Silvia Romano e la disumanizzazione del diverso

Silvia Romano assediata dai giornalisti
di Roberto Zuddas

La caratteristica di “La Riflessione”, nome parlante, è il suo voler riflettere, scoprire quel momento, così ricco, in cui, prima di parlare o scrivere, ragioniamo e pensiamo su cosa e come esprimerci. Seguendo Dante, è un non “sottomettere la ragione al talento”. A volte, però, questa riflessione deve essere veloce, tagliente ed efficace: un ammiccamento al lettore più profondo e sensibile, come una strizzata d’occhio, un occhiolino. Queste tipologie di articoli faranno parte della nuova rubrica, che inauguriamo oggi con Roberto Zuddas: “L’occhiolino”, appunto.

Dietro i vergognosi e indegni attacchi alla cooperante italiana liberata qualche giorno fa, vedo varie e perverse linee di pensiero, in primis l’intolleranza verso le donne e le altre confessioni religiose. Ma anche, più in generale, un meccanismo distorto secondo il quale un “diverso” – che ha adottato una scelta di vita non in linea con quelle comunemente dettate dai criteri soggettivi di una parte – non sia più una persona agli occhi di questi haters. A “beneficio” di chi non avesse avuto modo di leggere questa galleria degli orrori, menziono solamente quelli che lamentavano il mancato rispetto del distanziamento sociale all’arrivo di Silvia in Italia e che lei avesse addirittura abbracciato la mamma e il papà, mentre loro non vedono i genitori da mesi. Ovviamente ho letto commenti molto, molto peggiori, che risparmio a tutti. Questa incapacità di empatizzare verso un essere umano che ha subito un anno e mezzo di prigionia in una terra straniera è indice del fatto che la ragazza, agli occhi dei suoi detrattori, abbia perso gli attributi umani per diventare un’icona, emblema di ciò che non va nella società. Icona di emancipazione, cosmopolitismo, tolleranza, solidarietà, prerogative sbagliate laddove ne esistano altre capziosamente poste come alternative: sicurezza dei cittadini, risorse per le aziende e per chi ha perso il lavoro, aiuti alle famiglie e via discorrendo. Se fosse una persona in carne e ossa non si permetterebbero, sono invece legittimati ad attaccare a testa bassa perché non lo è più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: