di Francesca Basso e Viviana Mazza
Benvenuti alla newsletter Europe Matters, un doppio sguardo su come l’Europa e gli Stati Uniti siano legati oggi più che mai. Una sintesi di ciò che unisce le due sponde dell’Atlantico o che le allontana, con al centro l’Italia e le ricadute per il nostro Paese.
Siamo Francesca Basso e Viviana Mazza, corrispondenti del Corriere della Sera da Bruxelles e da Washington

La guerra della pasta – così definita dopo che il Wall Street Journal avvertì che la pasta italiana “rischiava di scomparire dagli scaffali (dei supermercati) negli Stati Uniti” e prima che ci fosse un’altra guerra, in Iran, di cui preoccuparsi – è stata scongiurata. La Casa Bianca aveva respinto già lo scorso dicembre la notizia che la pasta importata dall’Italia (che peraltro è meno del 20%, perché la maggior parte delle aziende italiane producono ormai negli Stati Uniti) rischiasse di scomparire dai negozi americani. Kush Desai, portavoce della Casa Bianca, spiega che dopo una indagine «indipendente semi-giudiziaria» stabilita per legge, alla fine 13 produttori italiani di pasta, tra cui Garofalo e La Molisana hanno evitato che il dazio antidumping del 92% venisse finalizzato. Il dazio antidumping è tornato alle cifre consuete o anche meno che nel passato (7% per Garofalo, 2,6% per La Molisana, 5,21% per altre aziende).
Il problema, secondo la Casa Bianca, è nato dal fatto che le aziende inizialmente «qualunque sia la ragione, hanno fallito nel fornire le stesse informazioni che avevano fornito per decenni» nonostante «i ripetuti avvertimenti». In un’intervista con Valentina Iorio sulle pagine del quotidiano lo scorso dicembre, l’amministratore delegato del pastificio, Massimo Menna, aveva detto: «Noi abbiamo sempre operato con correttezza, gli addebiti che ci sono stati mossi sono generati da un’incomprensione. Siamo fiduciosi che le memorie difensive presentate consentano di fare una verifica più approfondita». Non era una decisione della Casa Bianca, sottolinea il portavoce: «Il presidente non può, senza il Congresso, cambiare i dazi antidumping: è un processo basato su leggi approvate dal Congresso, gestito da funzionari di carriera del dipartimento del Commercio, è una specie di formula matematica, in cui inserisci i dati che ti mandano le aziende e viene fuori un numero. La semplice realtà è che questi produttori non avevano rispettato una semplice richiesta di dati, a differenza di quanto avevano fatto senza problemi in passato».
La Casa Bianca accusa i media americani di aver scatenato problemi diplomatici con l’Italia. Contattato dal Corriere, il Pastificio Lucio Garofalo non ha voluto fare alcun commento. L’indagine – conferma la Casa Bianca – è partita per via della denuncia di un’altra azienda americana che accusava i produttori italiani di vendere a prezzi troppo bassi. Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha accolto la notizia finale positivamente: «L’abbassamento significativo dei dazi sulla pasta rende giustizia alle nostre aziende e ad un prodotto simbolo del Made in Italy nel mercato statunitense». Queste tariffe antidumping si sommano a quelle imposte su tutti i prodotti europei, che in base all’accordo sui dazi tra Usa e Ue sono al momento del 15%.