, cento Trump piuttosto che un Khamanei che uccide le donne, impicca gli omosessuali etc. etc.” certo, ma in Arabia Saudita fino a pochi anni fa le donne non potevano guidare la macchina se non accompagnate da un uomo, padre o marito o fratello che fosse. Le Università permettono lo studio alle donne ma con delle limitazioni nelle materie e nel modo di impararle, per esempio in Medicina. E vengono ancora lapidati gli adulteri insieme agli omosessuali e si pratica ancora la decapitazione con la spada. Che differenza c’è coll’Iran? Altra osservazione. Molte nazioni non posseggono la bomba atomica o armi tali da offendere le Grandi Potenze. Allora sfruttano la loro forza nella GUERRIGLIA, una forza occulta, motivata, nascosta tra la gente comune senza una divisa e senza armi particolari. La Storia é piena di casi simili. Dagli Zeloti israeliti, tra i quali si ricorda Barabba (figlio del padre), ricorda qualcosa? I Romani per aver ragione di questa rivolta distrussero nel 139 D.C. La Palestina disperdendo gli ebrei nei quattro angoli della terra. Così come gli spagnoli (guerriglia è termine spagnolo) contro l’occupazione di Napoleone Bonaparte: per non parlare del Vietnam, dove gli Stati Uniti pagano ancora oggi un prezzo morale nonostante i mezzi adoperati per fermare il comunismo in Asia. A proposito di comunismo, che ricordo è finito con la caduta del Muro di Berlino nel novembre 1989, la Corea del Nord, rimane legata a quella ideologia. E’ militarmente forte, produce armi, affama la popolazione, ma questo non fa pensare a nessuno di intervenire per “liberare” la popolazione e fornirgli la “democrazia” stile occidentale. Capisco l’esigenza di Israele di doversi difendere, è circondato da paesi ostili, ma non vedo più quei movimenti che hanno portato la pace con Egitto e Giordania in primis (anche se per la verità sono queste due nazioni che hanno mosso i primi passi) e poi con l’Accordo di Abramo (Israele-Stati Uniti-Emirati Arabi Uniti e Bahrein) nel 2020. O gli Accordi di Oslo del 1995 tra Israele e La Palestina. Ricordo che il Primo Ministro israeliano Rabin firmatario degli accordi di Oslo con Yasser Arafat, fu ucciso da un giovane israeliano dell’estrema destra religiosa. Ma lo stato ebraico oggi si vanta di aver portato avanti un operazione con centinaia di aerei e 500 obiettivi, mai avvenuto nella sua storia militare precedente. Nel 1982, mi trovavo in Spagna e grazie alla mia modesta conoscenza della lingua potei seguire i loro telegiornali. Le immagini che vidi mi sconvolsero, giovani ed anziani iraniani si lanciavano a piedi e disarmati verso i campi minati dello Shatt El Arab (che è territorio iraniano). Immaginatevi cosa si vedeva in quei campi dopo il loro sacrificio. Immagini che non avremmo mai visto nelle nostre televisioni. In Spagna si, e chi ha visto la corrida sa di cosa parlo. Mi domandavo, come potesse un popolo proiettato verso il futuro (Università, stile di vita occidentale, centrali nucleari, etc.) anche se disperato ed isolato nel mondo dopo il 1979, fare tutto questo. Forse l’unica risposta la troviamo nella fede, nella promessa di un Paradiso meritato grazie al proprio sacrificio. Qualcosa che in occidente, materialista ed edonista, non comprendevamo. Ma che ci incuriosiva come un fenomeno folkloristico. Poi avremmo conosciuti gli attentati di singoli “martiri” o qualcosa di più articolato e complesso dalle Torri Gemelle a Charlie Hebdo fino all’Intifada ad Al Qaeda, ISIS, Boko Haram o Abu Sayyaf nelle Filippine.

Si può pensare di fermare questi movimenti semplicemente con un bombardamento? Ricordo che per esempio l’Indonesia è il paese islamico più popoloso al mondo 600 milioni di musulmani! Come li fermeremmo? Bomba Atomica? Non scherziamo, la guerra non ha mai portato vantaggi per nessuno ne vincitori ne vinti se non a caro prezzo per entrambi. Azzardo un’ipotesi , e se provassimo una via pacifica alla convivenza dei popoli? Utopia?

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