di Daniele Madau
XXVIII Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Como:1-2 (13mo Baturina; 56mo S. Esposito; 76mo Da Cunha)
Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro (72mo Zappa), Juan Rodríguez (77mo Idrissi; 87mo Pavoletti), Dossena; Palestra, Adopo, Liteta (77mo Kilcsoy), Sulemana, Obert; S. Esposito (77mo Trepy), Folorunsho.
In panchina: Sherri, Ciocci, Idrissi, Kılıçsoy, Raterink, Albarracín, Zappa, Pavoletti, Mendy, Trepy, Sulev, Cogoni, Malfitano.
Allenatore: Fabio Pisacane.
Como (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramón, Kempf, Alberto Moreno (80mo Valle); Da Cunha, Perrone ( 35mo Vojvoda); Jesús Rodríguez, Nico Paz (80mo Silva), Baturina (80mo Roberto); Douvikas (60 mo Morata).
In panchina: Törnqvist, Vigorito, Čavlina, Álex Valle, Goldaniga, Caqueret, Morata, Sergi Roberto, Lahdo, Kühn, Smolčić, Vojvoda, Diego Carlos.
Allenatore: Cesc Fàbregas.
Arbitro: Marinelli
Spettatori: 16.128

Cuore e ragione, l’eterna contrapposizione. Il cuore e la volonta’, inutile dirlo, spingono per i padroni di casa: in formazione rimaneggiata, sempre a un passo dalla salvezza, come Tantalo con l’acqua.
La ragione dice Como, squadra moderna ma umile, legata all’italianita’ del Lago e di Manzoni ma americana, provinciale ma di Champions. L’ottimismo della volonta’ e il pessimismo della ragione. Gramsci era sardo. E comunque, anche il 49% del Cagliari ormai e’americano.
L’ottimismo e’ un inizio volitivo e quasi arrembante dei rossoblu’, in un pomeriggio quasi primaverile e con lo stadio pieno. Il pessimismo e’ il goal del Como alla prima replica: recupero palla a centrocampo, serie di rimpalli in area, e goal di Baturina, con Caprile in leggero ritardo. Si e’ solo al 13mo. Si prospetta cuore e sudore.
La replica e’ un tentativo di Adopo da fuori area, giusto per riprendersi dal trauma. Il Como pressa, si gioca in un fazzoletto di terra, e il Cagliari non trova piu’ la strada per la meta’ campo avversaria.
Il 30mo suona come una campana, che fa rinsavire i cagliaritani: azione manovrata e prolungata, con il pallone che riesce a entrare in area, ma Sulemana- davanti alla porta- lo manca incredibilmente.
La partita- mentre tramonta il primo tempo- diventa equilibrata e tesa , e servirebbe il pareggio per sancire l’armonia tra cuore e ragione.
Il secondo tempo aggiunge, a cuore e ragione, la paura: che ti fa perdere palla al limite dell’area- con conseguente tiro di Rodriguez- , che non ti fa ragionare e osare, anche perche’ il Como toglie l’aria, e’ asfissiante.
C’e’ bisogno d’aria: la trova Palestra, a tutta fascia destra, al 56mo, in un vortice che porta al cross per Obert- dall’altro lato- e al successivo colpo di testa in tuffo di Esposito, come Riva, per l’ uno a uno: si e’ all’undicesimo, il numero di Gigi.
L’ottimismo della volonta’ e’ prendere possesso del centrocampo, con Adopo che ne regge le redini e lancia Palestra sulla fascia: uno spettacolo.
Il pessimismo e’ prestare il fianco al contropiede, ma l’equilibrio regge. Intanto, due ammonizioni per simulazione al Cagliari in cinque minuti: credo, evento unico.
Davanti al tiro di Da Cunha, pero’, dal vertice sinistro dell’area, di esterno, che crea una parabola imprendibile per Caprile, cuore e ragione si inchinano: e’ la bellezza.
All’ottantacinquesimo Adopo impegna Butez: e’ ancora tempo di bellezza, prima che resti solo la paura.
Dopo sei minuti di recupero, pero’, restano la gioia del Como e la fatica del Cagliari, che perde ancora in casa. La paura? Forse un po’, quella che deve dare il coraggio di conquistare la salvezza.