Il racconto del Cagliari: si attendevano risposte che non sono arrivate

di Daniele Madau

VIII Serie A-Unipol Domus/ Cagliari- Bologna:0-2 (58mo Casale B; rig. Bernardeschi 80mo B)

CAGLIARI: Caprile; Zé Pedro, Rodriguez, Deiola, Obert; Winks, Romano, Adopo; Maldini, Massolin; Mendy. A disposizione: Sherri, Radunovic, Kevin Carlos, Fazzini, Nzola, Ciervo, Gagliardini, Kofler, Aurelio, Mina, Liteta, Sugawara, Sulev, Sugamele, Fadera. Allenatore: Fabio Pisacane

BOLOGNA: Skorupski; Zortea, Theate, Casale, Miranda; Ferguson, Pobega; Cambiaghi, Bernardeschi, Darmian; Odgaard. A disposizione: Pessina, Happonen, Helland, Moro, Amondarain, Dovbyk, Mbangula, Heggem, El Azzouzi, Libra, Enem, Alhassane, De Silvestri, Vitik. Allenatore: Raffaele Palladino

Spettatori: 16.161

Arrivando allo stadio, tra gli strappi del primo maestrale d’autunno dopo mesi di un caldo cosi’ bello e tenace che e’ stato difficile abituarsi all’idea di perderlo, la domanda sportiva- che emerge tra quelle di vita quotidiana- si chiede quale Cagliari vedremo oggi, se quello perfetto e fortunato visto sino al primo tempo di Monza o quello improvvisamente disfattista e arrendevole del secondo tempo brianzolo. Nel primo caso, i padroni di casa si confermerebbero tra i primi posti in classifica.

Il primo tempo, equilibrato sia come possesso del campo che come occasioni, dimostra comunque personalita’ e applicazione  tattica da parte dei padroni di casa, che hanno il solo difetto di non verticalizare troppo. Resta, cosi’, come un senso di incompiutezza, comprensibile anche pensando all’eta’ media bassissima dei rossoblu’. Si potrebbe parlare di peccati di giovinezza, ma anche di spregiudicatezza giovane, che ha portato Mendy a provare una sforbiciata azzardata, senza tentennare. Sarebbe stata ibris -superbia- se fosse stata tentata da un altro, non se la si prova a diciannove anni.

Il scondo tempo sembra che vada a fiammate, quasi seguendo- come gli incendi-le folate del maestrale, come il flusso e riflusso delle onde, senza che si preannunci un acuto.

Ma il silenzio del vento e delle onde e’ spezzato dal colpo di testa indisturbato, su angolo, di Casale: li’ serviva Mina, che languisce-invece- in panchina.

Il Cagliari riconquista subito il campo e diventa padrone del gioco; ma e’ un potere sterile e benevolo, che non aggredisce l’area avversaria.

Al primo capovolgimento di fronte, infatti, Rodriguez causa ingenuamente un rigore per fallo di mano, sul quale e’ impeccabile Bernardeschi.

Il filo logico della trama di Pisacane si sfalda, come in una tragedia si va verso il finale tragico per i padroni di casa. Del resto, e’ semplice: senza tiri in porta e’ difficile segnare. Nulla e’ perduto, la classifica e’ rassicurante; ma il Cagliari sembra essere rimasto a Monza. E questa e’ la risposta alla domanda che mi aveva accompagnato allo stadio.

 

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