La regolarizzazione dei migranti: numeri e prospettive della proposta della ministra Bellanova

di Daniele Madau e Ahmed Naciri

Concordo con Ahmed Naciri, amico oltre che mediatore culturale, collaboratore della prefettura, presidente della Rete Sarda della Collaborazione Internazionale, che per questo caso, e in genere nella vita, bisogna prima leggere i documenti e poi presentare le proprie idee e interpretazioni.

Iniziamo, quindi, con la bozza del primo articolo della proposta della ministra, che mi legge Ahmed, che parla solo di regolarizzazione nei settori dell’allevamento, della pesca e dell’acquacoltura, per un totale di sole 240.000 persone, rispetto alle 600.000 di cui si parla. Tra l’altro, si indica chiaramente che spetterà al datore di lavoro la presentazione della domanda al fine di instaurare un rapporto di lavoro subordinato per la durata massima di un anno. Ciò detto, siamo ben distanti,quindi, dal concetto di sanatoria ma, appunto, siamo all’interno di un procedimento di regolarizzazione.

Regolarizzazione tramite il permesso di soggiorno che ora, in base alla Convenzione di Ginevra, è subordinato a regole stringenti -quali il provenire da determinati paesi dell’Africa, come l’Eritrea – ed è di difficile acquisizione.

“Ma i 58 paesi africani si stanno tutti scannando, quindi io non capisco come si possa affermare che chi proviene da un altro paese non possa essere definito rifugiato. Un migrante, ora, arriva, quindi, da noi, cerca di comportarsi bene, parla l’italiano, cerca di inseririsi nel contesto sociale ma non può essere regolarizzato. Io dico sempre che un italiano dovrebbe, al contrario, porsi in questa situazione e provare come si sentirebbe”.

Concordiamo ancora, sul fatto che sia una proposta di buon senso, anche se forse non ancora sufficiente ” piuttosto di niente meglio piuttosto”- così si dice in Lombardia- ma servirebbe più coraggio. Ripenso allo ius soli e allo ius culturae, occasioni perse, senza le quali non possiamo dare la cittadinanza a chi ha frequentato le nostre scuole.

“Purtroppo il tema dei migranti difficilmente porta i voti, anzi, al contrario, si è portati a seguire la massa, come stanno facendo i cinque stelle: di sicuro anche loro pensano sia di buon senso la proposta della ministra ma, come direbbe Manzoni, ‘Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune’ “.

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